Una lingua comune

La Torre, già. Posso mettere qualsiasi titolo nella testata che questo blog, per tutti, sarà sempre e soltanto la Torre, cioè la Torre di Babele. Del resto, a suo tempo avevo spiegato il perchè del cambiamento, solo una maniera di distinguerlo dallo spazio aperto sul sito del Tg1. Con l’impegno di ripristinarlo quando fatalmente quello spazio sarà chiuso o quantomeno si fermerà. E siccome non manca tanto all’appuntamento, ho deciso di anticipare i tempi. Inviterò gli amici che ho lì di spostarsi da queste parti dov’è il vero incontro di questa comunità che resiste ormai da dieci anni, attraversando luoghi virtuali diversi ma mantenendo lo stesso spirito. Un posto dove s’incrociano molte lingue diverse con il progetto di ritrovare una lingua comune, insomma riprendere a capirsi. Oggi più che mai ne sentiamo tutti il bisogno.

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45 thoughts on “Una lingua comune

  1. Anche se La Torre e basta fa anche pensare pure a La Torre di guardia, dei Testimoni di Geova? Però una volta atterrati qui si vede che il clima è diverso. Sono stato a Roma la settimana scorsa e mi ha sorpreso la quantità di gabbiani ovunque, escluse le piazze piene di comitive. E mi veniva in mente un gabbiano di queste parti. Invecchio anch’io, intanto Buona Imminente Pasqua.

  2. La sostanza significa ritrovare
    tutta la tribu’? Allora benvenuta sostanza con pure un po’ di forma che non guasta…..

  3. …….ritrovare una lingua comune, speriamo, intanto Auguri di una Pasqua di pace per tutti noi e il mondo intero ne abbiamo bisogno, ma guardo con speranza e gioia il primo Maggio quando verrà beatificato Giovanni Paolo II….vorrei tanto essere a Roma quel giorno ma sarà difficile, seguirò l’avvenimento al tiggì…1 :)
    Buona Pasqua.

  4. Pasqua è un gran giorno di festa.

    Tu,Gesù il Cristo,risorgendo da morte
    mandi in frantumi
    l’arroganza dei potenti
    e ridesti la speranza dei poveri,
    manifesti la forza dell’amore
    ed offri ad ogni uomo
    la Tua presenza d’Amore.

    Auguri di una Pasqua Santa e Serena a te Gabbiano,alle Gabbianelle e a tutta la Tribù.

    1. Un pensiero molto bello. Ricambio:
      «La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”­».
      don Tonino Bello

  5. “Un posto dove s’incrociano molte lingue diverse con il progetto di ritrovare una lingua comune, insomma riprendere a capirsi.”er Gabbiano

    La Tore de Babbele

    La vecchia Tore era listesso
    ‘n vistito conzumato.
    Inzomma ‘gni tanto cambia’ l’abbito
    pole sembra’ mejo.
    Ma drènto er core
    der Gabbiano e de noantri
    c”spettava er vistito conzumato
    è puro ricco de saggezza.
    Amichi la sostanza quela nun je manca!
    ‘N abbito semprice senza tanti mòrletti
    ce carza a pennello ce fa senti’ bbene.
    Gabbia’ su sto scojio
    drénto la Tore te senti’ a casa.
    Aho! Ner marozzo grosso
    co’ li squali accosto
    me sentivo ‘n po’ smarita.
    Armeno mo su sta “Tore de Babele”
    posso scrive puro er vernacolo
    co’ li sbaji e me sento compresa.
    Inzomma me sento a casa!

    franca bassi

  6. Buon blog e buon ‘dialogo’, Pino! :-)
    Ricostruire la Torre è in controtendenza rispetto all’opera di coloro che puntualmente la distruggono preferendole odio e intolleranza…grazie Pino dello spazio che doni a ciò e dei 10 anni di pazienza per continuare a crederci e far credere nel ‘dialogo’!
    Buona e Santa Pasqua!!

  7. Va bene, allora pure io una volta tanto faccio degli Auguri seri… (sennò mi sento in colpa poi).

    COME ESSERE FELICE

    Mantieni il tuo cuore sgombro da odio,
    La tua mente scevra da preoccupazione,
    Vivi con semplicità,
    Pretendi poco,
    Concedi molto,
    Canta spesso,
    Prega sempre,
    Colma la tua vita d’amore,
    Effondi gioia luminosa,
    Dimentica te stesso,
    Pensa agli altri,
    Fa quel che vorresti fosse fatto a te.

    Questi sono gli anelli sicuri per la felice realizzazione di una catena d’oro.

    (Traduzione di una Bellissima Persona di un testo anonimo inglese, affisso a Luxor sotto un pergolato dall’addetto al controllo reimbarco passeggeri sul battello da crociera).

    Così ricordiamo anche quelle terre, a testimonianza che tutti possono farcela, volendo, a trovare la Pace. E pure per noi.

