Il vento del deserto

Il ghibli, il vento caldo del deserto che arriva dal Sahara, sta pian piano infilandosi in tutto il nord Africa. Dopo Tunisia, Algeria ed Egitto sta arrivando in Libia, dove il leader Gheddafi è molto preoccupato (e anche sorpreso) per una manifestazione annunciata dagli studenti per il 17 febbraio. Teme una protesta popolare se non addirittura una rivolta. E’ il mondo in movimento. Tanto che anche in Medioriente cominciano a stancarsi. In Giordania, per esempio. Trentasei capitribù hanno scritto al re per protestare contro la di lui consorte, la bellissima e vezzeggiata Rania, che avrebbe costruito un centro di potere costoso ed esclusivo, scialacquando i soldi di un popolo in crisi. Poveri monarchi sputtanati. Nel villaggio globale tutti vivono tutto. E gli esempi possono dare la spinta al cambiamento.

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70 thoughts on “Il vento del deserto

  1. scusate ma qui c’è un equivoco: voi vincete se zannino NON nomina berluska, se lo nomina ho vinto io…. mica sono scemo! ;)

  2. F. Zannino dirà che la colpa è di Silvio perchè come è amico di Putin sicuramente lo è anche di questi e i popoli protestano per questa “amicizia” con il nostro zozzone nazionale. ( io margherita con mozzarella di bufala non troppo cotta)

  3. di gheddafi amico lo è di sicuro… ma no, zannino parlerà del vento del deserto che arriva anche da noi… ormai lo conosciamo a memoria

  4. Se dico qualcosa contro il B.,peraltro mi viene facile,offrite la cena pure a me?
    stasera possibilmente visto che finisco tardi…..

  5. Anselma dell’Olio, giornalista, autrice di cinema e teatro e soprattutto femminista d’antan. Fondatrice di New York-Now (The National organization for women) e del New-Free, teatro femminista, nel 1992 con il marito Giuliano Ferrara fu censurata per la trasmissione Lezioni d’amore, incentrata sul sesso e ispirata idealmente al film Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini. Nata a Los Angeles, Dell’Olio fu protagonista a New York delle battaglie femministe negli anni 60 e 70, ma oggi che vive tra l’America, l’Italia e la Francia di scendere in piazza non ne vuole proprio sapere. Perché, dice, «in questo momento siamo solo uno strumento politico, non siamo le vere protagoniste».

    Domanda. Non condivide l’appello del 13 febbraio?
    Risposta. Mi fa schifo, mi fa orrore, lo trovo grottesco. Intanto già l’indignazione permanente è ridicola. E poi contro chi? Contro queste ragazze che si sono prestate?
    D. Donne contro donne?
    R. Non facciamoci mettere il fumo negli occhi. È una lotta politica dove la donna è instrumentum imperii e basta, non è altro. Per questo le trentenni, che non sono mica sceme, non scenderanno in piazza in massa. Se ci fossero argomenti che loro sentono profondamente lo farebbero. Non ci saranno perché hanno capito che è una questione politica.

    D. C’è solo una mediatizzazione maggiore di un fenomeno, la prostituzione, vecchio come il mondo?
    R. C’è il buco della serratura. Le donne sono andate a quelle feste con le loro gambe, hanno scelto. In fondo a tante donne piace il potere, è sempre piaciuto. Lo scrivevano a New York già 40 anni fa. E così la prostituzione, anche se in questo caso non ritengo ci sia, penso che sia una questione di libertinaggio maschile e femminile.
    D. Una nuova rivoluzione sessuale?
    R. No. Il problema è che tutto questo è venuto fuori nel tentativo di tirare giù un politico che a molti non piace ma che non riescono a sconfiggere. Ci hanno provato in tutti i modi.

    D. La donna tangente, per usare un’espressione cara a Gad Lerner, non è frutto del berlusconismo?
    R. Io sono una fondatrice del femminismo americano, mi ricordo tutto, non sono rincoglionita, ma vedi chi manifesta oggi? Chi vuole buttare giù Berlusconi e non ci riesce. Non vedo una nuova questione femminile. Come sempre siamo strumenti, degli uomini di potere che si vogliono divertire la sera e di chi vuole buttare giù quelli che fanno così. E sinceramente le donne non sono poi trattate meglio dai politici di sinistra.

