La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

Sbattere contro il muro dei potenti

Qualche tempo fa, alla fine di giugno, mi colpì profondamente una lettera inviata a “Dagospia”. La ripresi, pubblicandola in uno dei tanti blog paralleli. E’ la storia (purtroppo sempre più ordinaria) di un’ingiustizia, la lettera disperata di un padre che cerca di avere giustizia ma sbatte contro il muro di gomma difensivo di chi conta. Decido di rilanciarla qui perchè è proprio un grande esempio di ciò che avviene in questo strameledetto mondo pieno di squali. Fabrizio, il padre, ha commentato quel post, così. E poi c’è la storia. Da genitore sono addolorato, da cittadino sono indignato, da giornalista sono incredulo davanti a tanto silenzio.

“Spesso ho l’impressione di essere un pesce rosso nell’ampolla, mi chiedo continuamente se quello che faccio ha un senso e regolarmente concludo che Flavio lo avrebbe fatto per me, che è giusto, dovuto, anche se doloroso e INUTILE.Quindi grazie, mi conforta che qualcuno mi ricordi ogni tanto che non sono io quello strano, che è proprio giusto che faccia tutto quello che posso”.

Cinque anni fa, il 23 giugno del 2005, una sera dopo il cinema, mentre sta tornando a casa sullo scooter, Flavio, mio figlio, 27 anni, trova la morte 
quando una Smart, guidata da un ragazzo che non ha ancora la patente, ma solo il foglio rosa, invade improvvisamente la sua corsia di marcia. Quel ragazzo oltre a non poter guidare in assoluto senza un adulto accanto (con lui c’è un amico minorenne), non potrebbe guidare comunque quella Smart affidata in comodato d’uso esclusivo al CONI e di cui dispone personalmente il Presidente Gianni Petrucci, suo padre. L’afflosciamento della gomma posteriore destra ha provocato uno scarto della Smart verso il lato destro della strada, ma Niccolò Petrucci anzichè lasciarla accostare nel lato dello sbandamento sterza violentemente a sinistra e invade trasversalmente la corsia opposta parandosi davanti allo scooter di Flavio e sfiorando la coda di altro motorino che lo precede.L’ipotesi è di omicidio colposo.  A settembre, dopo tre mesi, sono completate le tre perizie disposte dal pubblico ministero e sarebbero acquisiti tutti gli elementi probatori per sostenere l’accusa di omicidio colposo o rigettarla. Eppure passano più di due anni e continue proroghe richieste dai difensori di Niccolò Petrucci e accolte, per il differimento dei termini di conclusione degli accertamenti, prima che arrivi finalmente la decisione del rinvio a giudizio; l’udienza preliminare è fissata nel luglio 2008.  Il processo può iniziare, ma iniziano anche le tecniche dilatorie che mirano ad arrivare alla prescrizione. (…) Sono passati cinque anni dalla morte di Flavio, è un giudizio per omicidio colposo, non per un furto di mele, ma non è successo assolutamente nulla. Normale? giusto? comprensibile? No, certo che no, è ingiusto, una beffa amara e dolorosa. Nel frattempo ho partecipato a tutte le indecorose tappe di questo modo di fare giustizia che offende la giustizia. Tempi biblici, udienze iperaffollate in cui un giudice convoca testimoni, che aspettano inutilmente ore di essere ascoltati con la minaccia di un procedimento penale qualora non si presentino, sapendo che non sarà in grado di interrogarli perchè ha fissato nella stessa giornata decine di udienze, rituali e procedure formali il cui senso sfugge alla comune comprensione, espedienti e cavilli, bizzarri principi giuridici per i quali se la famiglia ha ottenuto il risarcimento del danno dalla compagnia d’assicurazione dell’auto concessa in comodato d’uso al CONI, un indennizzo economico (peraltro come avrebbe voluto Flavio devoluto in beneficenza), non ha diritto per questo ad essere parte attiva nel processo penale, come se l’indennizzo annullasse la possibilità di partecipare all’accertamento del reato.  Potrei continuare all’infinito, citando le terribili, lancinanti, amarezze che affronta chi aspetta di veder fatta giustizia. Me le sono caricate tutte e non ho mancato un’udienza; è un terribile dolore sentir parlare della sua morte, ma Flavio è parte vitale di me stesso e potrei essere assente da qualcosa che mi coinvolge in modo totale? (…) Sono addolorato, sconfitto, incazzato, travolto dalla rabbia, ancora incredulo della realtà della perdita di Flavio… si capisce perchè non riesco a vedere il Presidente del CONI in qualsiasi occasione mediatica senza sentire il cuore che monta impazzito? Fabrizio Brunetti 

Il testo completo della lettera

Girando per la Rete, ho trovato diversi riferimenti alla vicenda. Qualche blog ne ha parlato e se ne è discusso in un forum. C’è stata anche un’interrogazione al Senato. Ma nulla ancora praticamente si è mosso.

