Battisti, il sorriso indecente

Adesso quel sorriso indecente diventa storia. La storia di un’indecenza. Battisti che esce libero, trionfante, dal carcere di Papuda è un’offesa alle sue vittime e a chi ancora crede nella giustizia. La politica, anche stavolta, ha umiliato la cronaca trasformando un rubagalline in un protagonista internazionale. Battisti è un ladro di polli, mediocre anche come scrittore, che ha avuto la sola furbizia di accostarsi al terrorismo per “nobilitare” le sue malefatte. Ha ucciso a tradimento e, checchè se ne dica, senza motivazioni ideologiche. Però è diventato il simbolo di una mal riposta “libertà”: la Francia lo ha fatto evadere e il Brasile lo ha scarcerato facendolo passare per vittima di chissà quali persecuzioni. Lula (comanda ancora lui) ha pagato il prezzo ai suoi grandi elettori, addirittura piccandosi per le richieste italiane di estradizione. Come se il Brasile avesse rispettato la decisione dei tribunali italiani che hanno affibiato al sanguinario rubagalline quattro ergastoli: per omicidio, non per dissenso. Il killer ha avuto così in regalo una vita dorata sulle spiagge magiche di Rio insieme alla sua giovane fidanzata. Ne riparleremo, ammetto intanto di essere profondamente deluso: da cittadino e da cronista poichè per la prima volta non ho assistito alla fase finale di un caso che ho seguito tanto a lungo e da vicino. Molto peggio di me sta sicuramente Torreggiani che ha ingoiato quel sorriso dalla sua sedia a rotelle dove quella faccia di merda lo ha costretto per tutta la vita. Senza appelli. Il caso visto da vicino

IL MIO SERVIZIO DA PAPUDA A TV7

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87 thoughts on “Battisti, il sorriso indecente

  1. Caro Pino, hai fatto una analisi corretta di ciò che succede. Non posso esprimere quello che provo (l’ho già fatto sul mio profilo di facebook e probabilmente sarò bannato…) in quanto sarei troppo volgare.
    Stefano

  2. Chissà, forse prima o poi farà un passo falso e magari l’Italia riuscirà a pizzicarlo. Se rivoltante è il suo sorriso ancor più rivoltante è stato l’atteggiamento di Lula e della (in)giustizia brasiliana. Vedremo se i “celoduristi” riusciranno ad assumere una posizione forte nei confronti del Brasile o se, in nome della “pecunia” e degli affari metterà la coda tra le gambe, a dispetto dei Torreggiani vittime di Battisti, dimenticandosi di chi sia e cosa ha fatto il Battisti. Finora sono state dette tante parole ma di atti incisivi se ne son visti ben pochi.

  3. Infatti. Lascio che si pronuncino soltanto i capi di Governo – al nostro Presidente Napolitano rinnovo la mia Stima e solidarietà completa in questo mondo ormai sempre più barbaro – perchè ritengo che a certe ‘persone’… e su certi fatti, non si risponda neanche.

  4. Altro che commenti di indignazione! O offesa a chi crede nella giustizia. Qui ci si deve incazzare e di buzzo buono, buttare fuori gli Ambasciatori dal Territorio italiano e ritirare i propri dal Paradiso degli impuniti.
    Ma quale giustizia? Questo è l’ ennesima e seriale conferma che l’ atto politico, di gente sconsiderata e senza scrupoli, ha la meglio sulla carrozzina di un povero Torreggiani e degli altri poveri disgraziati che quest’ infame e carogna ha incontrato sul suo perverso cammino, ovvero:
    6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo;
    16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere;
    16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, Lino Sabbadin, macellaio a Mestre;
    19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS.

    Personalmente farei come questo Giornalista, mettendo Luiz Inácio Lula da Silva e Cesare Battisti al posto di Bush. Ora tocca a loro due.
    Poi succeda quel che succeda.
    Scarpate che si meritano, pure quella accozzaglia di sterco intellettualoide di sinistra francese, e scribacchini da osteria,a partire dal Signor Gabriel Garcia Marchez e Fred Vargas, Bernard-Henri Lévy, Daniel Pennac, Serge Quadruppani, e tanti altri che lo hanno sostenuto, oltre che vedersi strappare tutti i loro libercoli da caminetto!
    Di sicuro io, non sbaglio con due colpi a disposizione.
    E se mi si accusa di apologia di reato, mi dichiaro prigioniero politico.

      1. Furono uccisi perché mai avrebbero dovuto reagire ai proletari costretti alle rapine per sopravvivere… :(

  5. Grazie Walter per aver pubblicato i nomi delle vittime di questo delinquente assassino.Volevo farlo io ,ma il tempo non me l’ha permesso!
    Per gli intellettuali firmatari mi astengo…..

  6. Iradeddio (Assassino)

    Lo sai che sei ‘n iradeddio?
    T’ hanno lassato usci’
    tu co’ er risarello ce saluti e
    beato te ce dai puro er vanto.
    L’odore marcio de la tu carne putrida
    lo sente chi te sta accosto e a la larga.
    Puro li vèrmini nu te vonno
    de te se schifano
    e da la gran pèste che manni
    je vie da vomità.
    Sei ‘n zozzo er più fètente
    vivi senza ‘n po’ de vergogna!
    C’hai stampato sur tu grugno
    er sangue dell’innocenti
    ner tu còre nun c’è er pentimento
    e tu iradeddio
    pe’ mo te fai er risarello.
    Sicuro che tutte le notti
    sprofonnerai nell’abbisso!
    Inzieme a li tu crimini.
    Sei ‘na schifènza!
    ‘n giorno patirai tutte le pene
    e sconterai er male
    ch’hai fatto su sta terra.
    franca bassi

  7. E fai male cara Irisilvi ad astenerti.
    Ne sei pienamente libera, ma sinceramente fai male.
    Una vita umana strappata alla “Sua vita”, solo perchè ha avuto lo sfortunato destino di intercettare la violenza di questo delinquente, non vale tutti i libri del mondo.
    Fosse pure Dante a sostenerlo, nella sua vigliacca fuga dalle responsabilità.
    Sono stati determinanti tutti questi intellettuali, a influenzare le decisioni politiche del governo francese per il suo rilascio.
    Ne sono complici.