    D. Perché?
    R. Dove sono tutte queste donne al potere? Il paradosso è che in tutto questo casino non c’è un’alternativa. Quando mai si è visto un premier così sputtanato in tutto il mondo come Berlusconi e un’opposizione che invece di rafforzarsi si scioglie?
    D. Qual è l’anomalia?
    R. Sono due. La prima è un uomo che ha un conflitto di interessi gigantesco e che è arrivato al potere dopo l’eliminazione di tutti i partiti che hanno fondato la Repubblica. Dopo il ’93 non ne è rimasto neanche uno: la sinistra aveva cambiato nome dopo la caduta del muro di Berlino e tutti gli altri sono spariti, dalla Dc in giù.

    D. E la seconda?
    R. Che l’opposizione non riesce a esprimere un leader, lo cerca fuori ma si perde sempre di più. Cerca di avere presa sui cittadini in tutti i modi, anche extrapolitici, visto che con la politica non ci riesce, ed ecco le donne. Che diventano strumenti, come sempre.

    D. Ma non si sente indignata davanti a queste donne che considerano la gavetta politica come un passaggio corporale, uno scambio sessuale. Prima non era così.
    R. Ma prima non c’eravamo! E a sinistra, dove fanno la gavetta, continuano a fare la gavetta. Parliamo di come gli uomini di sinistra trattano le donne.
    D. Parliamone.
    R. Sono uguali, stanno seduti sulla politica come stanno seduti sui loro matrimoni. Tu pensi che siano meglio di quelli di destra? Sono più ipocriti. Non vogliono le donne al potere. Nella sua ricerca di un leader il Pd ha mai fatto il nome di una donna? Per un attimo si era proposta Rosy Bindi e subito l’hanno zittita. Dove sta tutto questo rispetto. Allora vogliamo solo l’ipocrisia? Va bene, è il prezzo che il vizio paga alla virtù. Se ti accontenti. Io non mi accontento.

    D. La paura è che ci sia veramente un esercito di mignotte.
    R. Ma dove? Chi si indigna e cerca di generalizzare per quello che ha visto attraverso il buco della serratura è lo schifoso in capo. Scendono in piazza per quello che hanno saputo da delle intercettazioni, uscite illegalmente e dichiarate private, di un gruppo di persone. E da questo estrapoliamo eserciti di mignotte, ma dai.
    D. Sì sono illegali, ma una volta che i cittadini le leggono e sanno quello che fa il premier…
    R. Ma se metto nel tuo bagno una microspia? Chi di noi ha degli armadi sessuali così puliti da invitare tutti ad ascoltare e vedere quello che facciamo?

    D. Chi fa politica però dovrebbe dare l’esempio, avere una vita morigerata.
    R. Ma va là. L’hanno mai avuta? Il grande, elegantissimo Franklin Delano Roosevelt viveva nella Casa Bianca con la sua segretaria speciale Marguerite ‘Missy’ LeHand e sua moglie.
    D. Ma le donne non possono accettare un modello per cui chi va alle feste del premier fa carriera.
    R. Anche se fosse, giudichiamole per quello che fanno.

    D. Appunto, Minetti?
    R. Innanzitutto è laureata, ci sono tanti dentisti che sono diventati parlamentari. Il problema è che c’è una forma di pregiudizio su queste donne che non viene mai applicata ai maschi che spesso hanno meno credenziali di loro. Chi sono questi signori che stanno in Parlamento: sono tutti laureati, bravissimi, preparati? Io li conosco e molti sono mediocri. Ma c’è una doppia moralità. E alla fine paghiamo sempre noi, perché siamo l’anello debole.
    D. Ancora moneta di scambio.
    R. Ora siamo usate dalla sinistra, quando non serviremo più ci butteranno via e chissenefrega. Ma quale dignità vogliono difendere? Non lottano certo per i diritti delle donne. Quello che fa il premier la sera a casa sua sono cavoli suoi. Guarda cos’hanno fatto al povero Piero Marrazzo. E poi la sinistra, non era quella dell’amore libero, della difesa degli omosessuali e delle prostitute che in America addirittura chiamano le lavoratrici del sesso per essere politicamente corretti?
    D. Eppure proprio dagli Stati Uniti ci arrivano le critiche peggiori per questo sexgate. Forse la loro idea della politica è più retta?
    R. Bill Clinton non era più retto. Con i suoi giochi con il sigaro e la stagista nella stanza ovale non era più chic.