Poco fa, è venuto a “trovarci” Fabrizio Brunetti. Con lui in testa si può continuare la battaglia. E noi tutti dietro di lui.

“Grazie, grazie a tutti voi che mi, ci, fanno sentire meno soli, meno alieni, meno muti,.Grazie, tanto continueremo a stare dalla parte di Flavio, che si ottenga un risultato o no, perchè è giusto così e, voi non potete saperlo certo ma fidatemi del mio cuore e della mia obiettività, Flavio è una persona umanamente eccezionale, l’ho sempre definito “il garbo dell’anima”. Lo avreste amato come lo abbiamo noi, in tanti. Comunque NO, NON MI ARRENDO, indipendentemente dall’esito, tranquilli non ci arrendiamo, perchè è giusto e perchè nel dolore ci fa stare meglio, ci fa gonfiare il cuore per essere dalla parte giusta, dalla parte di Flavio. Grazie, grazie, grazie”.

Filed under: malagiustizia, storie

73 Responses

  1. maria scrive:

    complimenti, hai coraggio

  2. roberto scrive:

    certo con i giornali strapieni di (posso?) stronzate, con tutto lo spazio dato a escort e case in affitto, a sindaci che vietano il calciobalilla, a meroloni riapparsi in tv…certo non c’è spazio per il dolore di un padre, per la sua battaglia di civiltà… andiamo sempre peggio

  3. ALESSIA scrive:

    Signor Fabrizio le sono accanto…non molli pero’ la prego,solo con la caparbieta’ riuscira’ ad ottenere un po’ di giustizia che suo figlio merita…coraggio!

  4. pinoscaccia scrive:

    Alessia, ti ringrazio da parte sua. Fabrizio ha bisogno di sentire solidarietà. Non possiamo fare altro, del resto.

  5. margherita scrive:

    La faccia tosta dei cosiddetti potenti è veramente schifosa e la giustizia italiana non è da meno, Lei però, Signor Brunetti, non si arrenda; la goccia scava la roccia e alla fine lei e Flavio avrete la Giustizia che meritate.

  6. margherita scrive:

    Tutto va al contrario, oserei dire……….oltre il danno anche la beffa! Hai ragione Pino , c’ è bisogno di rumore, x rivendicare un diritto sacrosanto……… fare giustizia!!!

  7. leonardo scrive:

    la tecnologia ingabbia la spontaneità di un semplice gesto d’amore…

  8. anna scrive:

    Fabrizio, non sei solo. Condividiamo e facciamo uscire questa notizia il più possibile. Giustizia giusta per un ragazzo a cui gli è stata strappata la vita. Grazie Pino, di cuore.

  9. Gilberto scrive:

    Caro Fabrizio, non esistono parole che possano colmare il Suo dolore e dei suoi famigliari… ma vi sono vicino .. mi dispiace davvero tantissimo… ma voglio dirLe che ho avuto l’onore di conoscere Liliana e Giorgio Alpi, i genitori di Ilaria, inviata del Tg3, assassinata a Mogadiscio insieme a Miran Hrovatin il 20 marzo 1994.
    Giorgio ci ha lasciato a luglio di quest’anno e diceva sempre questo:che giustizia e verità sono un diritto per chi è stato colpito e un dovere per chi ha responsabilità pubbliche.
    In questi lunghi anni non hai mai perso la volontà di combattere per aver giustizia.

    Non sarà mai “solo” perché in questo paese c’è gente che ancora crede e lotta per avere rispetto, dignità e giustizia.
    Io racconterò la sua storia, la storia di Flavio e, se ne avrò occasione, urlerò con tutta la rabbia che ho in corpo contro il presidente Petruci.
    Un abbraccio
    Gilberto G.