  8. Quando sono entrato nella sua cella, a Papuda, il primo libro che ho trovato è stato uno di Bernard-Henri Lévy. Ipocriti, fuori del tempo, marci.

    1. Forse più che marci, dei classici figli di papà pieni di soldi. Annoiati.
      Questo assassino ha avuto tutti i processi, revisioni degli stessi e tutte le garanzie che la Legge italiana gli concedeva.
      E’ risultato senza ombra di ragionevole dubbio colpevole, condannato.
      Ma arriva qualcuno, che dice che bisogna avallare la sua libertà,
      Perchè secondo qualcuno, fuori dal tempo, se si uccide per una idea si è innocenti, e la vita è solo l’ espressione di un ideale. Niente di più.
      C’ è una sottile, ma pesante differenza nel dire che non c’è giustizia e nel dire che tutta questa vicenda è ingiusta.
      Questa differenza, quando c’ è, si paga. Tutta.

  9. In realta’ la delusione piu’ grossa l’ho avuta da Pennac.Gli altri nomi illustri poco mi interessano….Garcia Marquez?Malato e 84enne,gli fanno firmare cio’ che vogliono.

  10. Ma che dicono questi libri?! cioè in base a COSA e a quale ragionamento possono difendere un terrorista?!
    Sì… mi riconsolano queste parole, Pino. Non ho mai creduto a certi schemi mentali freddi, spietati, nemmeno con tutta l’intelligenza del mondo. L’intelligenza per me è un’altra cosa, proprio tutt’altra… per potersi lontanamente paragonare ad aridi nozionismi fondati sul… Nulla.

  11. Ah, ecco, che “è innocente uccidere… per un’idea”, dovevo immaginarlo. E già qua, lascio perdere, che vuoi rispondere.
    Anzi sì, in merito agli “ideali”, con una frase del mio Bellissimo Medico: fare della Vita… una sublime opera d’Arte.
    Solo questo. (preferisco ricordarmi della sua Bellezza, sul resto non riesco a dedicare i miei pensieri, di nuovo saluti).

  12. …e mi ricorda,terribilmente,certi appelli firmati dai nostri intellettuali durante uno dei periodi piu’ bui d’Italia …..
    solo alcuni si sono dissociati da se stessi,altri ,semplicemente ,hanno preferito dimenticare

  13. Mi hanno fatto più male le firme dei “nostri intellettuali” : Vauro, Nanni Balestrini, Giuseppe Genna, il premio Strega Tiziano Scarpa, Erri De Luca , Massimo Carlotto…

  14. Quel che mi spaventa, seriamente, è che nella lista ci sono molti professori universitari.
    I cattivi maestri, avete presente?

    La raccolta di firme è stata organizzata da una fantomatica “Lega per i Diritti dell’Uomo”. L’Uomo che uccide, naturalmente, non l’Uomo che resta ucciso. Le vittime non hanno mai diritti. Addirittura gli si chiede sempre un dovere: di perdonare. Quando gli assassini come Battisti non pensano neanche lontanamente a perdonare e rivendicano come un diritto “intellettuale” togliere la vita ad altri uomini.
    Che schifo.

    1. Premesso che l’orrenda strumentalizzazione di cui sono stata oggetto giorni fa non meriterebbe nemmeno una virgola in più, non solo un’opinione ma neppure una virgola, entro solo per sottolineare che quell’idea di “recupero” oltre alla giusta applicazione della pena, di cui parlavo giorni fa, sta proprio nella nostra Costituzione.
      Il resto del discorso sarebbe ben più complesso, ma vale la pena perdere ulteriore tempo per precisare che non invito al perdono proprio nessuno, figuriamoci al “dovere” del perdono. Vale anche la pena, per me, solo e unicamente per me stessa, dire che non concepisco – e non ho MAI concepito – fondamentalismi e storture, faziosità e populismi, intellettualismi di maniera come certi (preoccupanti) semplicismi, violenze d’ogni tipo (incluse quelle psicologiche) neppure per molto molto meno…. di fatti orrendi di terrorismo, guerre e sangue: neppure, cioè, nella quotidianità della vita stessa. I miei Esempi di vere Persone nella vita, sì… con la maiuscola, stanno ben OLTRE in quanto a profondità, interiorità, riflessività e spessore – che (per me) fa rima con anima e con cuore – delle comuni diatribe mediatiche.

      (la lunghissima lista spaventa anche me, ma non mi meraviglia: da tempo penso che siamo in una parabola discendente in quanto a veri Contenuti nella vita).

      1. Ci aggiungo, anzi, che sono a favore dell’Essere Umano, riposto al centro dell’esistenza, a prescindere da schieramenti e appartenenze: l’unica cosa che mi interessa realmente… è il livello di coscienza MORALE. (non moralistico, pedante, predicatorio sui diritti civili altrui, ma veramente…. MORALE). E con ciò “la simpatica Sissi” ha concluso.