    D. Clinton si presentò davanti a un grand jury.
    R. Sì, gli hanno fatto l’impeachment, ma poi hanno perso e lui è rimasto al suo posto, perché c’è un limite a tutto. Qui mai, sono 17 anni che provano a buttarlo giù con qualsiasi mezzo. Ma è normale? E Berlusconi pensa di essere talmente in diritto di fare quello che vuole che se ne è fregato di stare più attento, almeno non è ipocrita.
    D. Se fosse dimostrato che a quei festini c’erano anche minorenni, le cose cambierebbero?
    R. Adesso attacchiamoci al fatto che a Ruby mancava qualche mese per compiere 18 anni. Non aveva mica 13 anni come quella che ha stuprato Roman Polanski, che tutte hanno difeso.
    D. È un’icona di sinistra.
    R. Per questo non sono più di sinistra da tanti anni, perché mi sono accorta molto tempo fa di questa ipocrisia. Anche Woody Allen, è normale che si sia messo con la figlia adottiva della moglie? D’altra parte in Italia abbiamo un uomo che ogni domenica dal giornale a Repubblica pontifica su tutto, Eugenio Scalfari, che ha vissuto per 40 anni da bigamo aperto, stava una settimana con una e una settimana con l’altra. Ed era tutto normale.

    D. Una degenerazione legata al fatto che con il Vaticano in casa dobbiamo avere una morale?
    R. No, non ce l’abbiamo mai avuta. Di volta in volta a seconda dei nostri bisogni del momento tiriamo fuori quello che ci fa più comodo, ma siamo sempre stati dei consumati porci. C’è, sì, un po’ più di ipocrisia per via del Vaticano, ma siamo e restiamo un paese anomalo.
    Cerchiamo di renderci conto di quali sono le cose in gioco.
    D. Quali sono?
    R. In gioco non c’è la dignità della donna ma la dignità del modo di fare politica. Ci sono le elezioni. Io non condivido per niente la vita privata di Berlusconi, vivo in un’altra maniera, ma a me non mi cambia niente. Il problema è invece se vincono i magistrati, perché vivrei in un paese dove ti possono perseguitare solo perché non piaci. Il vero male dell’Italia non sono le serate a casa di Berlusconi ma una magistratura impazzita.

    ANTONIETTA DEMURTAS PER “LETTERA 43″

  6. Non capisco cosa voglia dimostrare l’Anselma con questa “raffinata” analisi.Che tutti gli uomini sono uguali?Anzi che gli uomini di potere sono piu’ uguali degli altri?Ma va’….quindi finiamola con questi falsi moralismi da oratorio,lei ha inventato il femminismo americano ne saprà sicuramente piu’ di noi .Poi se l’ha fatto Woody Allen e Roman Polanski ….

  7. Da oggi in poi farò il berlusconiano. Mi adatterò alla maggioranza del popolo che tanto ama il nostro “grandissimo” Presidente del Consiglio.

    Sono d’accordo con Anselma dell’Olio. B. fa come hanno fatto tanti altri Presidenti in tutto il mondo. E poi uno che è vicino alla morte ha il diritto di divertirsi. Fa bene. La colpa è delle donne che si offrono. Perchè le donne dovrebbero scendere in piazza. Se una donna vuole fare la mignotta è libera di farlo. Sono scelte personali. La minetti è laureata , ha studiato tanto e per me è una bravissima ragazza che ha presentato tante sue amiche al nostro Premier perchè sono ragazze di valore. Tante sono laureate e poi ha fatto del bene a quelle povere ragazze straniere che fuggono dalla povertà. Come al solito i giudici si sinistra ci riprovano. E’ un fatto gravissimo , qui si vuole sovvertire il voto popolare. La sinistra vuole affossare B. per via giudiziaria perchè non ce la fa con i voti. Siete solo gelosi perchè lui è ricco e voi comunisti siete dei morti di fame.
    “Prediente sono con te , menomale che Silvio c’è………” :)

  8. (Adnkronos) – “Diciamo le cose come stanno: se le donne di sinistra -sottolinea Iva Zanicchi- vogliono scendere in piazza a
    manifestare contro Berlusconi questo mi puo’ anche star bene perche’ ognuno e’ libero di manifestare come meglio crede, ma non mi vengano a parlare di morale e che lo fanno per salvaguardare le giovani donne”.