  10. Sissi scrive:

    Naturalmente vicina con tutto il cuore e i miei pensieri pieni di vera Compassione al Sig. Fabrizio.
    Ma non mi sento di esprimere ‘giudizi’ perchè io tendo ad altre considerazioni da quelle che leggo e che solitamente sono le più diffuse.
    Solo un pensiero di vero cuore e di rispetto per il Dolore.

  11. giovanni scrive:

    Caro signor Fabrizio lei ha tutta la mia solidartà.

  12. Rita scrive:

    Signor Brunetti per favore non si arrenda. Spero che l’assurdità della vicenda e la rabbia (comprensibilissima) che prova le diano la forza di andare avanti e fare più rumore è possibile su questa incredibile ingiustizia. Per suo figlio, certo, ma anche per la legalità in questo paese. Questa gente deve capire che essere rappresentanti di una qualsiasi autorità non equivale all’impunità, soprattutto quando ci sono di mezzo delle vite umane. Un rappresentante dell’autorità dovrebbe educare i suoi figli al rispetto dei valori di cui si fa portavoce. Un rappresentante dell’autorità non dovrebbe ostacolare ma anzi dovrebbe favorire il naturale corso della giustizia. E la giustizia non dovrebbe tener conto del cognome dell’imputato, di fronte alla legge siamo tutti uguali.
    Buona fortuna

  13. Sissi scrive:

    Cioè, a scanso di eventuali equivoci che su un blog sono facilissimi, la mia solidarietà al Sig. Fabrizio è totale, al 1000 x 1000.

  14. Paola scrive:

    Le sono vicina. Ho letto e rimango interdetta.

  15. silvi scrive:

    Non posso far altro che aggiungere la mia solidarieta’ al Sig.Fabrizio Brunetti. Mai si potra’ colmare il vuoto che la perdita di un figlio lascia,pero’ ancor piu’ lacera l’ingiustizia che questa maledetta storia presenta.
    Mi sento vicina a Lei.

  16. Stefano scrive:

    Caro Fabrizio,
    sono padre di due figli ed ogni volta che sento storie di questo genere rimango sempre sconvolto da queste ormai consuete ingiustizie tipiche del nostro bel paese.
    La cosa che posso fare è di darle tutta la mia solidarietà ed affetto e cercare di diffondere i fatti tentando di non far cadere nel vuoto la sua voce e soprattutto non far prevalere l’indifferenza che ritengo al pari di un crimine…
    Grazie a Pino per dare voce a queste ingiustizie.
    Un caro abbraccio
    Stefano Vitali

  17. Anna scrive:

    Caro Fabrizio, la tua rabbia è la mia e la giustifico. Questa lettera-denuncia deve fare il giro del mondo: affinché anche gli “sconosciuti” come noi ottengano una Giustizia con la G maiuscola come le famiglie dei vip. Tutta la mia solidarietà!

  18. GINO47 scrive:

    Il Ministro della Giustizia, se viene a conoscenza della questione, dovrebbe inviare gli ispettori. Tale azione non sarebbe ledere “l’autonomia” della Magistratura, garantita dalla costituzione, ma una verifica sulla sua speditezza, efficacia ed efficienza, intervenendo con delle norme correttive – chiaramente da approvorarsi nel luogo a ciò deputato – che gioverebbero non solo a questo ma anche ad altri casi lumaca. Gli avvocati delle controparti fanno il loro mestiere, ma di fronte a questi casi un po’ di umanità sostenuta da meno dilazionamenti non guasterebbe!!!

  19. Loredana scrive:

    Cent’anni d’ingiustizia non fanno un minuto di giustizia….credo di capire benissimo lo stato d´animo del signor Brunetti,veder chi continua a vivere la propria vita indifferente al dolor altrui ,veder sguardi privi di rimorso non sentir voce che chiede perdono….é Straziante!
    Fabrizio non demorda (anche se a volte si sente stanco) come lei dice: I figli sono il nostro scopo di vita ,parte di noi e Lei ha ragione non si puó dimenticare!
    L´abbraccio caramente

  20. rilancio la lettera su facebook, facciamo rumore.
    ciao fabrizio.

  21. ciro scrive:

    però, permettimi, “l’estratto” di Fb, quelle tre righe che il social prende in automatico dal link, non rispecchiano – così come la foto – il pezzo. Forse per questo la gente pensa ad una cavolata su Blackberry o iPhone e invece è …ben altro…

  22. sabrina scrive:

    Mah…oltre al dolore della perdita di un figlio si deve combattere anche contro i mulini a vento.

