L’ultimo post

«Ecco qua. Sono morto e questo è l’ultimo post del mio blog». Comincia così il messaggio, datato 4 maggio, lasciato da Derek Miller, diventato con gli anni il più famoso blogger canadese, su www.penmachine.com, in cui lui stesso annuncia la propria morte per le complicazioni di un tumore all’intestino, all’età di 41 anni. L’annuncio della fine ha provocato enorme commozione in rete, con oltre 8 milioni di contatti alla homepage del blog. Miller, sposato, due figlie di 13 e 11 anni, di Vancouver, era diventato famoso per la puntualità, la freddezza e il coraggio con cui aveva raccontato la lotta contro la malattia, senza mai cedere (almeno a giudicare dai messaggi) alla totale disperazione e spesso con un tocco di amaro umorismo. segue

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6 thoughts on “L’ultimo post

  1. Conosco da vicinissimo il problema e quanto dolore si prova. Mio fratello Fabrizio, moglie e due figli adolescenti, ci ha lasciato da poco per un tumore al cervello che lo ha fatto vivere per 2 anni fisicamente e moralmente in un modo atroce. Fino all’ultimo ho cercato di ironizzare sul suo problema, di farlo ridere, di fargli pensare ad altro e di dargli speranza. E’ stata dura per tutti e purtroppo niente è servito.
    Il coraggio di Derek è incredibile e commovente e sono convinto che la sua famiglia potrà metabolizzare lo strazio della perdita anche attraverso il ricordo ironico e positivo di un “uomo speciale”. Non è semplicissimo ma ci si può fare…almeno, io ci sto provando da parecchi mesi

    1. a chi lo dici…mio fratello a differenza di Derek ( coraggio da leoni !! ) si era chiuso in se stesso ed abbiamo fatto sforzi sovraumani per tenerlo inutilmente a galla…

  2. Ciao Derek verissimo il “Il mondo è meraviglioeo” lo sarebbe di più se fosse popolato da molti uomini come te. Grazie per il tuo coraggio. So benissimo cosa significa questo male.
    I tuoi sicuramente sentiranno la tua mancanza, ma alzeranno la testa e lotteranno come hai fatto tu.

  3. La morte fa schifo. La malattia idem. Non accetto piani salvifici, cerchi della vita che si concludono e così via. Esiste questa realtà e non ne sappiamo il motivo. Neanche quando osserviamo la natura che si risveglia dopo il sonno dell’inverno. E noi? Saremo gli stessi?
    Complimenti Pino.

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