Migranti

  • Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini.  Hafez Haidar, scrittore libanese

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46 thoughts on “Migranti

  1. Tanto è impressionante rinchiudere in carcere qualcuno senza un reato “di fatto”, tanto è incredibile che queste persone non possano distribuirsi per l’Europa liberamente.
    Concordo in pieno che la UE bocci il reato di clandestinità – per non parlare del cosiddetto ‘servizio di accoglienza’ da… terzo mondo – ma che poi nessuno li voglia lo trovo come minimo incoerente. Non si va avanti con buonismi e belle parole: serve un programma, un’organizzazione seria e soprattutto Eu-ro-pe-a.

  2. I legaioli sono costretti ad apprendere che non è reato esistere (ovunque, sul pianeta).
    Maroni si chiede cosa ci facciamo in Europa.
    Molti si chiedono cosa ci faccia lui al Governo.
    Poi guardiamo il… Governo e ci chiediamo tante altre cose, la maggior parte irriferibili.

  3. Certo siamo in guerra, ‘dimenticavo’. Che è come dire che migliaia di disperati fuggono da bombardamenti e violenze d’ogni tipo epperò senza documenti e neppure la cravatta: mi piace chi ha un’anima… dentro.

    Hafez Haidar… è l’immagine di quell’anima orientale quando è veramente bella, di un amore pieno di interiorità… e poesia. Di dolcezza unita alla saggezza.
    Se la vita è sogno… incontriamoci nei Pensieri. E nel cuore.

    (basta, stride troppo con quest’inferno di Mondo che si è creato, non ne posso più)

      1. (Walter ti stuzzicavo ma… “interpretando” Alice! nel paese delle meraviglie. Insomma, sono una donna non sono una str…. ! ;)))
        Ciao, ciao

  4. Hafez Haidar scrittore libanese accanto vorrei lasciare un altro nome: Magdi Cristiano Allam.
    Affinchè ogni uomo possa essere libero…
    “e cristiani ebrei e musulmani possano pregare nello stesso luogo” e in ogni luogo.
    Forse è proprio la vita e la conversione al cristianesimo di Magdi Cristiano Allam e l’essere costretto a vivere sotto scorta a causa di minacce ricevute da parte di integralisti islamici che turba l’ Europa tutta.
    La mia vuole essere solo una pacata riflessione perchè l’integrazione è una cosa seria e difficile.

  5. Ho sempre sognato un mondo libero senza barriere e filo spinato…franca

    Profumo di resina

    Nel vecchia casa solo silenzio…
    fuori la campagna si è ammutolita
    anche il vento secco del deserto
    ha smesso di soffiare.

    Nella mia mente scorrono
    ricordi sbiaditi tristi e teneri
    di quando figlio mio ti dondolavi
    arrampicato sui rami.

    Un pugno di lucciole silenziose
    si posano sui cespugli di mirto.
    Intorno la macchia sparge
    i profumi delle sue resine.

    Solo il silenzio mi abbraccia.
    Serena mi abbandono
    osservo il cielo gremito di stelle
    ed entro in un sonno ristoratore.

    Vengo da te Shaul, figlio mio.
    La notte ti cerco nel cielo
    forse anche te mi stai cercando
    nella valle in fiore.

    Figlio domani camminerò verso est
    per stretti canaloni verrò
    nella valle di Kadesh
    sicuro che un giorno ti troverò.

    Shaul, ti rammenti quando
    bambino vicino alla sorgente
    con un ramoscello giocavi nell’acqua?
    Dimmi Shaul, figlio mio, dove sei?

    Franca Bassi

  6. Che casino… che vero casino, è inutile.
    Paolo Mieli ha detto che la fine del governo Berlusconi sarà ‘fisiologica’ – nel senso che ha un’età e lui stesso ha detto che non si ricandiderà nel 2013, dunque niente di allusivo o di ‘strano’, ma proprio una questione “fisiologica”. MA… ha aggiunto che prevede ci sarà “un brutto quarto d’ora” dopo. Che non sa quanto durerà questo “quarto d’ora” e ‘come’ sarà… nello specifico, ma era molto molto preoccupato. Prevede dei gran disordini insomma. E ha aggiunto che dovremmo iniziare a pensarci già da adesso.
    Ed è Paolo Mieli che parla… un intellettuale! mica chiunque.
    Tra la guerra, i bombardamenti sulla Libia… che ci mancavano solo questi, l’Economia… la Cina che ha comprato i debiti di tutti e c’è chi prevede che nel 2016 sarà più ricca dell’America, la più ricca del Mondo… e la disorganizzazione completa dell’Europa, immigrazione compresa, diventeremo un ‘allungamento’ dell’Africa…
    O lo siamo già? :(((
    sono davvero…… preoccupata. E non oso immaginare altro.