    Entrando poi nel merito delle polemiche legate alle frequentazioni del premier con giovani donne, avendo calcato per oltre 50 anni il mondo dello spettacolo “questa esposizione di giovani donne che di quel mondo in qualche maniera ne fanno parte, mi infastidisce anche se -ricorda- e’ inutile far finta di avere le fette di prosciutto sugli occhi: queste cose sono sempre accadute”.

    “Ovviamente -sottolinea Zanicchi- non posso fare nomi ma giovani ragazze che volevano prendere delle scorciatoie per far carriera, per arrivare al successo, ci sono sempre state anche in passato anche se,
    a dire il vero, non e’ che poi siano finite benissimo. I nodi vengono sempre al pettine e quanto hai fatto ti lascia l’amaro in bocca”.

  9. Roma, 9 feb. (Adnkronos) – Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, si attende “l’immediato intervento del Csm sulla
    divulgazione delle notizie raccolte nelle indagini della Procura della
    Repubblica di Napoli. Notizie, scrive in una nota, “che vengono fuori
    da intercettazioni su soggetti che non risultano indagati; notizie che
    infangano persone che non hanno neanche partecipato alle conversazioni intercettate, a cominciare dal presidente del Consiglio, senza possibilita’ di contraddittorio”.

    Mantovano interviene nella vicenda ricordando che, “da una
    settimana il consigliere laico del Csm Brigandi’ ha sospeso la propria
    attivita’ nel Consiglio, in quanto accusato di aver divulgato il
    contenuto di un fascicolo disciplinare risalente a 30 anni fa, in
    attesa che l’autorita’ giudiziaria accerti se l’accusa e’ fondata: e’
    da immaginare che tale sospensione sia stata, se non richiesta,
    accettata dal vicepresidente Vietti”.

  10. (ITALPRESS) – “Mi sono chiesto se esiste un pezzettino d’Italia indisponibile a darla vinta ai puritani del PalaSharp… Avevo immaginato di riunire un po’ di berlusconiani di buona volonta’ in un teatro milanese”. Lo afferma il direttore del Foglio Giuliano Ferrara, in un’intervista al Corriere della Sera in merito alla manifestazione annunciata per sabato a Milano al teatro “Dal Verme”.
    Ferrara annuncia una “scenografia strepitosa: ci saranno tre fili
    tesi, di quelli su cui di solito si stende il bucato. Ma, appese,
    ci saranno solo centocinquanta mutande diverse e colorate, perche’
    lo slogan della manifestazione e': siamo in mutande, ma vivi”.
    “Siamo convinti che il partito dei pm, di coloro che spiano dal
    buco della serratura, delle pornogallery, delle intercettazioni
    selvagge, dello squallido spionaggio ad personam – prosegue -, il
    partito di questi talebani virtuosi ‘is unfit to lead’, sia inadatto a governare l’Italia, esattamente come scrisse l’Economist di Berlusconi”.

  11. La Zanicchi ha ragione. Facciamo i moralisti con il nostro Presidente del Consiglio quando poi le statistiche ci dicono che ci sono 9 milioni di uomini che frequentano le prostitute. Certo che la sinistra si attacca proprio a tutto per buttarlo giù. E poi è tutto da dimostrate che B. avesse rapporti sessuali con minorenni. Anzi sono fermamente convinto che il nostro Premier invitasse tutte quelle ragazze perchè vuole selezionare una nuova classe dirigente fatta di tante giovani ragazze preparate e anche belle. Prima le donne si lamentano che hanno poco potere , poi quando qualcuno cerca di dargli questo potere gli si scagliano contro. Tutte donne di sinistra.