        P.s. Sì, ho sentito che ora non rimane che l’Aja – me lo diceva mia madre. Ci sarebbe da chiedere poi, quesito personale come con i libri di cui sopra, a tutto quel lunghissimo elenco di personaggi e persone PERCHE’…. siano così a favore di chi UCCIDE, proprio il caso di dirlo, per un’idea. – qualsiasi essa sia. Sul serio, vorrei solo che spiegassero “perchè”. (almeno). E Vauro, tempo fa, ospite a La7 di… non mi viene, quella conduttrice-giornalista bruna e bella, diceva che nella nostra Costituzione dalla Liberazione in poi la guerra è abolita….. in quanto si è sperimentato cosa significa. Pensavo fosse un’evoluzione civile della coscienza. Devo ricredermi, completamente, di fronte a certe “prese di posizione”…. che vanno a giustificare esattamente la morte e la violenza di altri esseri umani.

        1. Ho sbagliato: “predicatorio sui diritti civili altrui”, No. Intendevo predicatorio e moralistico NEI diritti civili altrui!
          Cioè tutti coloro che, sentendosi tanto ‘elevati’ moralmente, intervengono a giudicare la sfera morale privata e personale, denominata solitamente proprio come “DIRITTI CIVILI”. ( e non li elenco sennò vado fuori tema). Assolutamente trattasi di errore madornale d’esposizione ( nella fretta, scrivendo di getto).

          Anzi, per finire veramente, ritengo “populismi” proprio tutte quelle prese di posizione – e ce ne sono di infinite – che vanno contro l’individuo, inteso come Persona, come Essere Umano. ( in nome , naturalmente, sempre di uno schieramento, di un’ideologia, o di un’idea – con le mie scuse a Platone… e nel rispetto delle idee).

  15. A gennaio avevo scritto questo. Attualissimo.

    Per Battisti continuano a battersi intanto gli intellettuali francesi che su “Le Monde” sono attaccati pesantemente da Antonio Tabucchi. Una bella bastonata che viene da uno scrittore di sinistra, paladino di Sofri. Neanche li chiama intellettuali ma “pensatori mediatici” e li distrugge freddamente, punto per punto, ricordando che il prode Battisti era uno che sparava vigliaccamente alle spalle o alla nuca. Ricordando altresì come la liberale Francia tratta i propri prigionieri politici, tanto da essere ripresa dalla corte europea sui diritti dell’uomo. Siamo addirittura al ridicolo, sottolinea, quando si mette la foto di Battisti accanto a quella di Sakineh, la donna condannata dal regime iraniano. Fa addirittura peggio, in un’intervista a “La Stampa”, il famoso ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro che arriva ad equiparare il suo protetto addirittura al nuovo presidente Dilma Roussef, anche lei chiamata terrorista dalla giunta militare. Gli anni di piombo come la dittatura, insomma. Fuori di testa, completamente.

  16. Dalle mie parti i cattivi maestri hanno ancora la cattedra,scrivono libri ,partecipano a dibattiti e non sentono nessun prurito morale.Hanno vissuto benissimo a Parigi ,continuando a filosofeggiare con la vita degli altri e a non pagare mai.Non si puo’ certo dire che abbiano “subito” una rieducazione carceraria.Non sono mai stati in carcere ma ne hanno mandati tanti. Ragazzini, imbevuti di idee terrificanti che pensavano ” attraverso la distruzione ci sara’ la redenzione”(sentito con le mie orecchie ).

    (credo,pensiero mio, che alcuni dei firmatari l’abbiano fatto solo perchè non credono nel carcere come strumento rieducativo ,quindi probabilmente firmerebbero pure per Cannibal Hector)

  17. La risposta da Brasilia arriva direttamente dalla presidente Dilma Rousseff che fa notare lapidaria che “le decisioni del Supremo tribunale federale non si discutono: si accettano”.

    Si è visto infatti chi comanda in Brasile: non certo il potere giudiziario. Il Supremo Tribunal era in sostanza a favore dell’estradizione, poi è arrivato il presidente Lula con un colpo di mano politico. Subito dopo è arrivata la delfina di Lula, alla quale non è parso vero di non esporsi.

  18. Insomma non posso pensare che Erri De Luca metta una firma del cavolo così ,banalmente per un assassino.MI fa stare troppo male,quindi,altrettando tristemente vorrei trovare delle ragioni alla “Nessuno tocchi Caino”.Scusatemi il mio pensiero va alle vittime conosciute peraltro….

    1. Io sono un accanito sostenitore di “Nessuno tocchi Caino” quando si batte contro la pena di morte, ho partecipato anche a manifestazioni. Sono assolutamente, profondamente contrario all’ “omicidio di stato” ma quando si batte per difendere gli assassini sono lontanissimo. E ad Abele chi ci pensa?

      1. Si ,immagina se non sono d’accordo,poi non posso pensare di trovare delle ragioni,dove probabilmente non ci sono.Vorrei in realta’ saperle,ma poi magari la delusione sarebbe ulteriore….quindi ,a sto punto ,mi limito a prenderne atto.Alcuni hanno firmato,conoscendo i motivi che hanno spinto questo losco individuo ad uccidere delle persone per rapinarle,nel pieno delle proprie facolta’ intellettive e morali.Stop.

  19. I cattivi maestri! Non riusciamo proprio a liberarci di quella gente! Toni Negri ed Oreste Scalzone ancora sono visti come modelli culturali e di vita…
    E allora non mi stupisco se Guido Rossa viene ancora considerato da molti, un traditore….. quelli che lanciavano i bulloni contro Lama nel 77, hanno avuto molti figli!

