Val di Susa: lettera di un giovane no Tav contro la violenza

Abito sulla montagna di Condove ed ho parteci pato attivamente al movimento No Tav, sia con le reti studentesche nel 2005 e poi, uscito dalle scuole di Valle come singolo cittadino. Oggi domenica 3 luglio 2011 ero presente alla manifestazione nazionale alla Maddalena di Chiomonte. Vi scrivo perché ho assistito ad uno spettacolo indegno di violenza gratuita. Intendo dissociarmi nella maniera più netta possibile dai gesti orrendi compiuti dai violenti manifestanti incappucciati, ed attrezzati di tutto punto per condurre una premeditata guerriglia. Mi dissocio perché ritengo oltraggioso che questi esaltati abbiano monopolizzato una splendida manifestazione. Ho bisogno di farlo, per poter scendere nuovamente in piazza.  Perché i giovani della Valle non siano associati a questi pazzi irresponsabili. segue su Dossier  Davide Favaro  

Sono in tanti in Val di Susa a condividerne il senso.

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46 thoughts on “Val di Susa: lettera di un giovane no Tav contro la violenza

  1. Davide ha seguito il mio stesso percorso domenica.
    Abbiamo visto le stesse cose, le stesse persone mascherarsi lungo il percorso, coprirsi il volto e raccogliere pietre.
    Condivido ogni singola parola di questa lettera.

  2. Silvia, la vostra onestà e la vostra pulizia costituiscono un grande gesto. Siete voi i veri no Tav, quelli che ho conosciuto a Venaus. Spero che le parole sagge di Davide contribuiscano anche a fare chiarezza. Ribadisco che i veri no Tav sono le vere vittime della violenza, due volte vittime. Le polemiche con la polizia hanno messo assolutamente da una parte il senso della contestazione. Il mio attacco era contro i violenti: lui è stato più bravo di me a spiegarlo.

  3. Già , Franca era aggiornata in diretta…… e ci è stata vicina anche se fisicamente lontana.
    Quando ho letto questa lettera, ho pensato subito a lei e al fatto che le sarebbe piaciuta :-)

  4. Ecco perchè il glorioso Beppe Grillo non vuole Il TAV

    Terzo Valico
    Un lungo tunnel ferroviario che, correndo sotto il passo dei Giovi, subito alle spalle di Genova, deve mettere in collegamento la città con la pianura Padana, attraverso una linea per il trasporto veloce di merci e passeggeri. Della maxi-galleria è stata approvato il progetto definitivo, e il governo ha stanziato mezzo miliardo di euro per la sua costruzione, che tuttavia ha un costo definitivo di 6 miliardi di euro.

    Gronda
    Si tratta del progetto, ipotizzato sin dagli anni ‘60, per decongestionare il traffico del nodo autostradale genovese. La Gronda doveva essere composta da due rami, uno a Ponente, l’altro a Levante. Sul tracciato di quest’ultimo non si è mai arrivati a un’ipotesi concreta. Diverso il percorso per la Gronda di Ponente, che è quella di cui si sta discutendo in questi giorni. L’amministrazione Vincenzi è stata uno degli sponsor più incisivi per portare a termine il progetto. Proprio per questo, nel corso del 2008 ha istituito il “debàt public” per riuscire a definire, insieme con gli abitanti delle zone interessate, il percorso ottimale per l’opera. Il “debàt” si è concluso verso la fine del 2009, dopo che si è scelta una “mediazione” tra alcuni dei tracciati proposti.Ora serve la firma del protocollo finale (tra Comune, Autostrade, Anas, Regione, Autorità Portuale) con cui può partire il lavoro di progettazione.

    Tunnel Rapallo-Fontanabuona
    Il tunnel tra Rapallo e la val Fontanabuona, che collegherebbe la città con la vallata alle sue spalle, è stato pensato per la prima volta nel 1860. Il progetto è rimasto sempre nei cassetti, ma ha ripreso piede proprio in questi ultimi anni, tanto che nel 2008 la Regione Liguria ha aperto un iter tra i vari enti interessati sulla progettazione e sul percorso della galleria.

    Inoltre è stato calcolato che il TAV porterà ad un calo di fatturato per il porto di Genova e La Spezia di circa il 20% – 30% nei trasporti marittimi tra Spagna Francia Italia. Praticamente i Liguri hanno paura che le rotte dei trasporti commerciali si spostino verso il Piemonte. Altro che fronzoli.