  23. anna scrive:

    su fb c’è il tam tam… speriamo che arrivino anche i commenti sul blog

  24. pinoscaccia scrive:

    Rispondo a proposito di Facebook.

    Scusa Ciro, ma la gente ormai dovrebbe anche essere “tecnicamente” matura. Non sono …quelle tre righe: c’è tutto. Si tratta di un link. Basta cliccare e c’è tutto l’articolo. Ma so benissimo che spesso neppure si apre. Il tam tam su fb, cara Anna, è importante perchè diffonde la notizia ma a mio avviso resta fine a se stesso. Nel senso che sparisce ben presto nel mare magnum. Su un blog invece resta e se n’è può discutere, portare avanti finchè ce n’è bisogno.

    E poi, giusto per chiarire, fb è destinato solo a chi sta su fb (perchè poi lo metto sulla pagina pubblica, altrimenti sarebbe letto solo dagli amici). Un post sul blog finisce in Rete, lo possono leggere tutti, lo ritrovi nella ricerca Google. Magari lo possono leggere anche i giudici o addirittura anche i pezzi grossi del Coni…

    Insomma, Facebook è una piazza grande, enorme, spropositata, efficacissima sul piano (ripeto) del passaparola, ma non è tutta la Rete. Spesso sembra che il mondo del web sia tutto qui. Facebook è un urlo, potente ma appena finisce l’urlo non resta niente.

  25. michela scrive:

    Sono molto solidale con te caro Fabrizio e sappi che avrai il mio incontrastato sostegno.Come ho già scritto su fb,la vera giustizia sarebbe stata che quell’altro padre ,il sig.Petrucci addirittura con carica pseudo istituzionale, avesse insegnato al figlio a prendersi le proprie responsabilità,autodenunciandosi, in quanto persona che aveva commesso il gravissimo reato contravvenendo a qualsiasi normativa….Ma purtroppo ahimè l’ attuale insegnamento di molti genitori ai propri figli è l’impunità sempre e comunque dove i no non vengono trasmessi in quanto mai accettati ….La cosa grave è che la giustizia invece di fare il proprio corso, diventa complice della ineducazione dei genitori nei confronti dei propri figli e della disobbedienza di quest’ultimi…I miei genitori sono stati piuttosto severi e li ringrazio per questo perchè qualche valore me lo hanno insegnato…Ma noto con mio grande rammarico che ora veramente non ha più valore nulla….nemmeno la vita… cosa che non ha compreso chi ha distrutto quella di tuo figlio.
    Sono con te!!!!!
    Un abbraccio Michela

  26. Massimo R. scrive:

    Viene da dire che l’Italia è questa, che non cambierà niente, ma sono convinto e sento intorno a me una molla che si carica. Queste cose, questo stato di cose lo si sopporta sempre meno, e sta diventando come il caldo di agosto, che si aspetta il temporale per stare meglio ma non porta fresco, spesso porta tempesta e rivoluzione. Viene da pensare chi lo consigli a Petrucci, viene da pensare a chi amministra l’ingiustizia in Italia. Giudici, cancellieri, carta da fotocopie, manca tutto. Kafka si farebbe una risata, o un pianto non so. Pare – a vederlo da fuori – che sia tutto organizzato per creare il caos, e non solo in tribunale: provate a infilarvi in un pronto soccorso qualunque in un giorno qualunque. Sedetevi e guardatevi intorno. Vedrete un girone dantesco in cui un solo dottore deve fare aspettare per ore anche i pazienti con coliche o fratture perché manca il personale. il primo giudice è l’infermiere che ti appioppa il codice rosso giallo verde o bianco. rosso sei già morto o poco manca, verde puoi morire in sala d’attesa. Controllabile: “mamma operata di peritonite perché operata d’urgenza …un giorno dopo”. Monselice, luglio 2010 e non Afghanistan o Haiti. Ovvio che il personale costa, ovvio che si risparmia ad averne meno, meno vigili, meno giudici, meno infermieri …per poi toccare con mano le piaghe d’Egitto. Anni per avere giustizia, giorni per avere le cure, cosa conta la mia solidarietà a questo genitore? Meno di niente, ma la do’ tutta. Perché non possiamo diventare un paese normale? cosa abbiamo fatto per meritarcelo?