  20. …..e pensare che a NOI comuni mortali per una rata di mutuo non pagata, per una cartella esattoriale di equitalia o per una rispostaccia ad un vigile urbano ci fanno un “perdere il sonno” dalla preoccupazione…..” LA LEGA DEI DIRITTI DELL UOMO” !! ma fatemi il piacere BUFFONI!!!….che mondo strampalato!!!!!!!!!..queste notizie mi esasperano……ciao Pino buona serata a tutti .

    p.s. stasera attendo con grande curiosità ed attenzione l’addio? da 2 milioni e mezzo di euro…purtroppo sarò sicuramente tra quelli che giustificano la cifra…….

  21. Tanto per chiarire. Sennò la signora Roussef pensa che davvero hanno ragione e che davvero stanno al di sopra delle parti, con l’alterigia tipica di certi intellettuali. Ecco cosa pensa un giudice d’alto lignaggio. Brasiliano.

    Quello di Battisti “è un precedente pericoloso” e lascia la porta aperta alla possibilità che procedimenti analoghi divengano oggetto di future “manipolazioni” politiche, ovvero di altra natura. Lo ha affermato uno dei giudici dissenzienti del Tribunale supremo federale brasiliano, Gilmar Mendes, uno dei tre che aveva votato ieri sera a favore del ricorso italiano. “E’ un precedente pericoloso”, ha protestato Mendes. Così come non era stato dichiarato irricevibile all’unanimità il ricorso dell’Italia contro il diniego di estradizione di Cesare Battisti, firmato il 31 dicembre scorso dall’ex presidente Luiz Inacio ‘Lula’ da Silva, altrettanto è avvenuto per la bocciatura nel merito, da parte del Supremo Tribunale Federale del Brasile, dell’eventuale consegna dell’ex terrorista alle autorità italiane: in entrambi i casi il collegio ha votato infatti a maggioranza, sei magistrati contro tre. “Battisti non è stato condannato in Italia per le sue opinioni ideologiche, bensì per aver assassinato altre persone” ha aggiunto il giudice. A sua volta un altro dei membri del Tribunale che si erano espressi a favore dell’estradizione, Ellen Gracie, ha sottolineato che “è stata la prima volta” in cui un capo dello Stato, nel Paese sud-americano, non ha voluto dare corso a un’estradizione gia’ approvata dalla massima istanza giurisdizionale nazionale.

    Altrimenti si perde di vista la verità. Il massimo potere giudiziario brasiliano era favorevole all’estradizione. Lo so, perchè c’ero nella noiosissima Brasilia e mi sono sorbito interminabili udienze. La liberazione del terrorista Battisti è stato un colpo di mano politico. Il resto sono chiacchiere.

  22. “La vita è bella”, queste le parole della fidanzata di questo essere che benissimo ha definito Pino nel finale della sua considerazione. E’ vero, cara signora, la vita è bella… peccato che non sapremo mai come sarebbe stata la vita delle quattro persone ammazzate da questo assassino. Relativamente alla vita di chi ha visto, per opera di questo assassino, morire il padre ammazzato per poi finire lui stesso su una sedia a rotelle… mah, chissà se la vita anche per lui è bella come ha affermato questa gentile signora.
    Sul tu profilo facebook, caro Pino, ho letto una tua frase che mi piace e condivido “i brasiliani veri, che amano l’Italia, sono in forte imbarazzo”.

    1. E’ vero. Ho appena parlato con il Brasile. Ce ne sarebbe da dire. E’ un Paese talmente bello ma soprattutto talmente grande che ci sono tanti Brasile. Quello di Brasilia, i potenti e chi gli gira intorno, è il peggiore.

  23. Ricordo la chat che avevi condotto con il dott. Ormanni al tg1. Ricordo che mi sembrava abbastanza ottimista (o sbaglio?)
    comunque per completezza, vorrei dire che l’opinione pubblica era contraria e credo sia rimasta tale perchè, come mi ha spiegato un mio amico brasiliano, sono stufi di ospitalità ai criminali di altri paesi.
    Credo che adesso non ci resti che il ricorso alla corte dell’Aja, sarebbe una soddisfazione, non solo morale

  24. Sorriso indecente, beffardo e ignobile, comee giustamente lo ha definito Alberto Torregiani.Ignobile il terrorista e chi lo spalleggia, da Oltralpe alle spiagge di Rio.é bbalae dire che se sfugge alla giustizia degli uomini (che qui non merita nemmeno la maiuscola), non sfuggirà ad una più alta forma di Giustizia: quella che gli chiederà di rendere conto degli uomini uccisi a sabgue freddo in nom di un ideale distorto. Spero di essere lì ad assistere all’Ultimo Appelloo, soprattutto quando i suoi assurdi libri finiranno tra le fiamme dell’inferno insieme a lui.Se incvece non ci sarò spero sia perché qualcuno gli ha piantato una pallottola in testa prima.Crepa, Cesare Battisti!

  25. Sono troppo pragmatico, per scendere (salire) sui versanti intellettuali della discussione, ma ne apprezzo la direzione e il sentimento che ne costituisce la coordinata essenziale: l’indignazione.

    Ammiro chi fa lavori sporchi per un ideale più elevato: avessi potuto farlo, lo avrei fatto. In Italia forse (forse) non è possibile, ma in Israele lo hanno dovuto imparare per forza, così come stanno imparando che è tempo di arrivare a percorrere strade parallele (ma questa è tutta un altra storia).

