Mettere insieme parole

Torino – Hai voglia ad andare per fiere, se scrivi un libro presentarlo a Torino è come per un attore partecipare alla serata degli Oscar. Parlare a due passi da Dario Fo, senza citare tutti i grandi autori che ho incontrato fra gli stand sommersi dalla folla, ti fa sentire in serie A. Poi ci sono gli altri che parlano di te, e ne parlano benissimo (imbarazzante…esaltante). Lo spazio che ti hanno dedicato strapieno, nonostante la marea di alternative, anche di alto livello. Gli amici che sono venuti a trovarti fisicamente dopo anni di frequentazioni virtuali, magari facendo molti chilometri. E poi la sorpresa dell’ultimo cappellano militare, don Italo, che a quattro mesi dai 99 anni (avete letto bene) viene lì e si mette in prima fila a sentirti. Stai per uscire e trovi gente che già compra il libro e comincia a leggerlo. Mettere insieme parole è molto bello. Farle arrivare agli altri è una grande fortuna. Sono stanco, ma ne valeva la pena.

Don Italo, l’ultimo cappellano

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33 thoughts on “Mettere insieme parole

  1. Non credo che in quell’ambiente si possa fingere di essere in serie A: mica siamo in televisione! (-:
    Chi ci arriva e si sente in serie A, probabilmente lo è.
    Felicità meritata, da godersi fino in fondo.
    Congratulazioni.

  2. se tu non sei di serie A, chi lo è? Non essere modesto, ti meriti tutto il successo che hai :))) Vola altooooo

  3. Fantastico rivedere gli amici virtuali tutti insieme, sempre solo trovati singolarmente qui e là, prima uno, poi l’altro, poi l’altro ancora.
    Grazie ancora, Pì, per esserti fatto convincere.

  4. Ho sempre pensato che la modestia è sinonimo di grandezza. Ho conosciuto persone colte, molto specializzate che erano di una umiltà spaventosa e noto con piacere questa caratteristica in una delle persone che stimo di più. Dedico questo mio pensiero a una persona che ama scrivere proprio come me::
    “E’ difficile parlare di vita, sarebbe come parlarvi di nuvole: effimere e indefinite eppure così visibili, a volte anche invadenti e PROROMPENTI…fatte di sfumature difficili da cogliere…impercettibilmente l e n t e e perennemente mUtAbIli; lontane da qualsiasi definizione materiale, scevre da tediosi calcoli…
    La vita, quella legata al tempo di ognuno di noi, alle sensazioni più profonde del nostro io, all’eterna e cangiante metamorfosi dell’esistenza, all’operare maestoso e meraviglioso dei cicli stagionali, diventa per me spiegabile solo attraverso i colori, i suoni e i geroglifici segnici della mia amata scrittura…
    La vita palpitante, ma anche quella sconcertante, la vita solitaria e così acutamente sensibile, la vita travagliata e stanca, ma anche quella fibrillante ed emozionante, trova spazio, per me, nell’espressione sublime, ineguagliabile, maestosa dell’arte che affida al tempo la grandezza della creatività umana sottraendola alla caducità dei difetti, delle debolezze, dei pregiudizi che l’annullano…
    Solo gli artisti sono riusciti e riescono ancora a sentire il palpito vitale, l’ardore di esserci, trasfondendolo nella duttile materia come fanno gli scultori, o nelle cangianti sfumature del colore come fanno i pittori o in un aggroviglio nevrotico e nostalgico di note come fanno i musicisti lasciando fluire l’armonia, senza troppe fallaci domande…ottenendo solo infinite risposte…
    E io…io affido alla penna la vita che scivola lenta, fugace, traducendola per me in grafemi, rappresentando ciò che sono e a volte ciò che vorrei essere, trasportandomi nel lento fluire del tempo e degli avvenimenti, con una visione a volte teatrale, a volte infantile, a volte incosciente definendo posizioni e attese, fino a scrivere, scrivere, pagine infinite incise nei colori più assurdi, aspettando che l’inchiostro termini all’Improvviso… Katya”

  5. Sì… lo leggerò con passione. Quello che mi manca, che mi tiene ancora legata alla Torre, è l’Interiorità Pino. Che non trovo in giro. L’interiorità unita all’intelligenza, allo spessore della testa e dell’anima… per me è il più bel regalo che esista.
    Un sorriso luminoso al tuo bel giorno colorato di vera passione, Stima, affetti, calore umano.
    Le cose più belle che ci sono… dopo i (tuoi) libri.:)))

  6. Gabbiano di frontiera, queste gioie le meriti tutte. Ho perduto una occasione per incontrarti e farti i miei complimenti di persona.
    Sono felicissima che sei stato circondato da veri amici.
    Ieri sera dopo un po’ che ho spento il pc sono stata molto male è la prima volta che mi accade un forte dolore allo sterno. Da sola mi sono seduta a bordo del mio letto, sudavo e un grosso prurito al palmo delle mani e poi si è esteso per il corpo. Solo per poco ho avuto un attimo di paura, ma poi la paura è passata. Ho chiamato la mia amica al settimo piano mi ha curato e dopo due ore mi sono sentita meglio. Il dolore più sordo mi ha accompagnato per tutta la notte è silenzioso è rimasto dentro di me. Un episodio allergico stranissimo, mai avuto e non conosco l’episodio che lo ha scatenato.
    Per tutta la notte ho pensato a tante persone sole che in attimi come questi se non hanno un angelo vicino possono anche lasciare la vita banalmente. Amici non dimentichiamo chi in vita ci ha dato molto, non meritano di passare la vita che le resta da soli.
    Un gesto di umanità non si nega a nessuno. Grazie Paola le tue cure mi hanno salvato.
    Un caro saluto a tutta la Torre.franca