  27. JO scrive:

    Questa storia ha l’amaro sapore dell’abuso di potere….conosco il problema….pratica dormiente, tempo che passa e prescrizione che arriva….risultato, tutto nel dimenticatoio…che incazzo che mi sale dallo stomaco…

  28. pinoscaccia scrive:

    Guai a smettere d’incazzarsi.

  29. Sissi scrive:

    Sì, questo sicuramente!
    Condivido IN PIENO Michela e Massimo R.

    (mi riferisco all’indignazione. Ha a che fare con la dignità…)

  30. JO scrive:

    Peccato che il padre abbia atteso tanti anni prima di comprendere che la Giustizia per suo figlio non c’era…cosa possiamo fare oggi?…mi prendo il testo, creo una nota e comincio a diffonderla su fb…..se la pratica non è stata prescritta, qualcosa si può ancora fare…Fabrizio è su fb? Ha un legale di fiducia? Dispone di tutti gli atti sino alla data di oggi? E’ possibile contattarlo?

    • pinoscaccia scrive:

      Evidentemente finora ha creduto nel corso della giustizia, sia pur lenta. Non sta su Facebook, appunto chiedo di intervenire qui. Lo sto cercando, ma non riesco ancora a contattarlo. Spero che si rifaccia vivo lui, come una volta.

  31. JO scrive:

    Non arrenderti Fabrizio e fatti sentire….per fare rumore è indispensabile la tua presenza….o tutto cadrà nuovamente nel silenzio
    Raccogli le forze e quel sano incazzo che servirà per far emergere la vicenda….tentar non nuoce mai…fallo per tuo figlio e per te.

  32. gabriella scrive:

    CARO FABRIZIO,
    NON POTRO’ MAI COMPRENDERE IL SUO DOLORE E DI SUA MOGLIE MA VOGLIO ESPRIMERLE LA MIA VICINANZA IN QUESTA TERRIBILE VICENDA.
    UN REATO COSì GRAVE CHE RESTA IMPUNITO,CHE VA IN PRESCRIZIONE PER DECORRENZA DEI TERMINI SONO LE ARMI CHE UCCIDONO ANCORA E NON SOLO FLAVIO…TUTTI NOI GENTE CIVILE CHE CONDUCE UNA VITA ONESTA,CHE CREDE NEI VALORI DELLA VITA,CHE PER PAGARE GLI AVVOCATI DEVE RICORRERE A PRESTITI ED ESPEDIENTI VARI.
    POSSO SOLTANTO UNIRMI A LEI IN QUESTA INDIGNAZIONE ,AL SENSO DI IMPOTENZA PER UNA GIUSTIZIA CHE NON ESISTE .
    UN GIUDICE IN TRIBUNALE IN UDIENZA HA SORRISO QUANDO HO CHIESTO CHE VENISSE FUORI LA VERITà…SIGNORA MI HA RISPOSTO…LA VERITà è SOLO PROCEDURALE,IN GIURISPRUDENZA NON ESISTE UNA VERITà OGGETTIVA,SONO LE CARTE A PARLARE.SONO TORNATA A CASA CON UNO SCONFORTO TOTALE,PARALIZZANTE…SONO 5 ANNI CHE COMBATTO IN TRIBUNALE PER UN PROCEDIMENTO BANALE CHE è LA MODIFICA ALLA SEPARAZIONE.iNTANTO I MIEI FIGLI LI STANNO AMMAZZANDO LORO CON LA NONCURANZA.
    NON SI ARRENDA! CONTINUI A LOTTARE!!!FORZA E CORAGGIO!!!

  33. bruna salsedo scrive:

    E’ una profonda amarezza pensare che forse non varranno l’indignazione di tutti i lettori, nè la perseveranza di Fabrizio Brunetti ad ottenere che la morte di Flavio sia riconosciuta come responsabilità personale e reale di uno che deve risponderne, qualsiasi cognome abbia.
    Se fosse stato un Rom, o un extracomunitario ad investirlo o più semplicemente un balordo almeno sarebbe seguito un probabile pronunciamento della sentenza sebbene nessuno oggi sia in grado di stabilire la correttezza della pena.
    Oggi muoiono in carcere i ladri di mele, mentre gli autori di misfatti di più grave entità circolano spesso pavoneggiandosi delle coperture dei potenti dell’ultima ora. E’ un paese triste quello che assiste a questo involversi della nostra civiltà. Credo che non possano bastare le parole eppure ad un padre non rimane altro che la solidarietà di persone ancora sensibili ai problemi degli altri. Un abbraccio con empatia.