  12. Cara Signora Zanicchi a mio modo di vedere la cosa non è una questione di morale e non è nemmeno il fatto che il signor B si comporti come altri 9 milioni di italiani. Il fatto è che il Signor B non è un italiano qualsiasi. La carica che ricopra dovrebbe imporre un’etica che lo ponga come esempio cui fare riferimento per la costruzione di una società migliore. La stessa etica che dovrebbe evitare anche il solo sospetto che non sia persona degna di rappresentare nel mondo la nazione intera, che impedisca di pensare di essere rappresentati da un libertino che si diverte a fare bu bu alla Merkel o le corna a qualche foto pubblica. L’ultima frase del commento di Francesco descrive fin troppo bene il modello di Italia incarnato dal signor B. Il tragico è che la gente o non se ne accorge o, peggio, condivide il modello proposto. Gridate pure a squarciagola che sono un illuso moralista bacchettone ma questo mondo non mi piece e preferisco vivere nel mio limbo di emerito nessuno.

  13. @ Barba
    Si , cosa vuoi che vengano i froci al governo. Marazzo allora , che esempio di moralità ha dato. La morale ad personam. Altro che le leggi ad personam.

    “Menomale che Silvio c’è” :)

  14. Scusate, ma questo non era un post sulle ribellioni del deserto?
    no, per dire, di solito il padrone di casa si infastidisce se si chatta sul suo blog
    (gnè gnè gnè) :D
    comunque secondo me il cocktail che ha scaturito questo soffiare ventoso di ribellione contiene diversi ingredienti, in ordine sparso:
    1. Internet che ha reso tutto più vicino e fruibile, ma soprattutto 2. l’aumento dei prezzi del petrolio che ha provocato 3. l’aumento di tutti i beni, specie i generi di prima necessità.

  15. Il vento del deserto si fermerà ad Arcore. Silvio lo fermerà. E’ invincibile. :)
    Questi rivoluzionari arabi sono solo dei terroristi. Mubarak è stato un grande Presidente che ha frenato l’avanzato dei mussulmani nel mondo. Dopo di lui ci sarà il caos propio cioè che potrebbe avvenire se B. dovrebbe perdere la Presidenza del Consiglio.
    Ma vi immaginate l’Italia in mano ai comunisti : questi ci riempiono di tasse.
    Su dai vogliono introdurre la patrimoniale. :(

  16. Replico e poi mi taccio. @Franz, io non ho parlato di froci molti dei quali, tra l’altro, danno dei numero a molti “normali” in fatto di intelligenza e capacità. Per inciso la persona che citi ha avuto il buon gusto di dimettersi a differenza di qualcun altro. E qui, senza più entrare nel merito dei tuoi commenti, chiudo.

  17. Roberto è tutta colpa tua!!!!Inizi a parlare del B. e non la finisci piu’! Un miliardo di post e ancora ne avremmo da dire…..
    E’ solo fumus persecutorio!

  18. No, la “donna tangente” non è frutto del berlusconismo; basta leggere Hollywood Babilonia per capire chi erano coloro che adesso condannano.
    Mi trovo d’accordo su tante cose con Anselma Dell’Olio – che peraltro mi è sempre piaciuta per le sue analisi lucide e spregiudicate, per l’appunto non ipocrite -soprattutto laddove parla di ipocrisia, e di donne (anche) politicamente strumentalizzate. Chiaro che manca totalmente una rivalutazione della donna, ma ringrazio qualora certi schematismi moralistici e bigotti cedano il passo a una riflessione più ampia e soprattutto non strumentale, non ipocrita, di un perbenismo retrogrado e ancorato a pavidi regolamenti piuttosto che a scelte libere e consapevoli.

    Dunque non è una nuova rivoluzione sessuale, certo che no, anzi, forse il movimento femminile, il ruolo della donna, con la Dell’Olio sta sussurrando qualcosa di nuovo, e cioè: non rivoluzione, ma consapevolezza e SCELTA. E non ‘soltanto’ come donne, ma proprio come individui, in quanto si vorrebbe procedere sulla vecchia via di uniformare quelle che, è evidente, divengono sempre più risposte private e personali, rispondenti solo e unicamente al proprio livello di coscienza: impossibile legiferare su questo, bisogna capirlo una volta per tutte. Fa parte della sfera dei diritti… oltre che delle responsabilità.