    Epperò, ricordo a tutti che gli Israeliani cercarono e ricercarono senza arrendersi; e infine trovarono Adolf Eichmann in Argentina. E organizzarono il modo di portarlo dinnanzi ad un legittimo e democratico tribunale dello Stato. Ora, van fatte debite proporzioni: Battisti non è un criminale di guerra efferato, ma non è neanche (il Padrone di Casa me lo conceda) un “rubagalline”. E’ di più: è un volgare assassino, con un profilo intellettuale simile a quelle bestie che uccisero il piccolo Di Matteo. Un troglodita criminale, che ha voluto darsi un mantello intellettuale, sostenuto da mentecatti della cultura (citati: non integro per carità di Patria Europea).

    Io penso che il Governo della Repubblica Italiana, con l’avallo scritto (verba volant) – ma segretato – dell’Opposizione, dovrebbe organizzare un viaggetto in Brasile per una bella squadretta di ex Tuscania, Comsubin o Nocs: con il fine ultimo di andare a catturare questo farabutto assassino, volgare uomo, mediocre scrittore (ma su questo ammetto l’impreparazione: mi fido di Pino Scaccia). Con una operazione che andrebbe divulgata, rivendicata e giustificata a posteriori. Il Brasile griderebbe alla rottura della legalità internazionale (in effetti…)? Pazienza. Ne risentirebbe l’interscambio commerciale Brasile-Italia-Brasile? Forse nell’immediato, ma passato qualche week-end, il denaro riprenderebbe a fare il proprio lavoro.

    Insomma, ci sono 4 ergastoli ad attendere questo Battisti (che non chiamo con il nome solo per non infangare l’omonimo eroe risorgimentale: è troppo…). Penso che andrebbe fatto di tutto per ottenere questo obiettivo. Ne va della serenità di 4 famiglie di nostri concittadini/tartassati da uno stato (minuscolo) sanguisuga. Altrimenti, ci sarebbe qualche motivo in più per non sentirsi tutelati e per sentirsi derubati in toto.

    1. Si parte da Eichmann… ma si rischia di arrivare a Vanunu. Una strada pericolosa che uno stato democratico non merita di percorrere.

      Nel merito della procedura so di toccare un tasto dolente, ma paghiamo la nostra sudditanza internazionale in tema di estradizione, sia attiva che passiva.
      Battisti andrà quindi, purtroppo, a rimpolpare le statistiche dei delinquenti italiani che non pagano per le loro colpe e dei delinquenti stranieri che non siamo riusciti a processare, né a vedere altrimenti puniti al loro paese. Anche in nazioni che non dovrebbero esserci ostili.

      Quanto aI suoi “difensori d’ufficio” italiani, ritengo che non riescano a ragionare in modo trasversale manco con l’elettroshock. Quelli francesi, in particolare, non meritano uno straccio di commento.

  26. Caro John, giusto: “quella” appunto è un’altra storia.
    Per quanto riguarda Battisti ti garantisco che scrive come un bambino: ho letto un suo romanzetto che voleva essere “noir” ma che era un compitino delle sue imprese (oltretutto scemo, lì si confessa).
    Per quanto riguarda …il blitz istintivamente certo che viene da pensare come fai te (scherzando ho sempre detto agli amici “ve lo riporto io”) ma io sono per la legalità. E non posso naturalmente approvare un’ipotesi del genere neppure a livello provocatorio. Certo, i padroni altezzosi del Brasile se lo meriterebbero, ma io continuo a fidare nella giustizia. In questo caso quella internazionale.

  27. La legalità? Ma la legalità non è che Battisti deve scontare quattro ergastoli? Se il Brasile ci stupra la giustizia e le ciance internazionali fatte di compromessi e interessi politico-economici tergiversano allora l’Italia dovrebbe sentirsi autorizzata a prendere provvedimenti più incisivi. In tutti i settori e le forme ritenute più opportune. Paradossalmente il nostro paese potrebbe pure prendersi gli elogi per aver dimostrato che, in fondo, non siamo solo dei lacchè genuflessi e baciamano. Riportare Battisti in Italia, a scontare la sua giusta pena, in fondo, sarebbe solo un atto di giustizia nei confronti delle sue vittime di cui tanti intellettualodi narcisi e prezzolati non hanno alcun rispetto..

  28. Per quanti sforzi io faccia, davvero non riesco a capire le ragioni dietro questa decisione, e soprattutto la presa di posizione di alcuni tra i cosiddetti intellettuali che lo hanno difeso. Mah!

  29. Se non trovo delle risposte convincenti scrivero’ ad alcuni di loro,alle loro case editrici.Forse non risponderanno.Magari credono di non dovere dare ulteriori spiegazioni e ,banalmente,di stare dalla giusta parte.Mi chiedo se basti scrivere un libro ,mediocre,per salire all’olimpo e far parte di una ,l’ennesima casta.Oppure è l’avere imbracciato il”fucile” cio’ che fa la differenza?Quel tantino di mostro,per niente sacro,che si annida nell’animo umano e ai piu’ non viene riconosciuto…..