  34. minù scrive:

    Ci vuole molto coraggio e tanta forza! La giustizia in Italia non esiste.

  35. fabrizio brunetti scrive:

    Grazie, grazie a tutti voi che mi, ci, fanno sentire meno soli, meno alieni, meno muti,.
    Grazie, tanto continueremo a stare dalla parte di Flavio, che si ottenga un risultato o no, perchè è giusto così e, voi non potete saperlo certo ma fidatemi del mio cuore e della mia obiettività, Flavio è una persona umanamente eccezionale, l’ho sempre definito “il garbo dell’anima”.
    Lo avreste amato come lo abbiamo noi, in tanti.
    Grazie

  36. fabrizio brunetti scrive:

    Comunque NO, NON MI ARRENDO, indipendentemente dall’esito, tranquilli non ci arrendiamo, perchè è giusto e perchè nel dolore ci fa stare meglio, ci fa gonfiare il cuore per essere dalla parte giusta, dalla parte di Flavio.
    Grazie, grazie, grazie

  37. pinoscaccia scrive:

    Fabrizio, ti sei fatto vivo! Ne sono felice, lo avevano chiesto in tanti, perchè solo dietro di te si può vincere la battaglia. Volevamo solo farti sapere che non siete soli. Flavio è un pò figlio di tutti noi. Noi siamo solo più fortunati.

    Forse non te ne sei reso conto, ma parli di lui al presente. E’ bellissimo, commovente. Un motivo in più per starvi vicino. E facci sapere quello che possiamo fare.

  38. enzo scrive:

    sbattere contro il muro dei potenti è concretamente possibile solo entrando dentro il sistema. allora e solo allora sarà possibile martellare con vigore…

  39. marina scrive:

    come sempre pubblico su addetti..facciamola girare!! grazie Pino

  40. abolizione tribunale minori scrive:

    Non esiste una vera giustizia in Italia, è una falsità la scritta: la legge è uguale per tutti …

  41. jo scrive:

    Queste situazioni si verificano ovunque…nel mondo…

  42. roberto scrive:

    specie a casa dei…padroni del mondo

  43. maria scrive:

    ma non è una consolazione, anzi…

  44. milena scrive:

    Io non credo che l’iter abbia subito un rallentamento “voluto”, solo perchè c’è di mezzo un pezzo grosso del Coni. Quando si tratta di persone travolte per la strada è sempre così. Ci si ostina a non voler parlare di omicio doloso, ma solo …di colposo, come se uno che si mette al volante senza patente, o drogato, od ubriaco debba perdere automaticamente il requisito di persona pensante e responsabile delle proprie azioni. Ci si ostina a dire che le leggi esistono ma, chissà come mai, i giudici le interpretano sempre in modo da arrivare al minimo previsto per il reato specifico. Ci sono ragazze squartate in mezzo alla strada con colpevoli che vengono lasciati liberi percheè manca l’elemento che inchioda. E là dove gli indizi sono soffocati da prove schiaccianti, beh, si può sempre assolvere lavandosene le mani, da novelli Ponzio Pilato. Intanto ci sarà l’appello e, se non basta, la Cassazione. A me che mi frega ! Ci penserà qualcun altro. Il nostro civile garantismo…. Ma il garantismo per le vittime dov’è? Chi aiuta bimbi violati, rovinati per sempre, con speranze di recupero pari a zero, donne massacrate e stuprate che mai più riusciranno a rapportarsi normalmente col sesso ? Le vittime, nel nostro apparato giudiziario che solo i saccentoni vantano, ma che l’uomo della strada aborre, vengono dimenticate. Non hanno diritti. Tutta la mia solidarietà a questo papà. Io non credo nella nostra giustizia e rabbrividisco quando sento persone colpite da drammi atroci dire il contrario.