    Invece il problema si crea quando non è possibile scegliere, con vaglio riflessivo necessitante di capacità intellettive, perchè un governo pretende addirittura di ‘legalizzare’, oltre che di uniformare, anche qui, quanto è di più svilente per l’essere umano: la compravendita a scapito della dignità. La dignità della politica comincia dal rispetto e dalla dignità delle persone, senza le quali si giustifica il criterio evoluzionistico darwiniano, propugnabile come espressione di discendenza, visto che, in tal caso, abbiamo ragione di ritenere che il peggiore non rappresenta uno scadimento del migliore, ma, addirittura che il migliore proviene, trae origine, dal peggiore.

    Inutile proseguire a parlar di corruzione e quant’altro perchè, per l’appunto, è un fattore universale. Certo in questo casino, prima di pensare ai gay c’è da considerare altri ruoli invertiti: un presidente del consiglio versione regina semiramide, e qualità femminili… divenute maschili.
    Al riguardo, andare a riscoprire il ruolo della… Donna. Con la maisucola.

    @ Barba: Francesco era ovviamente ironico.

    Il post.. l’ho dimenticato, ma Rania… no. Magari ce ne fossero di Donne come lei.

  19. # Silvi. Vero, Roberto ha provocato e merita una bacchettata. Ma Francesco naturalmente è felicissimo di stare nel suo brodo: l’ironia è talmente maldestra che non maschera il reale, insistito interesse per quella che ormai è diventata una fissa.

    # Sissi. A te piace Rania perchè non vivi in Giordania. Ai giordani non piace e hanno ragione loro visto che la conoscono.

  20. Chi era il giornalista di Lotta Continua che, nel 1981, baciò Ilda Boccassini? “E’ un collega che oggi è nel giornale di Confindustria”: a dirlo è Alessandro Sallusti, il direttore de Il Giornale, che oggi è stato ospite del programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’. Sallusti, che sulla vicenda di quel bacio fece un titolo del suo quotidiano, ha spiegato: “tutti quelli che iniziano nel Manifesto poi finiscono nei giornali dei padroni”. Quel cronista che ora lavora al Sole24Ore potrebbe essere il direttore Gianni Riotta? “No, non è Riotta”, ha concluso.

    • Forse si sta parlando di Mario Deaglio.Da ragazza leggevo Lotta Continua e non vedo cosa ci possa essere di strano.D’altronde molti giornalisti ex Lotta continua, hanno proseguito la loro carriera in giornali di diverse estrazioni ,sia culturali che politiche.

      • Intanto si chiama Enrico. E’ mio amico. Abbiamo fatto anche un viaggio insieme in auto di recente, dopo i funerali di Baldoni. No, non è lui. Ex direttore di “Diario” adesso praticamente vive negli Stati Uniti, a San Francisco. Dunque non lavora al “Sole”.

  21. “Nel mondo dell’informazione oggi essere rivoluzionari vuol dire stare dalla parte di Berlusconi”.

  22. Seguendo il ragionamento di Sallusti ci dobbiamo aspettare che la Boccassini un giorno finisca in un festino di Silvio :lol:
    Diventerebbe sicuramente Procuratore generale della Repubblica.

  23. a parte che lo è quasi (è procuratore aggiunto, come dire che è la vice a milano) …poi la battuta è fin troppo facile: non ha più l’età… forse una volta, tanti anni fa…

  24. La prego Signor B. si dimetta! Qui sta diventando una Italia di paranoici. La troverebbero pure nel “caffè della Peppina”. La prego, non se ne può più, finisca i suoi giorni altrove, per buona pace di tutti, che l’ è andà di matt el blog!

  25. Walter, grazie.
    Sai che ho molti blog “tematici”. Adesso ne dedico uno specifico a B. così ci si sfoga lì. Posso aprire qualsiasi post, dalla genesi alle partite della nazionale, che si finisce per parlare del siur Silvio. Non ne posso più. Ma nella vita ci saranno altri interessi o no?