  7. Sì, per carità, se è in senso politico poi mica intendevo dire che è di sinistra! Ne parlavo come una persona proprio di spessore comunque, un intellettuale, che quand’era direttore del Corriere non si è creato problemi ad andare anche contro B., in quello che pensava. Ora io non so… non riesco a capire se sono ‘giochi’ in vista delle amministrative… non lo so. Mi è arrivato solo che era molto preoccupato per il “dopo”, ma come lo aveva detto anche Veronica Lario poi, in forma diversa.
    E siccome non vedo idee che circolano… qualcosa di diverso, niente, mi sembra tutto un annaspare per tenersi a galla… fa paura. Questo dico.

  8. Anche perchè l’Occidente E’ impostato tutto in maniera sbagliata. Prima ad Annozero Grillo parlava della Moratti che ha speso 35 miliardi di euro… in grattacieli. In grattacieli, sì, e i palazzinari ringraziano. Io dico che un affarismo del genere come ora non c’è mai stato prima, è stato tutto un veloce degrado degli ultimi 20-30 anni (mi sono tenuta larga). E non circola niente di nuovo, non c’è spessore, non c’è nessuno veramente in grado, anche al parlamento europeo (credo) di dare un’inversione di tendenza totale, totalizzante! non c’è.
    Giovanna Botteri stessa da N.Y. ha detto testuali parole: se la finanziaria non verrà votata sarà bancarotta. E’ stata votata… ma non basta! non ce la fanno, prevedono ancora altri tagli! E chissà perchè stiamo noi in Libia, come se noi invece… stessimo bene. Insomma è…. TUTTO. E lo sappiamo. Vedi che non fai in tempo a parlare di una cosa che ne esce un’altra e poi un’altra, dall’immigrazione al nucleare, dall’economia alla disoccupazione agli ospedali che chiudono alla violenza in aumento alle droghe sintetiche ai rave-party ad altre guerre che scoppiano dall’oggi al domani… alla mancanza assoluta di CONTENUTI… per capirci veramente qualcosa. Oh!
    F.to: lo sfogo della “zia Pina” stasera:))) sembro mia nonna – per dire.
    Allora concludo col mio ex Medico: “dal caos… però, nascono molte cose”. Così per dare fiducia… io ci aggiungo solo: basta che si sbrigano.
    Buonanotte…:))

  9. commento di Walter
    Si, vabbè parole molto belle, piene di costrutto positivo. Così pure la scritta in foto.
    Il problema credo, è che non si sa ancora oggi, cosa sia un uomo.
    La cosa più meschina però, non è il razzismo.
    No. Oggi c’ è di peggio.
    C’ è gente (e dire gente è eufemismo) che ragiona solo a soldi e palanchi.
    Ormai la gente si divide non più in bianchi e neri, o altri colori, ma in uno solo. Quello dei soldi.
    I piccioli.
    Ricchi e poveri.
    Se questi migranti non li vuole nessuno, è perchè sono poveri.
    Trasmigrazione economica del razzismo xenofobo, ancora più subdola perchè non appare, ma si espime nel suo splendido orrore nella società e nel quotidiano sotto forma di stereotipo da 740 e fascia di reddito.
    Caso vuole che si usi anche al contrario.
    Meschino perchè fa riferimento a canoni perversi di una libertà intellettuale fatta di beni e proprietà.
    Ormai non c’ è più IO-TU, ma MIO-TUO.

    Buongiorno…(nessuna risposta).
    Buongiorno…(tirare fuori la collezione di Carte di Credito)…
    Oh salve, mi dica tutto!!!
    (e qui vien voglia di tirare ma in faccia qualcos’ altro).

  10. (Non è proprio un problema di colori. Il cinese, giallissimo, che ti porta un sacco di soldi in una valigetta per comprarti al triplo un negozio che non tira da anni, ah quello certo è il benvenuto. chi ha detto che siamo razzisti?)

  11. Già. Ma fa parte della disumanità totale che abbiamo creato. Steiner l’aveva detto che saremmo arrivati alla guerra di tutti contro tutti, questo è niente… temo.

  12. Sono fenomeni nazionali ormai, i cinesi comprano tutto dappertutto, mica solo al nord. E anzi è un fenomeno universale, visto che ormai dominano il mercato mondiale.

    Non è una guerra tutti contro tutti. E’ una guerra fra noi (gli occidentali, quelli che hanno inventato questo mondo) e gli altri.