  45. donatello scrive:

    ho appena letto..questa e’ l’italia..uno schifo

  46. jo scrive:

    Questo è il mondo, non credere che sia una condizione solo italiana, ovunque succede….Avere contenziosi con individui di oggettivo potere politico e sociale, cambia radicalmente le cose…Tutto il mondo è paese…

  47. mario scrive:

    vero: le caste non hanno nazionalità, sono universali

  48. stefano livoti scrive:

    Orwell non si smentisce mai: gli uomini (=animali) sono tutti uguali, ma alcuni tra essi sono più uguali degli altri

  49. JO scrive:

    Ciao Fabrizio, sono felice di leggerti e concordo con Pino…tu sei il faro e noi ti seguiamo a ruota…basta essere muti e invisibili, credo sia arrivato il momento di affrontare la faccenda con i denti di fuori…diffondiamo un comunicato, magari audio-visivo, chiedendo una giusta sentenza per la morte di tuo figlio…è un diritto riconosciuto dalla Costituzione Italiana…no alle ingiurie o alle offese, dati concreti e inoppugnabili…Devi darci la faccia Fabrizio e avrai giustizia…per Flavio e anche per tutti noi che ne vediamo e viviamo di tutti i colori…Dai Fabrizio, non sei solo…Pino in testa è una persona che fa ciò in cui crede, non regala niente, avvalersi del suo aiuto è un privilegio di pochi, oltre ad altri che sicuramente interverranno…Qualche articolo mirato e tanta diffusione…Un abbraccio a te e a tua moglie…

  50. pinoscaccia scrive:

    Hai visto che si è fatto vivo? Certamente il suo coraggio è da ammirare.

  51. Bruna Salsedo scrive:

    Ha ragione Pino. Bisogna farsi sentire, fare rumore, anche se il nostro pare ancora essere un sussurro. Perché alla fine quando saremo molte voci finalmente si potrà avere ascolto. Come successe per Stefano Cucchi che sarebbe stato immediatamente dimenticato se il suo caso non fosse stato preso in carico dalla “rete” con solidarietà tenace e ricerca della verità. Oggi abbiamo ancora questo piccolo spazio, ma ogni volta che abbiamo saputo usarlo la nostra voce si è fatta più forte fino a non essere più solo un rumore ma una chiara domanda alla quale si sono trovati a dovere rispondere.
    Forse per questo stanno studiando il modo di circoscrivere e limitare la sua portata ma se sapremo difendere il diritto e la libertà e non ci faremo sorprendere dal silenzio e dalla vigliaccheria la loro intenzione non avrà successo.
    Non possono esserci di meno uguali di fronte alla giustizia. Non si può infliggere ulteriore dolore a chi ne prova già tanto.

  52. Loredana scrive:

    Toccata da tante ingiustizie ma mai da una cosí grande come la vostra ….mi commuovo… No ! piango nel leggere la vostra risposta a tutti noi…vi ammiro per la forza e l´amore che vi riempie.
    Auguri

  53. JO scrive:

    Sì Pino , il coraggio è indispensabile….Bravo Fabrizio! Se la vita ti ha caricato di questo fardello, è perché sei in grado di sopportarlo…Chiedi aiuto e lo troverai, se ti metti in gioco per primo…fino in fondo…Se la tua legittima richiesta divenisse un esposto da consegnare a chi potrebbe essere interessato alla vicenda, sarebbe un bel passo avanti…in fondo si chiede il corso a procedere di una causa messa in disparte…è assolutamente lecito…e legale…La lungaggine burocratica è di per se da contestare in una causa penale con il morto…cinque anni sono infiniti per chi li vive, brancolando nel buio, senza comprendere la ragione di tanta, gratuita ingiustizia. E’ disumano imporre un’attesa snervante come questa, Signor Giudice, le chiedo di riprendere a mano la pratica senza ulteriori ritardi procedurali…grazie

  54. Mariadina scrive:

    Signor Fabrizio non ci sono molte parole per descrivere il suo dolore, la perdita di un nostro caro ci distrugge totalmente.Non abbandoni il suo coraggio e la sua forza. Tutti noi abbiamo bisogno di persone come lei, di persone degne di costruire un mondo migliore.Ha la mia più profonda stima e solidarietà.

  55. Lucia scrive:

    Caro Fabrizio,l’ammiro e non posso non condvidere il suo dolore!!Sono profondamente addolorata,tanto per la sua triste esperieza,tanto più per il decorso dei processi.Sono madre di 3 ragazzini e solo l’idea di poterli perdere in modo tanto doloroso,mifa star male!Ci sarebbe da impazzire..davvero non so che cosa poterle dire se nn che vi siamo vicini cercando di aiutarvi nel nostro piccolo!Di certo il suo ragazzo sarà molto orgoglioso di avere un papà così forte ,determinato e fiducioso nella giustizia!!