    Il comico genovese la sa lunga. Ho condiviso tante sue idee ma su certe cose sa benissimo farsi i conti in tasca.

    Ed è questo uno dei motivi che mi spinge ad andare via dall’Italia. Se chi si proclama paladino della giustizia è più taccagno e famelico dei criminali beh , abbiamo poco futuro.

    Aggiungo un’altra fantastica notizia. Oggi Fassino era felice che la “Loquendo”, la ditta che ha progettato l’algoritmo mp3 e la sintesi vocale che sentite in tutti i navigatori del mondo ed altri apparecchi elettronici, è stata venduta ad una ditta Americana. Dopo la Motorola e la Fiat anche questa. Il glorioso politecnico di Torino , dove io mi onoro di aver studiato , può benissimo chiudere. Fassino, e prima di lui Chiamparino, dice che Torino deve diventare la città della cultura così si possono spartire benissimo i soldi delle varie fiere del cioccolato del cinema e tutte le stronzate annesse. Con un mese di lavoro , i borghesotti Piemontesi intascano tutto il necessario per vivere 2 anni. Voglio veder come faranno a vivere tutti gli altri.
    Io me ne vado in Germania , sono sempre più convinto. Qui si stanno svendendo tutto , come sta per avvenire in Grecia e come è già successo in Spagna.

  5. Con tutto il rispetto per le tue legittime aspirazioni, non è che due volte al giorno devi ammorbarci con il tuo “progetto” tedesco. Vuoi andare via dall’Italia? Padronissimo, ma non è che perchè non piace a te tutti devono andarsene. Facci sapere solo quando parti e noi ti saluteremo con affetto, pronti a leggerti da Berlino.

    1. Ma che importa quello che faccio io. Se lo dico è per enfatizzare quello che voglio dire. Si parla sempre di crescita economica di ricerca e viluppo e poi vengono dismesse quelle realtà che fanno hi-tech. Ma cosa devono fare i giovani laureati di questo paese se non andare via. O si devono adeguare a lavorare nei call center o andare a raccoglier i pomodori come spesso viene suggerito dal ministro dell’economia ? Ti prego di tenere in considerazione tutto il resto del discorso , che è molto più importante. Fidati che non sono nè un narcisista nè un presuntuoso e non vado in giro per i blog a cercare l’approvazione di nessuno. Io voglio solo esprimere un certo punto di vista. Il mio. Se non ti va dimmelo chiaramente e non verrò più a disturbare, visto che qualsiasi discorso io faccia tu trovi sempre uno spunto per criticare. Te lo prometto. Parola d’onore….

      1. Forse non mi sono spiegato. Il problema non sei te, è anche giusto che esprimi non solo le tue idee ma anche i progetti: un blog serve per questo, per far comunità. Ma ripeterlo ad ogni commento diventa disfattismo. Il fatto cioè non è che tu vuoi andar via, ma che questo Paese è proprio invivibile. Gira e volta il tema è sempre questo. Abbiamo più volte dibattuto la questione, anche di recente. Poi forse non ti rendi conto che ti do spesso ragione sui contenuti, ti contesto solo quando esageri: e purtroppo esageri spesso, al limite della querela.

  6. Dimenticavo il brevetto degli acciai speciali Terni. Il miglior acciaio del mondo. Venduto ai tedeschi per poi portare alla dismissione degli impianti italiani fino ad arrivare al disastro della Thyssen di Torino. E non vi sto ad elencare tutte le realtà in rapido smantellamento o ridimensionamento. Ma voglio citare ancora l’Alenia Spazio, sempre di Torino, dove si sono realizzati buona parte degli attuali moduli abitativi della stazione spaziale orbitale Mir. Ditta ridimensionata in favore dei francesi e degli americani.

  7. Poi che …scopri la vera faccia di Grillo non fa che avvalorare una mia vecchissima, convintissima tesi: figurati se non siamo d’accordo.
    Purtroppo ancora ti fai “fregare” da Sant’Oro ma vedrai che prima o poi scoprirai anche lui…

  8. @ Pino
    Comunque voglio essere chiaro. A me l ‘ Italia piace e lo considero ancora un paese vivibile, forse più di tanti altri. Ma le cose stanno precipitando rapidamente e non vedo nessuno che ha voglia veramente di riprendere seriamente in mano le sorti di questo paese. Si vedono solo contrapposizioni di interesse o ideologiche, ma concretezza zero. Forse non tutti sanno quanto sia difficile vivere nel precariato e nell’incertezza di uno stipendio da fame. Se i laureati sono costretti a questo , figuriamoci gli altri.
    Io se mi incazzo è perchè vorrei semplicemente un’Italia migliore. E basta poco , non si chiede la Luna. Ma quando ti rendi conto che è inutile cosa fai ?
    Cerchi di portare avanti al meglio la tua personalissima strada verso il futuro. Che poi questa strada sia al Polo Nord piuttosto che all’equatore non importa.