  30. La cosa senza ali…
    l’uomo.

    Il fatto è che ci sono uomini orizzontali e uomini verticali ma la malattia è sempre la stessa: non vola :)))

    1. Ma su questo figuro conteso tra Tropici e Mediterraneo, ci volano in ordine sparso, stormi di mosche dal nauseabondo odore di camembert scaduto da anni, o di svaniti zampironi dai laidi colori carioca.
      Che non osino lamentarsi gli intellettuali, se i loro pamphlet, non sono più letti dal popolo.
      Popolo che considerano, solo come sacrificio in onore di idee chi chi non ha mai patito fame e miseria.
      Per questo il vituperato popolo, che pretende oggi, GIUSTIZIA, ai loro bizantini manoscritti, preferisce una più sana e costruttiva lettura, delle istruzioni del detersivo. ;-)

  31. Beh, ironie a parte sul limiti del genere umano, diciamo che tra letture al detersivo e vuoti a perdere mascherati di “cultura”… passano quelli che io preferisco chiamare… (infiniti) livelli di coscienza. ;)))

  32. Recluso in un albergo della capitale assediato dalle telecamere, senza documenti anche solo per poter salire su un aereo, mentre lavora tuttora a pieno ritmo l’efficiente équipe di avvocati e lobbisti brasiliani che è riuscito a evitargli l’ergastolo in Italia. Il primo giorno di Cesare Battisti libero e impunito è in realtà l’ultimo della sua lunga fuga dalla giustizia italiana, iniziata nel 1981 con un’evasione dal carcere di Frosinone. Esattamente trent’anni fa. Serve un permesso di soggiorno per non commettere altri reati in Brasile, «la mia nuova patria», come l’ha definita la scorsa notte, appena ha respirato l’aria fresca e secca dell’altopiano di Brasilia. «Problemi? Non credo proprio – si è vantato il suo legale Luis Roberto Barroso -. Battisti ha avuto la parola del presidente di questo Paese, il resto è piccola burocrazia».

    Quattro persone ammazzate: piccola burocrazia.

    Dal penitenziario di Papuda l’ex terrorista è uscito a mezzanotte e pochi minuti, tre ore dopo la sentenza del Tribunale supremo che ha respinto le richieste italiane. Camicia bianca appena stirata, il solito sguardo di sfida, spettinato ma senza un solo capello bianco a 56 anni, look curato in quattro anni e rotti di prigione. Battisti infine salvato dalla lobby giuridico-politica che è di casa nelle stanze dei bottoni di Brasilia. In carcere, non a caso, è andato a prenderlo l’altro suo avvocato di peso, Luiz Eduardo Greenhalgh, amico personale di Lula dagli anni del sindacato militante. Sua la strategia, lunga ma efficace, di trasformare l’ex banditello di provincia, poi pluriassassino «politico», in un perseguitato; convincere il governo brasiliano di aver davanti un romantico perdente del sogno rivoluzionario, inseguito oggi da una giustizia vendicatrice, per usare le parole delle sue arringhe. Greenhalgh lo ha prima portato in un appartamento della periferia di Brasilia, poi all’alba nell’hotel Manhattan Plaza. Attende i documenti nuovi e l’arrivo dalla Francia delle due figlie Valentina e Charlene, e della scrittrice Fred Vargas, amica e animatrice delle campagne a suo favore. Nel giro di un paio di settimane dovrebbe giungere dal ministero della Giustizia un visto di permanenza definitiva per ragioni di lavoro, come spiega la richiesta consegnata ieri.
    Da Brasilia, Battisti potrebbe muoversi in qualunque momento a San Paolo, forse a casa dello stesso Greenhalgh, per sfuggire all’attenzione dei media. Infine rimarrà solo, o con la ragazza di 26 anni che in questi anni di carcere è stata considerata la sua namorada, la fidanzata. Battisti ha conosciuto Joice Lima nelle notti perdute di Copacabana, poco prima di essere catturato. In piena paranoia da fuga, senza soldi e sotto l’effetto di droghe, fino alla telefonata imprudente diretta in Francia che verrà intercettata nel marzo 2007 e porterà alla sua cattura.

    La liberazione di Battisti ha avuto ampia eco in Brasile, con commenti in gran parte negativi sulla stampa.

  33. OT
    Scusa Pino se scrivo qui. Ma il Walter che commenta è Walter Saccà? Ho commentato un suo post stamane su fb insieme a Lucy Fasolo, Maria Carrozzo.. Ora non lo vedo più tra i miei amici. cioè .sparito proprio alla mia visione quindi non posso chiedere spiegazione direttamente a lui.
    Non capisco il motivo e mi dispiace molto non credo di averlo offeso.
    Ciao Pino scusa di nuovo. Buonaserata.

  34. Risposta all’Ot. Dovrebbe essere un fatto privato, ma… credo di sì. Un consiglio personale: accertati che non sia uno dei tanti “scherzi” di Facebook (ecco perchè non lo amo). A me è successo più di una volta, amici che spariscono in automatico. Comunque, si può sempre comunicare con i messaggi privati.

    1. [ molto OT]
      No non è uno scherzo. Ti ho cancellato e bloccato. Il perchè inventatelo se vuoi, me pò fregà de meno.
      Altre intromissioni afferenti la mia sfera personale di qualsiasi tipo, verranno segnalate a chi di competenza.

      Scusa Pino per l’ invadenza su un terreno non mio, con fatti privati, ma sono stato chiamato in causa.

  35. Non si placano, anche in Brasile, le polemiche per la decisione della Corte Suprema di ratificare la decisione dell’allora presidente, Inacio Lula da Silva, e negare l’estradizione dell’ex terrorista. Un senatore, Pedro Taques (Pdt-Mt), ha parlato di decisione “teratologica da un punto di vista costituzionale” e ha aggiunto che “se Bin Laden fosse ancora vivo e fuggito in Brasile, qui sarebbe confortevolmente protetto”.