  26. Si vero.Mario Deaglio è suo fratello un economista.Pero’ in anni diversi da quelli citati mi pare che pure Enrico sia stato alla guida del Sole.

  27. Effettivamente si fa vedere e sentire ovunque essendo primo ministro.Poi a lui piacciono le barzellette ,l’ultima sui danni da chiedere allo stato mi sembra bellissima.

  28. mi pare che pino aveva suggerito di passare oltre… eppure ci sono altri post nuovi, uno serissimo e uno divertente… basta scegliere… sennò diventa davvero una mania

    (infatti zannino è sparito)

  29. giuro che non diro’ piu’ nulla che riguardi il b.
    non sono riuscita a resistere sulla dolce ossessione ma sara’ l’ultima volta
    parola di lupetto

  30. (…) Io vi invito a cadere meno di naso nel goloso peep show politico allestito dal governo e a proporre agli uomini che conoscete e che frequentate non di «dimostrare amicizia verso le donne», ma un barlume di capacità di autoanalisi e di autocritica. Quel che mi intristisce, mi inquieta e mi spaventa è che dietro il vostro invito a «risvegliarci» si nasconda una velata, forse inconscia, forma di razzismo intrisa di sessismo e di classismo: donne sacrificali (quelle che vanno a letto presto e si alzano presto) verso ragazze a ore (quelle che vanno a letto col capo), moralità verso apatia dei sentimenti, anime verso corpi. Noi, donne e uomini, siamo fatti di tutto questo. La contraddizione – o la complessità – è dentro di noi. Guai a chi ci divide, mettendoci gli uni contro gli altri e invitandoci alle crociate. Per chi, come me e come tanti, ha sempre diffidato della cosiddetta normalità, includere l’altro da sé, il diverso, è non solo doveroso, ma prudente.

    Maria Nadotti

    (dal Corriere Della Sera)

  31. (…) La donna invitata a indignarsi, contrapposta alla donna che tale indignazione con i suoi comportamenti dovrebbe suscitare, è dunque il vecchio angelo del focolare lievemente rammodernato. Acrobata del quotidiano e dei sentimenti, tutta lavoro, casa e cura, produzione e riproduzione, madre di famiglia/moglie/figlia di genitori da badare, è «sacrificalmente» presente sulla scena pubblica come tesserata di un qualsivoglia partito, sindacalista, imprenditrice, volontaria. Il tutto per rendere «più civile, più ricca e accogliente la società in cui vive». Società – forse alle firmatarie è sfuggito – già assai più ricca e variegata di quanto loro sembrino pensare, visto che la forma famiglia eterosessuale, nucleare e non patogena è in via di estinzione come il panda gigante e la foca monaca. E poi, via, dopo tanti decenni di riflessione politica femminista sulla funzione-cuscinetto del maternage femminile sulle crisi di sistema del capitalismo, come non ammettere che nel frattempo le donne possano avere sviluppato altre strategie, altri sogni, altre pratiche, semplicemente altri desideri e magari qualche astuzia in più? Le autrici dell’appello sostengono che le donne/vestali di cui sopra «hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’Unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica». Oltre alla famiglia, entra pertanto surrettiziamente in campo la figura della nazione/patria: centocinquanta anni di edificazione storica sulle cui alterne e non sempre democratiche vicende le scriventi sorvolano, glissando così anche sul ruolo non sempre specchiato e talora schiettamente complice e servile delle stesse donne.

    Maria Nadotti

    (Corriere)

  32. E comunque è il titolo giusto, non potrebbe essercene uno migliore:
    IL VENTO DEL DESERTO.

    E perchè mai, in questo deserto, scomodare più elevate considerazioni sulla Donna, “l’unico vaso nel quale noi moderni possiamo ancora raccogliere la nostra idealità”, secondo Goethe; mentre il Novalis vede nella realtà femminile “il presagio di un mondo a venire, che è assopito in lei e da lei dovrà svilupparsi”. Semplice, perchè dovremmo riconoscerci come inadeguate (ancora) per quella realtà futura compenetrata da Amore, dove si irradieranno le qualità morali, intellettuali ed estetiche nel cosmo, ossia: il bene, il vero, il bello.
    E la predisposizione per questa realizzazione è dell’elemento femminile, in quanto più predisposto ad afferrare le idee spirituali (spirituali, non ‘religiose’) stimolo per gli atti creativi. Ma più recentemente è Solovev che dà l’annuncio della nascita prossima dell’Eterno femminino, “ideale di perfezione, ma già qualcosa di effettivamente esistente”.