  9. Una volta ti dissi che probabilmente siamo molto più vicini di quanto sembra. Anch’io sono pessimista e talvolta ho spiegato perchè. Evidentemente abbiamo parametri diversi di comunicare. Nella sostanza hai ragione da vendere. Ma io cerco ancora di battermi qui.

  10. Sono appena rientrata dall’Assemblea No Tav di Bussoleno. Si tratta di una riunione pubblica dove tutti possono partecipare, salire sul palco e dire la loro. Riunioni di diverse centinaia di persone come questa hanno rappresentato l’essenza del movimento notav e della sua vena pacifica per anni e anni. Ma stasera l’atmosfera era davvero diversa dalle altre volte cui ho partecipato. C’è aria di libanizzazione, purtroppo. Spero di sbagliarmi

  11. Che brutta storia….ma secondo te Elena, c’erano persone apposta per creare caos e divisioni?L’avete percepito oppure è proprio la situazione in seno al movimento notav che si sta modificando, dopo domenica?

  12. La risposta la conosce Elena. Ma istintivamente mi viene da dire che eventualmente le “modificazioni” sono avvenute prima, appunto c’è stata domenica.

  13. Si complica sempre piu’ questa situazione e per me diventa ancor piu’ difficile capirne qualcosa ,specialmente dopo gli ultimi commenti.Capisco che mai è tutto lineare ,ancor piu’ quando ci sono interessi milionari,ma mi sembra tanto ingarbugliata la questione.Non perchè ami particolarmente prendere una posizione netta,sebbene riconosca che alcune volte bisogna avere il coraggio di farlo.In questo caso tutto si intreccia e si manipola a seconda degli interessi,Probabilmente gli unici ad non averne sono gli abitanti della valsusa,quelli che da subito hanno detto no al tav,e che ora come sempre ,sono da soli,strozzati tra gli incappucciati e Grillo.Ho letto la lettera di Davide ,se ne comprende il valore e pure il dolore di vedere svanire un sogno ideale ,come gia’ accaduto tante ,troppe volte….ho pure pensato che se il pd avesse appoggiato questo movimento Davide potrebbe diventare il nuovo Serracchiani,per farne la stessa fine.

  14. Beh, quello che sto per dire può sembrare impopolare, ma trovo che la popolazione locale sia veramente esasperata e tra le proposte ce ne sono state alcune completamente discutibili. Ci sono stati anche atteggiamenti antipatici. Non voglio parlar dell’acqua santa a casa del parroco, tutti sanno che le ragioni del movimento hanno ricevuto pochissimo spazio sui giornali e tg (tranne alcuni rari casi, come nel caso del nostro ospite o del fatto quotidiano e di questo va dato grande merito, essendo comunque voci minoritarie), ma stasera veder fuggire operatore e giornalista di tv da me non identificata a suon di urla “vergogna vergogna”, mi ha fatto davvero impressione, e altre cose che non sto qui a raccontare, ma che ci hanno messo addosso una certa tristezza che ce ne siamo andati dopo appena un’ora circa. Ecco, secondo me i portavoce del movimento dovrebbero fare almeno un minimo di autocritica, perlomeno formale, per mantenere la loro legittimazione, anche nei confronti di istituzioni e cittadini. Poi secondo, ma non meno importante argomento, dovrebbero cambiare decisamente strategia, volare alto, fare cultura, diffondere il messaggio in modo più capillare, i presidi e gli assedi non bastano più, ci va il colpo d’ala, ma al momento non mi risulta esserci stato.
    Avrei anche da dire delle cose su Grillo, con cognizione di causa avendo avuto l’occasione di affrontare con il diretto interessato la questione, ma al momento non mi sento di intavolare un discorso lungo che ci porterebbe lontano, mi limito a concordare con lui quando dice che questo tipo di trasporto di merci ad alta capacità non ha futuro, nè in val di susa, ne sul terzo valico a genova, nè da nessun’altra parte. E’ un modello di sviluppo pensato con una visione risalente a trent’anni fa. questo è il punto. buonanotte a tutti.