  36. Ora Battisti potrà scrivere in pace i suoi gialli – anzi, noir suona più fascinoso – anche perché è un genere in cui si muove bene, grazie alla sua familiarità con gli assassinii. Mi viene in mente un vecchio racconto di fantascienza, in cui si immagina che i fatti e gli eventi obbediscano a un copione in cui tutto è già stato scritto da sempre, ma in cui ci sono errori di stampa che, tradotti in realtà come ogni parola di quel testo misterioso, creano assurdi pasticci: ad esempio, se invece di scrivere «negare i fatti» si digita «annegare i gatti», ecco che ciò provoca una strage di felini. Forse, in quel testo, si è fatta confusione tra due Cesare Battisti, il patriota di cent’anni fa e il killer di oggi, e a finire impiccato a Trento, quella volta, non è stato quello che era previsto.

    Claudio Magris (Corriere della Sera)

    http://www.corriere.it/editoriali/11_giugno_11/magris_vacanza-assassino_342fe05e-93ec-11e0-9db6-651cd37b13cb.shtml

  37. BATTISTI ? a detta del suo avvocato praticamente una vittima e i morti ammazzati sono uno spiacente danno collaterale:

    “La sconfitta del socialismo e la vendetta della storia. Oltre trenta anni sono passati da quando si sono svolti i fatti di questo caso, avvenuto al culmine della Guerra Fredda, la lotta tra socialismo e capitalismo. Il sogno socialista e la conquista rivoluzionaria del potere erano nella fantasia di un mondo migliore per una generazione. La mia generazione. Ho visto e vissuto, nessuno mi ha detto.
    Condannare questi, ragazzi e ragazze – che erano quello che erano quando hanno aderito al movimento – decenni dopo, fuori dal tempo e contesto politico di quel tempo, dopo la caduta del muro di Berlino e la sconfitta della sinistra, è una spedizione punitiva in ritardo, una rivincita fuori stagione, una storia di vendetta. Mi piace ricordare una frase che è entrata nella cappella del castello di Chenonceau in Francia, presso l’ingresso, a destra: l’ira dell’uomo non compie la volontà di Dio.”

    Avv Luis Roberto Barroso

    quasi quasi mi commuovo…….

  38. A chi lo dici. Si è appena dimenticato che il Cesarino rubava fin da piccolo. E che non ha mai aderito al movimento, ma è entrato direttamente nella stanza dei killer. Cambiare la storia ammazzando i proletari: ah, Pasolini!
    Nel frattempo, in Brasile i rivoluzionari sono arrivati al potere. Ora sono ricchi. E i brasiliani si muoiono di fame.

  39. “Dal Brasile a Milano, il caso Battisti provoca polemiche persino a Palazzo Marino. Dove, nella Sala Alessi, il neo sindaco Giuliano Pisapia ha presentato oggi la sua giunta. Presenti tra il pubblico giornalisti, ospiti, spettatori e volontari della campagna elettorale del primo cittadino. Una normale conferenza stampa, fino a quando una domanda di un inviato del Tg1 sulla mancata estradizione dell’ex terrorista rosso provoca un coro di fischi dalla platea. Tutti indirizzati al giornalista. La sua domanda, secondo i contestatori, sarebbe stata inopportuna. E il suo tono magari un po’ polemico, raccontano altri testimoni. Forse non sono ancora abbastanza lontani i tempi della campagna elettorale in cui la sfidante e sindaco uscente, Letizia Moratti – dopo aver dato a Pisapia del ladro d’auto – lo ha accusato di essere stato “vicino ad ambienti terroristici”. ”Sono molto dispiaciuto”, ha dichiarato, scusandosi con il collega, il portavoce di Pisapia, Maurizio Baruffi. Qualunque sia stata la motivazione, il pubblico non ha reagito bene alla domanda di Castelli. Durante la conferenza stampa, a un certo punto il giornalista si alza, prende la parola e si presenta. “Sono Enrico Castelli del Tg1”, dice, e attacca con la prima domanda. Rivolta a Bruno Tabacci, centrista – sostenitore al primo turno del candidato Manfredi Palmeri – e neo assessore al Bilancio. L’inviato continua le sue domande, fino all’ultima, riservata al neo sindaco: un commento sulla scarcerazione dell’ex terrorista rosso Cesare Battisti. Nemmeno il tempo di finire di pronunciare la frase e per lui scattano i fischi. Ma Pisapia mantiene la sua proverbiale calma, fiuta la polemica e la aggira: “Mi sono occupato di giustizia per tutta la mia vita – risponde – , oggi ci dobbiamo occupare di Milano”. “La conferenza stampa era aperta anche ai cittadini – chiarisce dopo Baruffi – perché abbiamo deciso di condividere con la città un momento così rilevante. Purtroppo, in questi casi, non è semplice frenare entusiasmi talvolta sicuramente eccessivi”. “Al termine della conferenza stampa – ha rassicurato il portavoce – ho già personalmente chiarito l’episodio con Castelli”.