  13. No, stiamo arrivando (e ci arriveremo) proprio a tutti contro tutti. Che l’Occidente è impostato male l’ho già detto, è sicuro. Che la Cina è il nuovo astro del firmamento, anche. E su queste basi… e lo stiamo vedendo già, c’è il degrado di diritti civili, umani, di condizioni lavorative… completamente persi, e una criminalità elevatissima.
    Come anche diceva Francesco l’altro giorno (pensa che mia madre lo vuole stampato il suo commento per quanto è rimasta colpita di come riesce a cogliere la realtà – non che mia madre sia… il “giudizio universale” eh, ma per dire!)

    1. Ah poi certo… se intendi il grande Scontro… che non lo diciamo neanche, certo sì, ci stiamo avviando. Sarà una guerra economica, naturalmente?

  14. No però voglio pensare che ancora esistono persone intelligenti che imposteranno dei cambiamenti. Che ci possa essere un incontro tra Oriente e Occidente, che non sia basato solo su criteri economici e di affarismi. Che da questo caos… nasca veramente qualcosa di profondamente nuovo.
    Voglio pensare così… ciao…

  15. Non so voi, ma personalmente un funerale cinese non l’ ho mai notato.
    Siccome anche i cinesi non sono eterni, questi che sono in Italia da diverso tempo, quando muoiono…che fine fanno?
    Forse restano ancora in vita, con il passaporto nella tasca di un altro.
    Chissà?

  16. E’ un dilemma che va avanti da tempo. Chissà, magari li sciolgono nell’acido. In quei negozietti-happening vendono di tutto…chissà.
    Quella dei passaporti non è una battuta. Ricordo che anni fa a Fiumicino scoprirono un giro impressionante. Entravano in cento e poi rispedivano i passaporti a casa: tanto con quelle facce tutte uguali (per noi) e i nomi impronunciabili chi si accorgeva? Solo che hanno esagerato perchè hanno dato a un ragazzino il documento di un vecchio. E sono stati scoperti. Quella volta.