    1. Elena questo atteggiamento contro la stampa in realtà è antico. L’ho riscontrato personalmente nel 2005. I giornalisti sono tutti nemici: certo, errori ce ne sono stati ma così facendo non si rendono ancora conto che resteranno soli. A nessuno piace essere aggredito, fanno passare la voglia di andare in Val di Susa. Per fortuna ho incontrato anche persone eccezionali che meriterebbero ben altro che certi rappresentanti. Buona e diretta testimone è un’amica comune, sai chi è.

      La propria posizione, anche se giustissima, va spiegata, non imposta.

  15. Non voglio fare la figura di quello che capisce tutto, ma l’esperienza diretta e – ahimè – l’età, oltre al lungo addestramento professionale, mi permettono di vedere tutto un attimo prima, con occhi abbastanza aperti. Il mio commento immediato, subito dopo gli incidenti, ha riguardato il grido d’allarme per la presenza di elementi “estranei”. Sono stato quasi linciato perchè molto superficialmente c’è chi ha preso il discorso come un atteggiamento no Tav. Per chi ha gli occhi chiusi bisognava scagliarsi pesantemente contro la polizia, senza se e senza ma. E invece era sbagliato. C’è chi addirittura ha messo in dubbio la presenza dei black bloc (l’etichetta è poco importante). E forse non ha ancora capito che I veri nemici dei no Tav – è la decima volta che lo ripeto – sono proprio quegli “estranei” che con la violenza hanno vanificato anni di contestazioni piene di significati e di sacrosante rivendicazioni.

  16. ‘nnaggia non volevo entrare in argomento, ma per me, “a mio modesto parere” Francesco Zannino fa bene ad andarsene per poi magari tornare. Tutti i giovani devono fare esperienza all’estero L’esperienza che faranno se la sapranno utilizzare sarà a loro vantaggio e la metteranno poi a disposizione del loro Paese. Quanto più stanno fuori e distante, tanto più sentono il richiamo alle loro radici con un enorme senso di appartenenza. Ne posso parlare per esperienza vissuta sulla mia pelle stavolta. Ma sicuramente torneranno e apporteranno quello che troveranno di ottimo per unirlo a tutto ciò che di buono è rimasto in questo nostro meraviglioso Paese.Non mi dilungo oltre. Notte.

  17. Elena io non c’ero ma mi hanno comunicato esattamente quello che mi hai comunicato tu.
    Sono molto preoccupata.
    Temo che questa lettera non sarà mai capita dai più, ci sono troppi “ma”. MA c’è la militarizzazione, MA ci sono i fumogeni, MA non si può entrare nei proprio terreni, MA l’hai visto il video, e bla bla bla.
    Siamo oltre.

  18. Ciao Gabbia’,
    li mi capelli se stanno arriccianno sempre deppiù! Nun so s’è l’effetto de ste buste che m’arriveno ‘gni giorno co’ scritto “Entrate” che, pemme so’ solo uscite. Su sta terra c’è chi paga e chi se ne frega. Se c’hai du mattoni a uno a uno se nun te difenni se sgretolano e su le mani te rimane solo porvere. Puro se devo perde’, nun scappo resto a lotta’!
    So’ curiosa de vede’ come sta storia termina.
    So ‘na pianta co’ le radici ch’ affonnano ne la terra.
    Mo puro la machina stufa de lavorà s’è fermata! Ma io c’ho du piedi pe’ anna’ avanti, nun è facile smonta’ sta cucca.
    E’ vero c’ho l’anni, ma, nell’anima e ner còre so’ ‘na regazzina libbera.
    Ve vojo bene! Fate ‘na bona giornata de lavoro, io mo vado a sbroja’ quarche liana drènto sta serva oscura.
    ;)

  19. – Condivido la lettera di Davide Favaro.
    – Forse potrebbe essere riduttivo scrivere “questi pazzi irresponsabili”, perchè potrebbero anche essere semplicemente PAGATI. Mi sembra che funzioni così per screditare in 1 attimo il movimento nonviolento.
    – Se qualcuno hai le idee chiare (o vuole provarci) io avrei 2 dubbi:
    1) come fare in modo che queste cose non avvengano, perchè gli irresponsabili e gli infiltrati possono esserci sempre. (Nella mailing list dei Corpi Civili di Pace non ho avuto risposta. C’era solo la proposta del servizio d’ordine efficiente);
    2) come collegare queste lotte in tutta Italia. Ho chiesto di poter partecipare nella mia piazza (a Bologna) contemporaneamente alla manifestazione, anche per “allenarci” a manifestare contro le scelte scriteriate di Opere x lo sperpero dei soldi pubblici. Su Facebook e nel Meetup 14 non ho avuto risposta. A mio parere 1 unico canale di comunicazione sarebbe preferibile.
    Ciao Paolo Spunta (7/6/11, Bologna)