  7. A Ceglie lo fai lavorare parecchio pure Nithael! ;)))

    Comunque mi dispiace non esserci stata. Mi dispiace… per me. – so cosa intendo dire, se non si capisce non importa.
    Mi sarebbe piaciuto conoscervi di persona, specie le persone di cui ho particolarmente stima, qui.
    Capiterà, forse, prima o poi. Vincendo pigrizie esistenziali, paure, isolamenti da delusioni…intanto: un pensiero affettuoso.
    Buona giornata.

  8. Prima o poi, concorderai con me gabbiano, che l’inchiostro per forza dovrà finire: è cosa naturale e giusta, direbbe qualcuno :D Spero continui negli altri questo si: una voglia di gridare, di denunciare, di parlare, comunicare che non sia mai omertoso e che ci faccia sentire uniti in questo grande gioco chiamato vita ;)
    @ceglie: so che non è la stessa cosa ma a volte il virtuale annulla le distanze anche se in casi contingenti come è stato il tuo conta poco. Sono felice che tu stia meglio. Katya

  9. Anch’io un abbraccione grande grande a Ceglie… non virtuale. Che, proprio perchè non è sola, potrebbe farci un salutino!
    @ Franca, comunque siccome pure io sto maluccio… l’abbraccio (non) virtuale lo voglio pure io
    … e sennò che ‘mamma’ sei??:)))
    Seriamente, questo.

    Invece per niente seriamente: @ Pino, ammesso che vi siate incontrati, è sopravvissuto ( a te) Francesco sì????
    E lo sanno quei “poracci” di facebook-in-balia-di-un-link che qui c’è il salotto della Tour… dove si ascolta musica conversando di cose SERIEEE??? :)))) ( serie, non “di serie” :-P

  10. Beh certo un tantino noiosetti siete. Sicuramente mai in linea…….
    ..quando ci sono io! :(((
    ‘Notte….

  11. E chi l’ha detto che non ci siamo?
    Francesco non l’ho incontrato. Non so se era presente (sai…dall’avatar non è che sia molto riconoscibile), ma sicuramente non si è fatto vivo. Converrai con me che ci ha rimesso lui ;)))

    • (so che tu sopravviverai però, a questo dubbio amletico… confido nella tua grande autostima… ;))) – Pino –
      vabbè dai nottee!
      (permalosi sti facebookiani eh. aggrappati a un link, a un’appendice!… )

  12. Antipatica.
    (in ogni caso non facevo paragoni estetici, sta di fatto che io mi mostro e…finiamola qua per non avventurarci nello stile chat che odio)

  13. ..sono troooppo simpatica!
    … e mettevo insieme… parole.
    Ciao, ciao.- anzi adieu… sennò mi perdo il personaggio tanto deliziosamente sottolineato ;)))

  14. …e poi ho finito (xxx..giuro;)))
    in realtà è: un altro “cono d’ombra” – par condicio – popolato da Maddalene del XX secolo che attendono malinconiche – come la santa di La tour – che filtri una fioca luce ad illuminarne il destino.
    Voilà! perfetta!
    ora sì… Buonanotte. :)))

  15. Stavolta mi hai messo a terra. Non ho capito niente (forse). Ma non mi sembra il caso d’insistere: mi accontento del buio profondo delle parole.

    • (mi riferivo al blog! rispetto a facebook… stop here, ok, scusa, se vuoi cancella, tanti baci. A tutti…).

  16. Ciao Pino, causa sindrome influenzale ( anzi….maledetta sindrome )non sono potuto venire a Torino, alla presentazione del tuo libro. Era presente Don Italo. Ti ha ascoltato. Lui è molto vicino alle nostre centomila gavette di ghiaccio. Così attraverso Don Italo hai parlato anche a loro. Sono proprio contento del pienone. Lo merita la tua sensibilità, la tua voglia ed il tuo coraggio di mettere, ancora una volta in campo, un argomento che potrebbe sembrare definitivamente tramontato. Ma che non lo è. Io come familiare di un disperso, desidero ringraziarti e non vedo l’ora di leggerla questa tua opera. Cercherò in tutte le maniere di farla conoscere. Questa è una promessa da parte mia. Un gesto di riconoscenza per tutto il tempo e lo spazio che ci hai dedicato.
    Graziano
    Già “postata” il 16 Maggio su ” La torre di Babele ”
    N.B. Letti i voli pindarici c.s., ( dei quali per mia fortuna, non ho capito ” na maledeta ” come dise i venesiani ) spero che questo mio ci possa stare.

    • ciao Graziano, ma all’adunata c’eri? Periodo un po’ pieno, non ho pensato di scriverti prima. Ma provvedo in questi giorni, anche per raccontarti del mio prossimmo viaggio in Russia (Tambov, Rossosch). A presto!

  17. Ciao Silvia, ti rispondo in ritardo, dato che passo poco tempo al computer per problemi agli occhi.
    Non sono andato all’adunata causa impegni di lavoro. Ma c’erano gli Alpini del mio gruppo;
    Aspetto notizie del tuo viaggio.
    A presto
    Graziano

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