    (io invece ho la dedica ‘personalizzata’, da parte di chi mi ama profondamente e mi conosce altrettanto bene: “Regalo sempre buoni consigli a tutti… io non so che farmene” !!! ;)))
    Ma è Oscar Wilde! logicamente… :)))

    BUONA PASQUA A TUTTI!

  8. A
    UG
    URID
    BUONAP
    ASQUAATU
    TTALATORRE

    che carino, è’ uscita una piramide!
    eh, il “primo amore” non si scorda mai… ;)))
    (la zingara e favolosa Regina Cleo-pa-tra! oh :)))

  9. No non vale! oddio sto rifacendo casino Pino scusa… ma io l’avevo scritto all’incontrario! cioè avevo fatto l’altro lato della piramide…:)) giuro! così è uscito identico a Walter invece! perchè poi???
    (vabbè niente mi cancelli pure tranquillamente per favore? scusate eh).

  10. Me dispiace Gabbia’ me so’ scordata puro come se pittura e so’ tornata a la scola primaria, co’la colla e la carta,t’ho fatto er bijetto pe’ bonugùrio come fanno li regazzini.Inzomma nun so’ bona a pittura’ a scrive e manco a posta’. Vabbè te l’ho spedito cor vento, mo chissà quanno t’ariva, forze pe’ Bon Natale;))

  11. Non dimenticando mai i nostri ragazzi reporter morti sui fronti di guerra oggi sono presente per fare gli auguri di Buona Pasqua per noi un giorno di letizia il nostro bambino è tornato a nuova vita mangia e stà bene lo ricordo a tutta la tribu’ un saluto a chi conosco e anche a chi non ci conosce .
    Pino un abbraccio fraterno abbiamo iniziato un percorso insieme nel 2008 con l’appoggio di tutta la tribu’ ora siamo qui’ a goderne .
    L’augurio piu’ sentito sarebbe non dover parlare piu’ di guerre e di morti , ma è un sogno irraggiungibile ma voglio sperarlo baci a tutti

  12. Nel giorno di Pasqua, più che mai, un desiderio di pace attraversa il mondo.La sua realizzazione sta nelle nostre mani, a qualunque “tribù” apparteniamo.Buona Pasqua, Gabbiano

  13. @ Lorena

    Non serve!

    Non è un sogno irraggiungibile.
    Basterebbe perdonare il tuo nemico.
    L’uomo che ha ucciso un tuo figlio
    un tuo nipote un tuo caro.
    Lo so! è difficile perdonare
    ma si può! questa è la vera libertà!
    Covare dentro la nostra anima
    l’odio il rancore e la vendetta
    non ti fa vivere una vita normale.
    I caduti non tornano a camminare
    la loro vita si è spezzata
    resterà solo il ricordo di loro.
    Se non si comprende questo
    Stiamo percorrendo
    una strada senza il ritorno!
    Aumenteranno le guerre
    i nostri giovani continueranno a morire
    e a macchiare la nostra terra di rosso.
    Non serve…non serve!

    franca bassi

  14. @ franca non solo il perdono ma purtroppo sono gli interessi a far scattare le guerre gli interessi economici , il petrolio , la droga, l’oro, i diamanti, la guerra decisa dai potenti ma combattuta dal popolo , se dipendesse dal popolo non scoppierebbero guerre, se gli arsenali non fossero piene di armi , se il mercato delle armi non fosse così fiorente sarebbe un deterrente .
    se non riempissimo di armi gli stessi che poi andiamo a sparare sulla testa .

    Quanti se , ma io voglio credere nel perdono e nell’amore grazie Franca apprezzo molto i tuoi scritti buona pasqua

  15. Cari auguri a te, Pino, ed a tutta la tribù! Facebook è di moda, ok, ma l’aria di “casa” io la respiro solo qui! Ben ritrovati a tutti e grazie al capotribù!

  16. Grazzie Gabbia’ mo so’ stracca, me faccio sto giro su Roma pe’ ripija er fiato. Aho manco me sembra festa, me tocca lavora’ e me secco a fa’ le correzzioni, pe’ fortuna ‘gni tanto stacco, svolazzo e ve vengo a trova’ su la Tore. Anvedi mo sto a passa’ sopra Fiume, ce so du innamorati su Ponte Mollo che se giuràno eterno amore. Accosto ce sta ‘n ladro che je sta a frega’ la machina.
    Vabbè mo me corco, c’ho l’occhi che lagrimano pe’ la stracchézza.
    Rega me riccomanno dimani, dopo la magnata e la bevuta fori porta, annate piano co’ la machina, sinno ve se rimpone la Pasqua co’ tutta la Pasquetta!;)franca bassi

  17. Buongiorno Torre!Finalmente e’ uscito Il Sole! Il mare e’calmissimo ,gabbiani si fanno dondolare dalle onde e la spiaggia e’deserta!che si può desiderare di più ? A tutti I dormiglioni,come me, dico:che giornata che vi state perdendo…..