  20. Mi scuso in anticipo per la prolissita’, ma la questione e’ complessa e le semplificazioni sintetiche non aiutano.

    D’accordissimo al 100% sulla tensione etica che traspare da questa lettera. Anche dopo il G8 gli unici a fare autocritica sulla violenza di piazza sono stati i ragazzi interni al cosiddetto ” movimento no global”, io di queste critiche ne ho raccolte e pubblicate tante nel mio libro “Genova, Nome per Nome”.

    Quello che invece si aspetta ancora da dieci anni sono le scuse del Governo alle vittime della Violenza di Stato picchiate nella scuola DIAZ, per le quali sono stati accertati abusi al di la’ di ogni ragionevole dubbio e in due gradi di giudizio, gente mandata in ospedale che il “garantista” Berlusconi aveva definito “Black Bloc” gia’ nel giorno successivo alle violenze.

    Quanto alla Val di Susa, anche domenica scorsa sul greto del fiume ai piedi dello sbarramento della centrale elettrica ho visto un ragazzo gettarsi fisicamente addosso a chi stava per lanciare un sasso, rischiando che tutte le persone presenti in quel posto ricevessero in risposta una pioggia di candelotti lacrimogeni.

    Ma il problema della violenza ci porta al problema dell’uovo e della gallina, perché potremmo dire che la pioggia di lacrimogeni è stata la risposta al tentativo di violazione degli sbarramenti, l’attacco alle barriere è stata la risposta a una invasione militare dalla dubbia legittimità legale (quei terreni erano stati regolarmente assegnati a privati cittadini e sgomberati senza rispettare le procedure corrette), a sua volta l’invasione militare è stata la risposta all’azione squisitamente nonviolenta di acquisire con mezzi legali terreni per rallentare i lavori, e l’acquisizione di terreni è stata una risposta a decisioni piovute dall’alto senza coinvolgere le popolazioni locali, con 23 sindaci su 46 contrari a quei lavori. E si potrebbe continuare.

    Ma allora, senza pretendere di stabilire una volta per tutte chi ha covato l’uovo della violenza, chi e’ che ha la responsabilità morale, civile e politica di interrompere questo circolo vizioso di cause e di effetti? Ai politici basta indignarsi con Grillo se parla di “guerra civile”, oppure credono di dover fare qualcosa per evitare che lo scontro degeneri dando ragione a Grillo? I sassi dale mani dei ragazzi bisogna toglierli militarmente a suon di lacrimogeni o politicamente dando a quella rabbia altri spazi per esprimersi in modo creativo e nonviolento?

    Chi dovrebbe intervenire responsabilmente per risolvere questo conflitto sociale? Un gruppo di ragazzi incazzati per una situazione che vivono come un abuso? Oppure i politici che hanno la responsabilità di guidare il paese e che potrebbero far cessare d’incanto gli scontri semplicemente appoggiando un referendum consultivo per sottomettersi alla volontà del popolo sovrano, oppure inventandosi modi più onesti, utili e ragionevoli di utilizzare il denaro pubblico e i fondi europei per migliorare i trasporti pubblici e non gli estratti conto dei furbetti del cantierino?

    Ti lascio con questi interrogativi, sperando che la mia posizione sia chiara: ognuno risponde personalmente di cio’ che fa. Chi ha tirato sassi deve rispondere di danneggiamento o di aggressione, chi sta scavando montagne senza criterio dovrebbe rispondere politicamente e non militarmente alle critiche di chi considera il progetto TAV come un danneggiamento alla valle e il presidio poliziesco dei cantieri come un’aggressione alle comunita’ che la abitano.

    Ma il contropotere degli uomini liberi fa autocritica molto piu’ facilmente e onestamente del potere degli uomini politici, e la lettera che citi ne e’ una dimostrazione.