  56. Valeria scrive:

    Ha tutta la mia solidarietà sig. Fabrizio! Questo mondo d’ingiustizie che stiamo vivendo deve finire presto! Sentire storie come la sua mi fa indignare profondamente e mi rendo conto di quanto la misura sia colma su tutti i fronti! L’importante per ora è non mollare perchè è questo ciò che vogliono!

  57. lorena scrive:

    tanta solidarietà per un padre che ha perso un figlio, e vuole giustamente giustizia , noi possiamo diffondere

  58. flaviano scrive:

    Grazie a Pino Scaccia, trovano risalto fatti di normale brutalità…Perchè i potenti dovrebbero far parte di questa giustizia….anche se così non è.

    Forza Pino, io sto con te

  59. Sissi scrive:

    Sì però la mia coscienza (morale) mi impone di mandare un pensiero anche all’altro ragazzo: perchè è molto giovane, e perchè nessuno può sapere cosa sta vivendo interiormente. Poi per il resto sono d’accordo, per carità: la giustizia per me non è qui, cioè sulla terra, o quantomeno spesso è…di due pesi e due misure, per sintetizzare (e per quel che ne capisco).
    Però siccome l’ho già detto altre volte, se già ho una visione poco ‘politica’ della vita, di sicuro non mi piace farla sulla morte o sulla pelle delle persone, io non posso non mandare un pensiero anche all’altra famiglia.
    Oltretutto il discorso sarebbe molto più profondo… ma evito di ‘filosofeggiare’. Diciamo che la vita, la sofferenza… e la ricerca, mi hanno portato ad avere compassione per l’umanità, tutta.
    E cmq ho finito perchè sono la meno adatta per questi argomenti.
    Un saluto a tutti.

  60. [...] Sbattere contro il muro dei potenti | inquestomondodisquali [...]

  61. Mariella scrive:

    Tutta la mia solidarietà al Sig. Fabrizio! Questo è un paese dove la giustizia è tanto lenta …

  62. pinù/nupi scrive:

    forza Fabrizio!!! non arrenderti dinanzi a questo mondo che vorrebbe sconfiggerti ancora…
    lotta,con la tua voce e con le nostre voci perchè il tuo ragazzo abbia giustizia.
    ti sono accanto e vorrei poter essere utile,un abbraccio

  63. pinoscaccia scrive:

    grazie pinù del tuo ritorno

  64. Caro Pino , quello è un muro di gomma; per qualcuno la legge è sempre meno uguale e chi , come me , nelle passata attività frequentava i Tribunali per motivi correlati alla attività stessa, ho piena idea delle dilazioni , dei calendari di udienze a più di due, tre anni! Naturalmente , se un figlio di potente , troverà legali che si inventeranno mille cavilli per non fa decidere ! Poi tre gradi di giudizio e ..passano gli anni . Se invece un povero cristo , per fame, avesse rubato un panino son sicuro che sarebbero scattate procedure cautelari d’urgenza, rito direttissimo e condanna ,magari anche sproporzionata al reato, sicura! Mondo di potenti, mondo ,appunto , di SQUALI! Buon ferragosto , caro Pino.

  65. pinù/nupi scrive:

    ci sono sempre stata,nonostante i grossi problemi…
    FORZA FABRIZIO!!!

  66. ceglie scrive:

    Un grande dolore ti spezza il cuore, si resta ammutoliti vedere anche la giustizia bendata di fronte a un grande dolore. nessuno potrà mai lenire il dolore di un genitore. lottiamo contro queste ingiustizie.Siamo con te!

  67. [...] 4. SBATTERE CONTRO IL MURO DEI POTENTI Dazebao by Rossella Calabritto [...]

  68. Con tanta unione e solidarietà di forze, caro Pino, si dovrebbe riuscire a sfondare quel muro di gomma , perchè Flavio e il padre e la sua famiglia abbiano vera giustizia , di dirittto naturale ,una volta tanto!

  69. danilo scrive:

    E’ la solita insulsa storia, che scredita il bene e il male di questa povera nazione, in mano a gente, che crede che la propria libertà vada ben oltre la libertà degli altri. In dispregio all dolore, alle lacrime, ai vuoti affettivi degli altri. Difficile anche non ribellarsi con disordine a queste mascalzonate. Condivido il link di Pino, nella speranza che la squalità di questa giustizia finisca e ci restituisca un pò di speranza per tutti e non solo per qualcuno. Danilo

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