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Rischiare la vita in Nepal

E’ stata una trappola, una cinica tattica anti-sommossa studiata a tavolino. I soldati del re messi alle corde da manifestazioni di 200-300mila persone che chiedono il ripristino della democrazia in Nepal ieri hanno cercato in tutti i modi il massacro esemplare. Ne sono stato direttamente testimone e vittima fortunata nel cuore storico della città, incastrato in un inferno di corpi ammassati uno sull’altro dai quali sono riemerso al limite del soffocamento. Il racconto di Raimondo Bultrini dal Nepal su Repubblica.


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Jill è libera!

 ”Da Jill Carroll ci viene una grande lezione di umanità che interrompe la spirale di sangue e violenza che ha accompagnato tutta la vicenda irakena ” . La dichiarazione viene da Information Safety and Freedom , l’associazione per la libertà di stampa nel mondo che festeggia il ritorno della giornalista americana, finalmente libera dopo quasi tre mesi di prigionia . ” Siamo felici – continua la nota di Isf – per la liberazione della collega e vogliamo sottolineare l’ atteggiamento tenuto da lei e dai suoi colleghi prima, durante e dopo il rapimento , che dimostra il giusto equilibrio proprio della professione giornalistica . In particolare vogliamo sottolineare la dichiarazione del direttore Christian Science Monitor , Richard Bergenheim , che ha chiesto lo stesso impegno umano a livello internazionale dimostrato per Jill , per i più di trenta irakeni rapiti ogni giorno e regolarmente ignorati “. ” Non sappiamo – conclude la nota di Isf – se Jill Carrol e il suo direttore abbiano vinto o vinceranno premi di giornalismo . Di certo meritano un pubblico riconoscimento per lo stile e per l’eticità del loro comportamento . Di esempi così , c’è bisogno , molto bisogno nella nostra categoria “.


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