    Il cuore politico del problema e’ che quei 23 sindaci delle comunita’ montane, che rappresentano la maggioranza dei comuni della Valle, non dovevano essere costretti a scendere in piazza per far valere il loro peso politico, la loro autorita’ che nasce dall’investitura popolare ricevuta col voto non doveva essere azzerata da leggi obiettivo che trasformano i sindaci in passacarte senza potere decisionale, lo scontro di idee non doveva essere trasformato in scontro militare con forzature.

    Se si fossero rispettate tutte le condizioni del progetto TAV, che prevedeva la partecipazione e il consenso delle popolazioni coinvolte, nessuno avrebbe tirato sassi ne’ lacrimogeni.

    1. Il cuore politico del problema e’ che quei 23 sindaci delle comunita’ montane, che rappresentano la maggioranza dei comuni della Valle, non dovevano essere costretti a scendere in piazza per far valere il loro peso politico, la loro autorita’ che nasce dall’investitura popolare ricevuta col voto non doveva essere azzerata da leggi obiettivo che trasformano i sindaci in passacarte senza potere decisionale

      A questo pensavo in questi giorni: possibile che in uno stato democratico come il nostro il privato cittadino debba scendere in piazza ogni volta a cercare di tutelare i propri interessi? E le Amministrazioni Comunali? E quelle Provinciali? e le Regioni? Dove sono? Dove sono i parlamentari eletti in quelle circoscrizioni elettorali? Che dicono? Qual è il loro orientamento in merito alla questione TAV?

      Magari è già noto e già detto e io non sono informato, ma se non si percorrono queste strade è tutto tremendamente difficile, se non impossibile.

    2. Molto sinteticamente, invece: le responsabilità dei violenti? Alla fine pagano quattro ragazzini, mentre non paga chi ha aizzato la “svolta”. Anche se il popolo ha ragione (e nel caso specifico per me ha molte ragioni) il percorso deve essere sempre politico. I veri notav sono pacifici. Sono stati surclassati ormai da chi ha spostato il livello di scontro. Sono della generazione che ha vissuto la stagione della p38. Il passo è breve, per questo mi preoccupo.

  21. Leggendo il libro di Arthur Clarke “2010: odissea due” c’era la storia di un equipaggio alla derva nello spazio, che si era dato una regola di sopravvivenza: preoccuparsi soltanto delle cose su cui potevano intervenire.

    Possiamo intervenire sui movimenti giovanili antagonisti per educarli ai nostri valori e al nostro concetto di “conflitto sano e ben educato”? Non credo.

    Possiamo intervenire sui politici affinche’ interrompano la spirale della violenza sostituendo alle occupazioni militari il confronto democratico con le comunita’ locali e i sindaci delle comunita’ montane, che a mio avviso dovrebbero avere l’ultima parola sulle questioni che riguardano il loro territorio? Questo mi sembra gia’ piu’ probabile.

    Quanto al fantasma delle P38, mi permetto di far notare che sta aleggiando da 10 anni, esattamente dagli scontri del G8 Genovese, ma io finora non ho mai visto cortei che si sono portati armi da casa, a differenza dei cortei a cui partecipava Giuliano Ferrara vari decenni fa.

    E dopo questo episodio, non credo che qualche ragazzo ferito o arrestato possa sviluppare un odio e una voglia di pallottole superiori a quelle innescate negli ultimi 10 anni dall’uccisione o dal suicidio di molti giovani per mano delle forze di polizia, mentre erano in custodia delle forze di polizia o mentre erano detenuti in carcere. In breve, non vedo perche’ di fronte ad una sassaiola e ad una lotta tutto sommato “leale” il dito debba prudere sul grilletto piu’ di quanto non sia avvenuto di fronte alla morte di Stefano Cucchi o Federico Aldrovandi.

    Non parlo di te, sia ben chiaro: ma mi sembra che il fantasma delle P38 sia agitato spesso da gente che le usava da giovane e adesso tra i banchi del parlamento crede che le nuove generazioni non siano migliori della propria. Beh, sfido a trovarmi un filmato degli scontri del ’68 o del ’77 in cui c’era una ragazza disarmata che parlava alle forze di polizia cercando di stabilire un canale di comunicazione e di instillare qualche dubbio nela loro formazione militare.

    Per me la violenza di cui dobbiamo preoccuparci e’ quella politica, perche’ la violenza di strada e’ solo il suo riflesso nello specchio della societa’. Una violenza fomentata anche da Fassino, quando ha chiamato squadristi e ha tolto cittadinanza nel dibattito del PD a quelli che protestavano per la presenza alla festa del partito di un politico che ha lavorato con persone successivamente condannate per Mafia.