    O ricordare la supremazia del “femminile”, da Iside e Osiride che, nel mito egizio, rimandano alla coscienza e saggezza dell’antica Luna, che sperimentava se stessa come femminile; Cerere o Demetra, reggente delle più grandi meraviglie della natura, figura primordiale del pensare, sentire e volere, espressione dell’amore primordiale dell’umanità; Persefone o Proserpina, figlia di Demetra, rapita e condotta nell’Averno, nell’inconscio: nei Misteri di Demetra e Persefone, ossia nei Misteri eleusini, veniva risvegliato, con la possibilità della chiaroveggenza, l’Io superiore nel mondo spirituale. Con il ratto di Persefone, Demetra si ritrasse e divenne Ecate, tale che porta le forze dell’appassimento, dea sotterranea che regna sulle ombre e sui demoni malvagi, che evoca per spaventare gli uomini. Euridice, altra figura femminile, sposa e ispiratrice di Orfeo, che andò a prenderla nell’Ade dove gli fu consegnata a patto che non si volgesse indietro a guardarla, mentre lo seguiva, ma Orfeo si voltò, impaziente, ed Euridice scomparve. In queste menzioni si può riconoscere una discesa verso il basso, il passaggio dalle forze lunari, positive, benefiche, a quelle terrestri, distruttive, devastatrici, perverse; dopo la cosiddetta “cacciata” dalla Luna e la “caduta”, appunto, sulla Terra, dove il correttivo morale fu imposto da leggi e comandamenti, talvolta con intimidazioni.

    A questo proposito viene incontro anche l’osservazione di particolari strutture del corpo umano, e anche il linguaggio, che sono i tre organi centrali allineati verticalmente: laringe, cuore, utero. Esistono, partendo dal cuore, da un moto di sentimento, di amore, due correnti: una che procede diretta in basso, all’utero aperto verso la terra, mossa da amore sensuale; l’altra che procede diretta al laringe, aperto verso il cielo, verso l’alto, verso il cosmo, mossa da amore superiore, spirituale – idealmente per la riproduzione del suono, della parola, del canto – . Esiste anche un’altra parola – la sapienza del linguaggio va oltre quello che sappiamo e intendiamo – che indica sia la capacità creativa fisica, carnale, sia la creatività superiore, verbale: “concepire” con la corrente che va verso il basso, o con la corrente che va verso l’alto; o come il “conoscere”, che spesso precede il concepire: è il “conoscere” come risultato della direzione verso l’alto nel senso di “rendersi consapevole”, oppure il “conoscere” nel senso di “entrare in rapporto”, in questo caso inteso fisicamente, verso il basso, come nella allusione biblica relativa alla bella Abisag Sunamite che “dormiva col re David e lo serviva, ma il re non la conobbe”.

    Per concludere, un efficace contributo di prerogative umane esistenziali, vissute secondo la concezione “femminista”, è offerto dalla riproduzione cinematografica degli episodi del romanzo di Virginia Woold: l’Orlando. Morte, Amore, Poesia, Socialità, Guerra, Sesso, Nascita. “Il” o “la” protagonista è un soggetto “pseudoandrogino”. La descrizione inizia e termina con la meditazione della protagonista ai piedi di uno stupendo albero sacro, e con la sua bambina, la creatura fisica che agita un giocattolo che rappresenta un “angelo”. Ancora incertezze, nebulosità, ambiguità, contraddizioni, aspirazioni inespresse o soffocate, ma sicuri segni precursori…

    Ah che fatica! ma questo è il mio pezzo preferito di una grandissima Persona. Qui c’è da riflettere… e non solo per la donna. Non si può giudicare nessuno, naturalmente, ma mettersi in discussione, uomini compresi, sì.

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