  17. Storia vera di una viaggiatrice sprovveduta.

    Da ragazza acceleravo e senza pormi tante domande, con la mia piccola auto, andavo sempre avanti. Non conoscevo la politica, le guerre non mi piacevano e poi credevo che non ce ne fossero. Questo era il mio pensiero, ma non era la realtà.
    Avevo solo 25 anni e un grande desiderio, quello di esplorare la terra, di conoscere i miei vicini e perché no anche gli inquilini più distanti. Ricordi negativi di tutti i miei viaggi? Diciamo che mi ha detto molto bene, la mia incoscienza giovanile mi ha portato in paesi lontani e non tanto tranquilli, ma questo problema era a me sconosciuto.
    Non ricordo il giorno, ma era una giornata caldissima questo lo ricordo, avevo aperto il tetto della mia piccola 850cl e mi trovavo su un valico di montagna, confine turco-siriano e qui ho passato un giorno lunghissimo in silenzio. Sono stata bloccata per un giorno intero con mia meraviglia, senza comprenderne il motivo.
    Seduta su una panca di legno, in una piccola stanza angusta, con le braccia incrociate sul grembo, alla parete un telefono a manovella, due piccoli tavoli di legno, una porta di legno sgangherata e una finestra dai vetri sporchi che non lasciavano vedere neppure un’ombra. Per ore sono stata in silenzio, senza parlare con alcuno, a questo ero abituata non conoscendo la lingua dei paesi che visitavo, solo pochi gesti per farmi comprende e per comprare al mercato un po’ di frutta e una pagnotta di pane ma, questo non mi pesava, tanta era la felicità di vedere terre lontane e sconosciute.
    In quella stanza odorosa e impregnata di tabacco, le ore lente mi martellavano le tempie e la paura iniziava a salire alla bocca dello stomaco, anche per la sete e la fame. Nella mia mente ingenua, tentavo di trovare la motivazione di quel fermo. Poi come un flash, nella mia mente ho rivisto il confine italo-slavo quando per un giorno hanno smontato le gomme della mia vettura, i pannelli, i sedili, solo il blocco motore è stato risparmiato. Poi, con un gesto strano della guardia di turno, mi hanno riconsegnate le chiavi e mi hanno lasciato passare. Ma qui sulla montagna siriana, la mia piccola auto non interessava. Nessuna attenzione per la piccola vettura impolverata diventata ormai mimetica, dello stesso colore della sabbia dei deserti da me attraversati.
    Le guardie si passavano il mio passaporto da un tavolo a un altro, come se giocassero a ping pong seguiti da sguardi strani e sorrisetti che mi gelavano e intimorivano la mia anima. Poi nella mia mente mi sono data una labile spiegazione, forse il fermo era dovuto al povero clandestino ferito agonizzante che si trovava sul pianale della vettura? Non credo! Alla piccola auto nessuna attenzione, ormai anche lei abbandonata da ore, posteggiata all’ombra dell’unico albero sperduto su quel confine di montagna. Anche lei si era raffreddata dopo il caldo del giorno insieme al povero clandestino. Passano ancora delle ore lente. Dal caldo secco portato via dal vento, iniziai a tremare e ancora nessuna risposta.
    Seduta sconsolata sentivo ancora freddo, fame e sete, ma ormai nessuno si curava di me, solo ogni tanto il gendarme alzava lo sguardo senza espressione e lo chinava scarabocchiando nervosamente un foglio. Ormai le gambe le sentivo legnose, nella mia mente cercavo di spiegare con gesti che il clandestino era ferito e aveva bisogno di cure, poteva morire abbandonato sul pianale. Ma cosa facevo di male? Stavo solo cercando un posto dove farlo curare. (Amici scusate ho dimenticato di scrivere che il mio clandestino, ospite nella mia vettura, era una grande testuggine di terra turca, ferita gravemente). Dopo una lunga giornata, arrivò dal vecchio telefono nero un trillo assordante, feci un sobbalzo dalla panca dove il mio sedere era incollato da ore e mi sono ritrovata come un soldatino di legno sull’attenti. “Damasco… Damasco…” gridò il gendarme. Il secondo, che si era addormentato, fece un sobbalzo come me. “…Damasco!” sentenzio! Mi lasciò passare con il clandestino ferito sul pianale, ma prima depennò con uno scarabocchio di bic la parola “Israele” dal mio passaporto. Ancora oggi conservo quel passaporto pieno di timbri e ancora guardo quella cancellatura. Non conosco quella terra per me oggi ancora con i fili spinati. Qualche giorno fa ho scritto un email a un amico di Tel Aviv:”Ciao, grazie, saluta tua figlia e dai uno sguardo alla tua terra anche per me. Franca”. Mi ha risposto questa mattina: “Ciao, grazie, forse sarrebe una buona idea che tu visita israelle salutti. David”. Amici, ho lasciato volutamente gli errori per l’ autenticità della risposta.
    Con il mio amico di Israele, quando viene a Roma conversiamo per ore. Anche per lui non ci dovrebbero essere confini e soffre per tutti i giovani che muoiono in queste guerre ataviche assurde. Sto lavorando per lui su testi per canzoni che cantano la libertà per queste terre per adesso nemiche.
    In ogni religione, in ogni credo e in ogni terra, ci sono persone cattive, persone buone e figli morti. Ma quello che rende tutti cattivi sono solo degli sporchi interessi. Anche se fino a oggi non ho potuto calpestare la terra di Israele, dai racconti del mio amico David la conosco meglio. Negli anni ottanta l’ho vista di sera dal monte Nebo illuminata, questo è il solo ricordo che ho di quella terra.
    Rifarò il mio passaporto e prima di terminare il mio percorso andrò a visitare Israele e spero anche la dolce Palestina.
    Amici ricordiamoci che il nostro pianeta non è nato con i fili spinati, siamo solo noi a metterli e fare i confini.
    Franca Bassi

    Palestina

    All’alba da sopra la collina
    guarderò le tue case bianche
    le tue valli in fiore.
    Dolce Palestina dolce terra
    in Israele non ci sono solo nemici.
    Qualcuno mi parlerà di te.

    Sarò con loro e canteremo
    la libertà per queste terre
    divise da muri e da fili spinati.
    Nel cuore nella mente
    siamo nati tutti liberi, senza confini.
    Qualcuno mi parlerà di te.

    Anche se sarò in terra nemica
    guarderò da Israele la dolce Palestina.
    È un vostro fratello a parlami di voi
    vi ama come io amo, come io vi amo
    gli abitanti di questo bellissimo pianeta.
    Qualcuno mi parlerà di te.

    A sera da sopra la collina guarderò
    quando si accendono le finestre…
    dietro non ci sono solo nemici…
    troveremo cuori che desiderano
    per i figli per i nipoti solo la pace.
    Qualcuno in Israele mi parlerà di te
    dolce terra di Palestina.

    Franca Bassi

  18. Grazie Gabbiano.Non avevo mai pensato di scrivere i miei viaggi, ho iniziato ieri, nella mia mente li ricordo vivi. Andrò a ritroso, sempre a bordo della mia piccola vettura e parlerò di quei giorni,sono verità lontane, ma attualissime.Spero una pronta guarigione per il nostro Lamberto.ciao

  19. “La Lega ha vinto. Ce l’ha sempre duro”. Così il leader del Carroccio, Umberto Bossi, nel recarsi in Aula alla Camera per votare la mozione sulla Libia, risponde ai cronisti che gli chiedono se la Lega abbia vinto il braccio di ferro nella maggioranza. CHE CLASSE! FUSSE CHE FUSSE IMPOTENTE?

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