    Quando chiami squadrista chi fischia, gli spieghi che in te non trovera’ mai un interlocutore, e stai trasformando il dibattito in una questione di ordine pubblico: non si fischia, non si contesta, non si tirano fumogeni, non si tirano sassi, ad ogni divieto la tensione sale, ad ogni manifestazione di piazza la tensione e’ piu’ forte, ogni gruppo di cittadini diventa un gruppo di criminali, come lo sono diventati gli operai, gli studenti, gli immigrati saliti sulle gru e oggi anche i valligiani. E il rischio piu’ grande non e’ quello che qualcuno venga gambizzato o sparato dai No-Tav, ma quello che in qualcuna delle prossime manifestazioni si inneschino dinamiche simili a quelle che hanno portato all’omicidio di Carlo Giuliani.

    Tornando alla domanda sulle “responsabilita’ dei violenti”, per me ritrovare il senso delle proporzioni in questa vicenda significa anche capire cosa possiamo chiedere e pretendere rispettivamente da un ragazzo incazzato, da un rappresentante dello stato in divisa, da un sindaco di una comunita’ locale, da un ministro dell’interno e da un capo di governo, il tutto in proporzione al grado di responsabilita’ e di potere politico che ciascuno di questi soggetti possiede.

  22. Non ne faccio una questione personale, ma in casi dolorosi come quelli di Cucchi e Aldrovandi sono stato fra i primissimi a scagliarmi contro i colpevoli. Davanti alla Diaz, quella notte, diedi “una lezione di civiltà ai rappresentati della polizia”: uso le virgolette perchè non sono parole mie ma di Enrico Deaglio che le ha ricordate nella prefazione di un libro. Insomma, da che parte sto credo che sia chiaro. Lo spettro della p38 è assolutamente personale. Posso andare anche oltre, anzi più indietro: nel ’68 a valle Giulia ero fra i ragazzini che prendevano a bastonate la polizia. Ricordo che non sapevamo spesso neppure dove andavamo, ma comunque andavamo. Carlo, sei intelligente: hai capito cosa voglio dire.
    Sono d’accordissimo su un punto: la violenza è frutto di una politica violenta.Nel mio piccolissimo, cerco di portare una voce di pace.

  23. Questa violenza repressiva delle forze dell’ordine non è un problema alternativo ma parallelo a quello della scelta Tav Sì o No. Entrambi nascono dalla macroscopica questione: la classe politica non si sente più responsabile verso il paese.
    Cieca e sorda, rifiuta di discutere le sue scelte non solo con la popolazione ma con gli studiosi che hanno le conoscenze tecniche sulle quali costruire soluzioni che mediano fra interessi generali ed esigenze locali.
    E noi pure costretti a occuparci e indignarci per questo trattamento massacrante non ricordiamo di chiedere il piano generale delle infrastrutture ferroviarie: in che rapporto sarà questa grande opera con l’altra chiamata Terzo valico che farà un altro grande buco nella zona di Novi Ligure?
    Necessarie entrambe, doppioni? Gli impatti sul microclima e l’economia locale? Le alte velocità non effettuano fermate e le piccole città muoiono, è già accaduto in Francia. Le sa queste cose la classe politica e le nasconde o come penso è meno informata dei semplici cittadini?

  24. Sono d’accordo con mcc43. Io credo che Sì tav, violenza delle forze del disordine (sono incapace di chiamare TUTTI forze dell’ordine, perché così non porterei rispetto a chi invece lavora per il bene) e irresponsabilità politica siano un tutt’uno.
    Dov’erano Esposito, Morgando, Bonanni? Loro hanno chiesto che avvenisse questo, loro hanno chiesto la forza contro la popolazione e questo è stato il frutto.
    La cosa che mi lascia tristezza, però, è che loro ci hanno spijnto nel baratro e noi siamo incapaci di uscirne.
    Se tutto continua così andiamo solo incontro ad un altro reciproco massacro.
    L’ho detto e lo ripeto: questa è una guerra fra poveri. John Long Silver intanto è già scappato con il tesoro.

  25. Io credo che quando la polizia arriva al punto di torturare le persone vuol dire solo una cosa : la democrazia non c’è più. Ed a questo punto SI TAV , NO TAV non ha più importanza nel senso che qualsiasi idea di futuro abbiano i cittadini non verrà mai presa in considerazione se non coincide con gli interessi delle lobbi. Con questo non sto dicendo che non c’è nessuna differenza tra fare il TAV e non farlo. Voglio solo dire che per poter fare le scelte del futuro occorre prima la democrazia , altrimenti saranno solo manganellate per tutti.