  18. Ariecco so’ cicciata! Ve credevate che nun me svejàvo? Scherzo! Me sa che a Gesuscristo su le nuvolate j”mpiccio! Me sa, che je servo puraménte su sta terra strana.
    Rega’ lo sapete ‘n vernacolo romanesco come se scrive “perbacco!”? Se scrive perdìo! me scordavo puro de saluta’ e auguravve ‘n bon giorno de serenità.Aho! Qui a Roma sta fa l’acquetta!
    So’ pronta, a torna’ a fa’ festa co’ li sbaji de le parole, nun me piace fa le correzzioni, (me ricordeno la mastra, la scola e ‘na matita nervosa, che cerca lo sbajo su’ quaderno). Lassamo perde’ sto discorzo, sinno me rovino la fèsta. Dimani ‘n centinaro de canzona spicca’ er volo pe ‘na terra a la larga, indove le guere nun se fermeno, devo tenta’ de stronca’ ste assurdità. Sinno ste terre se tigneno co’ er sangue nocènte e diventeno più rosse. Impresa assurda, me sembra de fabbrica’ ‘na Càtredale ner deserto e solo co’ le parole e ‘n Folletto sortito dar macchiozzo.
    Vabbè pemme la festa de Pasquetta, nun finisce co’ ‘na magnata fori porta, me faccio ‘na magnata de parole de pace armeno ste parole nun so’ velenose e nun fanno male a le frattaje. So’ canzoni pe’ semina’ la felicità, l’amore e la libbertà. Co’ la speranza d’ agliuta’ e de ferma’ ste guere assurde.franca bassi
    Visto er tempo nuvoloso ve rigalo ‘na canzone, e se sapete sonà e canta’ accomodateve.Io nun so bona a posta’ er cd prova. Ciao a tuttiquanti

    L’ACQUETTA DE ROMA

    Aho, che ce piove a Roma!
    ce fanno certi goccioloni
    da quanno era pupa me piace senti’
    quanno a Roma ce fa l’acquetta

    e quanno ce fanno li sgrulloni
    nun so pecché nun me porto mai l’ombrello
    me piace senti’ quanno l’acquetta te stuzzica er capello
    me piace senti’ quanno piove e t’entra drento er collo

    aho, me piace senti’ er canto
    de li sgrulloni su li tetti
    e quanno sorte de la gronnara
    su li sampietrini me sembra er fiume

    aho, me piace senti’ er canto
    de li sgrulloni su li tetti
    e quanno pe’ li vicoli cammino
    me piece sciacquetta’ drento le pozze

    me piace quanno piove lemme lemme
    e me fa er tinticarello su la pelle
    aho! che ce piove a Roma bella!
    ce fanno certi goccioloni…

    aho, che ce piove a Roma bella
    ma poi ce sorte sempre er sole…

    franca bassi

  19. Roma e’ ancor piu’ bella avvolta dal manto grigio! Come Venezia, se n’inpippa der tempo! Con il sole o con la pioggia, con la nebbia o con la neve ,maestosamente,si concedono agli sguardi nostri, comuni mortali che non sappiamo godere delle bellezze vere. Buona pasquetta e auguri oggi e’ il 25 aprile!

  20. Gabbia’ allora piove lemme lemme?
    Rega, mo faccio sosta pe’ sti pori occhi, sinno me se incroceno le parole e me faccio’n pranzetto da leccasse li mustacci! Antro che picche-nicche ar marozzo, eppoi avanti do’ magno c’ho ‘na pittura a ojo che me ristora er core, c’è puro ‘na paranza co’ du cristiani, so’ puro silenziosi, me sa che ja detto male la giornata. Aho! nun magnate troppo sinnò ve serve ‘na cofana de citrato pe’ stura’ la panza;)

  21. Anche se non si tratta di un video storico inerente auguri pasquali di un nostro precedente amato Presidente della Repubblica, riascoltare ogni tanto “Mr Pert” ci vuole per risvegliare e tenere vigile l’anima di questi (noi) poveri italiani…

  22. Work will make you freee ricorda molto Arbeit macht frei….qualcuno,Forza Nuova, che si pensa revisore ha scritto,sul monumento alla Partigiana di Venezia “25 Aprile, lutto nazionale”
    Quando penso ad una lingua comune, sento arrivare un nodo alla gola.

  23. Una allucinata provocazione, sembra. E brucia ancor di più nella consapevolezza di avere imparato assai poco dalla storia e aver, dopo di allora, apparecchiato ulteriori atrocità.
    Le ninfe della politica, che agevolmente si indignano per le efferatezze del passato, ma non riconoscono quelle del presente, manifestano la loro pochezza. E la nostra.

  24. L’autore di quella scritta ha dato la sua spiegazione.
    E’ un grafico della Basilicata e dice che la sua era una provocazione per denunciare come ai giorni nostri il precariato e le condizioni di vita di molti lavoratori immigrati si avvicinano molto alla schiavitù. Si dice distante da ogni forma di nazzismo e fascismo. Bene , fortunatamente le intenzioni erano opposte a ciò che si poteva immaginare all’inizio.

    Ecco l’intervista all’autore di quella scritta :
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/%E2%80%9Cma-quale-apologia-di-olocausto-non/107029/

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