    da IL FATTO

  40. “Ho fatto un sogno. Non bello né brutto. Però al risveglio è rimasta sulla pelle una sensazione rassicurante. Un sentimento di semplicità, tipo quando con pochi gesti le cose si incamminano per la strada giusta. Nel sogno Cesare Battisti era nato in Israele e tra Tel Aviv e Gerusalemme aveva commesso una serie di omicidi. Per la precisione quattro. Tre come concorrente nell’esecuzione e uno da co-ideatore. Ovviamente fu arrestato e poi evase all’estero. A quel punto, ammetto, il sogno è diventato un po’ confuso. Perché, per quanto ricordo, Battisti dopo la fuga si sarebbe rifugiato a Parigi dove addirittura sarebbe riuscito a diventare un celebre scrittore. Sostenuto dalla sinistra di Mitterrand avrebbe più volte spiegato all’interno dei salotti parigini che quei quattro omicidi non erano omicidi ma solo un atto terroristico di chi è vittima dello Stato. Ovviamente dello Stato di Israele. Inutile dirlo, Battisti diventa un rifugiato politico. E quindi nei limiti pel possibile e dell’impossibile va tutelato. Dopo anni dedicati alla scrittura più che al pentimento, il terrorista si trova bruscamente a fare i conti con la giustizia. Il vento cambia e da Gerusalemme riescono a ottenere l’estradizione e l’arresto. Non si sa come, ma Battisti riesce a fuggire in Brasile. Lì ottiene non solo il no all’estradizione ma viene rimesso in libertà e riceve un visto come scrittore. A quel punto il governo israeliano convoca una riunione d’urgenza. Sanno di non poter rompere le relazioni diplomatiche. A smenarci sarebbero solo le aziende israeliane, in pole position per grossi appalti pubblici anche per i prossimi mondiali. Mentre a guadagnarci sarebbero i concorrenti francesi interessati alle stesse commesse. Pure quelle militari. Così, di nascosto, interviene il Mossad. Che salva capra e cavoli. Primo il terrorista non ha rinnegato le proprie idee quindi è ancora terrorista e in quanto tale va trattato. Secondo, agire come con Hamas a Dubai. I servizi ingaggiano due liquidatori che a una settimana dalla sentenza aspettano il terrorista a un angolo di strada a San Paolo e con due galil fanno fuoco. Chiaramente un furto degenerato. L’indomani il governo israeliano emette una nota ufficiale: «Ci rammarichiamo per il tragico incidente che ha coinvolto il noto terrorista. Evidentemente il governo brasiliano non riesce a mantenere il crimine comune sotto una adeguata soglia di sicurezza. Se fosse stata consentita l’estradizione, ora sarebbe al sicuro in un carcere israeliano».

    da LIBERO

  41. “Spero che si riesca a voltare la pagina degli anni 70 e che tutto possa essere risolto in modo diverso, senza vendette tardive”. Sarebbero queste le prime parole pronunciate da Cesare Battisti subito dopo essere uscito dal carcere di Papuda. Dichiarazione rilasciata al giornale Correio Operario, organo dell’estrema sinistra brasiliana.. Battisti parla della libertà appena riacquistata come “un’esperienza confusa, anche se spero che sia la fine degli anni di fuga”. Subito dopo essere uscito di cella, precisa il giornale, Battisti “ha evitato di parlare con la stampa borghese che in questi quattro anni ha mentito sulla sua vita e militanza” . Battisti si è ritrovato tra l’euforia e la confusione, senza vigilanza permanente della polizia” aggiunge il Correio, paventando il rischio a cui sarebbe esposto l’ex terrorista rosso: un “regolamento di conti” da parte dei nemici “del movimento rivoluzionario degli anni 60 e 70”. repubblica.it

    Povera stella.

  42. Vendola sostiene che, quando è passato troppo tempo dal delitto la pena perde di senso. Rimane (e vorrei vedere) il rispetto e la partecipazione al dolore delle vittime. Aggiunge che sulla stagione del terrorismo era necessaria anche una soluzione politica e non solo giudiziaria. .. :((((

    1. E già. Dovrebbe dirlo alle vittime e ai loro familiari. Vittime non solo di questa vicenda, ma di ogni caso in cui ci si trova davanti ad un delitto impunito.
      Praticamente: fuggi e scappa dalle tue responsabilità, tanto c’ è il tempo che leva e lava.
      Le copre con un velo di ignavia e di passività, che ha del grottesco.
      Non si vede tanto rispetto in questa affermazione, nei confronti delle vittime; e a dire il vero, neanche un briciolo di partecipazione.
      Come se il senso della Giustizia, ha lo stesso valore e scadenza di uno yogurt.

  43. L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha cancellato il suo viaggio a Roma, programmato per fine giugno. Decisione presa in conseguenza della estradizione in Italia, negata dalla Suprema Corte Federale brasiliana 1, dell’ex terrorista rosso Cesare Battisti. Lula teme il rischio di dover affrontare contestazioni una volta a Roma. Della rinuncia al viaggio in Italia scrive il quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo. In Italia, l’ex presidente del Brasile avrebbe dovuto partecipare a un seminario sull’agricoltura e spingere sulla candidatura del suo ex ministro per la Sicurezza alimentare, Josè Graziano, alla direzione generale della Fao. Proprio per le polemiche italiane sul caso Battisti, spiega il quotidiano paulista, la presenza di Lula a Roma “potrebbe diventare un ostacolo alla vittoria di Graziano nella successione al senegalese Jacques Diouf”. Una sfida, quella alla guida del World Food Program delle Nazioni Unite, in cui è l’ex ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, l’avversario più forte del candidato brasiliano.

    Speriamo che vinca lo spagnolo.

    1. Questa si che è una bella notizia! Ci si è risparmiati un viaggio non preventivato a Roma e una cassetta…”de ova marce”.

  44. È durato poco il soggiorno in carcere per l’ex calciatore brasiliano Edmundo. Poche ore dopo essere stato arrestato a San Paolo, in Brasile, è stato infatti rimesso in libertà. Il giudice Rosita Maria de Oliveira ha accettato infatti il ricorso presentato dai legali di “O Animal”, incarcerato per l’accusa di aver provocato la morte di tre persone in un incidente stradale avvenuto nel 1995. Per la magistrata nella detenzione di Edmundo – condannato nel 1999 a quattro anni e sei mesi di pena – si sono verificati dei passi illegittimi.

    Questa è la giustizia brasiliana: tre morti, quattro anni di carcere.

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