  26. Sivia, al tuo coraggio – che infinitamente ammiro come quello dei resistenti sul campo – aggiungi uno sguardo “alto” – Una battaglia come quella della Val di Susa non si vince “definitivamente” in loco ma con l’aiuto di quella parte della popolazione che da lontano sostiene, con i rappresentanti della cultura, delle scienze, di tutti quelli che non c’entrano con l’affarismo e l’arraffare che sta dietro le grandi opere.

    L’ignoranza è il nemico e porta all’indifferenza sui problemi concreti. Se leggi sotto il mio post di oggi “La violenza delle Istituzioni ignoranti” vedrai un commento che esemplifica quello che ti sto dicendo: prendere posizione secondo umore, non secondo conoscenza.

    Lottare è anche fare cassa di risonanza a opinioni ragionate, per esempio da chi fin dal suo romanzo-inchiesta sull’inquinamento nucleare della Sardegna ha dimostrato di essere in prima linea contro lo scempio del territorio, l’arroganza e l’omertà degli amministratori pubblici.
    Massimo Carlotto nel 2010 ““La Torino Lyon? E’ una follia. Una devastazione, un consumo inutile di territorio: va assolutamente impedita. La linea che c’è già è più che sufficiente, va solo rafforzata, e basta. Dietro le grandi opere c’è sempre la mafia. Questo secondo me bisogna assolutamente scoprirlo e svelarlo, perché di fatto lo sappiamo, ormai, che funziona in questo modo. La cosa più importante da svelare, da raccontare alla gente, è che le mafie non potrebbero agire impunemente su questo terreno se non avessero dei collegamenti ormai di fatto formali, continuativi, con ampi settori dell’imprenditoria, della finanza e della politica. Perché senza questo legame sarebbe impossibile portare avanti questo discorso criminoso”. Ciao

  27. @ Webmaster, sì, ma la democrazia che non abbiamo avuto col voto, credo che ce la dobbiamo procurare con una diffusa resistenza dove ci sono concreti atti antidemocratici, ancor prima che diventino violenza fisica — nella consapevolezza che “quel” problema è uno dentro una rete di devastazioni, sfruttamenti, falsità, incompetenze cui poi si aggiunge la violenza repressiva.
    Premere dal basso, non come élite che monopolizzano le opinioni, ma come movimenti locali che pur senza coordinazione mirano egualmente ed intelligentemente a riottenere rispetto dalla classe politica nel suo insiem, che è come dire riavere la democrazia. :)

    1. @ Mcc43
      A chi lo dici !!! Sai quante volte ho rischiato di prendere botte dai “tutori della legge”. Ma ora basta !!! Se gli italiani votano certi politici e vogliono un certo tipo di politica che facciano pure. Mi godrò il crollo della “seconda repubblica” da molto lontano. ;)

  28. Si sta esagerando. Mi riferisco soprattutto al cosidetto Webmaster che poi è sempre Francesco Zannino. Messa così sembra che stiamo in pieno …Katanga. E’ un suo vecchio pallino e ho la noia di ripetere sempre le stesse cose: la democrazia c’è finchè i poliziotti che sbagliano sono processati e condannati: in …Katanga non succede, da noi sì: è storia.
    A Mcc invece chiedo: che significa “la democrazia che non abbiamo avuto con il voto”? La democrazia si esprime attraverso il voto. E per fortuna in Italia ancora si vota. Anche la protesta deve continuare a svilupparsi entro confini democratici, lontani dalla violenza.

  29. Pino, intendo dire che c’è democrazia sicuramente in modo formale = il voto. Mentre in modo sostanziale ci sono delle falle; qui trattative fatte per finta o non fatte assolutamente-
    Il mio commento, credo si capisca, è un ragionamento del tutto contrario alla posizione di WebMaster, anche se fatto cortesia perchè questo è il mio modo- e intende, lo ribadisco, sostenere rivendicazioni locali quando hanno delle reali e documentate motivazioni da opporre agli interessi generali – grazie di aver avuto possibilità di chiarire, se non lo ero stata prima.

  30. Per questo, e concludo ;) credo e insisto sull’attivismo informato, non solo protestatario, della società civile, altrimenti la rappresentatività democratica scivola nella oligarchia elettiva. Ciao

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