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Malawi, in prigione

“Sono appena rientrato dal Malawi. Nella prigione di Blantyre nel sud del paese, i detenuti muoiono di fame, specie i malati di aids o di tubercolosi, perché spesso restano senza cibo anche tre giorni.” “Un detenuto puo’ restare in carcere senza processo anche dieci anni. “Fra i detenuti ho incontrato un collega. Un giornalista che deve scontare quattro anni con l’accusa (pretestuosa) di aver comprato un computer rubato.” ”Si chiama Earlvin Jana. Si puo’ far qualcosa per lui?” ML 26 Febbraio, 2006″ Roberto di Nunzio


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Ucciso un giornalista a Mosca

E’ giallo a Mosca per il presunto omicidio di un giornalista della televisione russa Ntv trovato morto nel suo appartamento. Si chiamava Ilya Zimin. La polizia della capitale russa pero’ non ha confermato ancora ufficialmente l’assassinio. Nell’aprile dello scorso anno Zimin era stato aggredito nel suo appartamento da un gruppo definito apparentemente ceceno dalla polizia. Era stato rapinato dei documenti e del telefono cellulare. Mosnews


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Povera Ilaria

Ilaria Alpi, giornalista del Tg3, e l’operatore televisivo Miran Hrovatin, furono uccisi il 20 marzo 1994 a Mogadiscio per un tentativo di sequestro finito male. Lo ha stabilito la Commissione di inchiesta presieduta da Carlo Taormina. La Commissione trasmettera’ gli atti raccolti alla Procura generale di Perugia per la revisione della condanna passata in giudicato di Hashi Omar Hassan, l’unica persona arrestata fino ad oggi per questa vicenda.  In un documento consegnato al pm Franco Ionta, titolare di una inchiesta stralcio, ancora contro ignoti, l’avvocato Domenico D’Amati, legale della famiglia della giornalista, prende decisamente le distanze dalla conclusioni cui e’ giunta la Commissione per sottolineare come i lavori dell’organismo parlamentare “hanno risentito dell’indirizzo prescelto da Taormina il quale ha sposato, senza riserve la tesi, sostenuta dall’imprenditore Giancarlo Marocchino. Il presidente Taormina si e’ avvalso largamente, nelle indagini, della collaborazione dello stesso Marocchino, utilizzando, tra l’altro, informatori da lui indicati. Una tesi disattesa dalla corte d’assise di Roma per la sua manifesta illogicita’ e contraddetta anche dai risultati dell’ultima perizia balistica, secondo cui contro i due giornalisti furono esplosi dieci colpi di kalashnikov da una persona distante cinque metri”. Il caso  IlariaAlpi.it


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Altre vittime in Iraq

 La giornalista Atwar Bahjat, il cameraman Adnan Abdallah e il tecnico audio Khaled Mohsen sono stati rapiti ieri a Samarra e oggi sono stati ritrovati cadaveri. Come ricorda Reporters Sans Frontieres, con queste tre vittime salgono a 38 i giornalisti e gli operatori uccisi in Iraq dal 2003, data di inizio del conflitto. Otto di loro sono donne.


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Yahoo denuncia i dissidenti

Nuove accuse di violazione dei diritti umani per il portale Internet Yahoo!: per la seconda volta in meno di sei mesi «Reporter Senza Frontiere» afferma che l’azienda americana ha collaborato con la polizia cinese per reprimere il dissenso politico. Riprendendo un articolo scritto su Internet dallo scrittore Liu Xiaobo, l’organizzazione accusa Yahoo di aver fornito agli investigatori di Pechino le informazioni che hanno portato all’arresto del dissidente Li Zhi. Li è stato condannato a otto anni di prigione per «sovversione» dopo aver aderito al Partito Democratico Cinese. A sua volta, Liu cita come fonte gli avvocati del dissidente che, in base alla legge cinese, hanno accesso ai verbali del processo. Nel primo caso, denunciato in settembre, Yahoo era stato accusata di aver fornito alla polizia il nome e l’indirizzo di Shi Tao, un giornalista critico nei confronti del governo, condannato a dieci anni di carcere per aver denunciato la censura politica. Una portavoce di Yahoo! ha detto che il portale sta cercando di verificare l’ informazione. «Nella maggior parte dei paesi, i governi non sono tenuti a spiegare perché richiedono una certa informazione», ha detto. Corriere.it  Trenta milioni di blog nel mondo


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Messico: granate contro un giornale

Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione la scorsa notte nella redazione di un giornale messicano a Nuevo Laredo, vicino al confine con gli Stati Uniti, lanciando una granata e ferendo gravemente un giornalista. Il reporter, Jaime Orozco, è stato colpito da cinque proiettili ed è in pericolo di vita. Il quotidiano El Manana aveva seguito con diversi articoli le violenze relative al traffico di droga attraverso il confine, in aumento dopo che due anni fa il presidente Vicente Fox dichiarò guerra ai cartelli che gestiscono il contrabbando.


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Il pianto di Jill

Al Jazeera ha trasmesso stasera un nuovo video che mostra la giornalista americana Jill Carroll, rapita più di venti giorni fa, il 7 gennaio. Nel video, che riporta la data del 28 gennaio ed è accompagnato da un logo delle “Brigate della vendetta”, la donna chiede piangendo il rilascio delle prigioniere attualmente detenute in Iraq. Le immagini della giornalista erano già state mostrate dalla tv araba in due altre occasioni nei giorni scorsi, il 17 e il 18 gennaio La giornalista, 31 anni, freelance del Christian Science Monitor, era stata catturata nel corso di un agguato in cui aveva perso la vita l’interprete che l’accompagnava. L’ultimo video non è accompagnato dal relativo sonoro. Giovedì scorso, i militari americani avevano annunciato la liberazione di cinque irachene, un atto però da non mettere in relazione con la richiesta dei sequestratori, a quanto aveva precisato un funzionario americano.


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Iraq, reporter ancora colpiti

Ancora un giornalista ferito in Iraq. A pochi giorni dall’uccisione del collega iracheno Mahmoud Za’al, Bob Woodruff, dell’emittente americana Abc, e l’operatore Doug Vogt sono stati feriti gravemente durante lo scoppio di una bomba posta ai margini della strada. Al momento dell’esplosione il giornalista e il cameraman stavano viaggiando insieme a un’unità dell’esercito iracheno su un mezzo militare vicino a Taji, vicino alla capitale Bagdad. Dopo lo scoppio, riporta la Reuters citando l’Abc, il mezzo è stato colpito anche dal fuoco di artiglieria leggera. In un comunicato, i vertici della televisione confermano che Bob e Doug sono feriti e le loro condizioni sono gravi. I due sono attualmente ricoverati presso un ospedale militare americano in Iraq.


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Morire per la libertà

 Guillermo Farinas, direttore dell’agenzia di stampa indipendente Cubanacan press, si sta lasciando morire di fame per protesta contro il divieto, in vigore per lui ed i suoi giornalisti, di usare Internet, strumento indispensabile per l’esercizio del proprio lavoro. Lo dice Reporter sans frontieres, che riporta anche sul sito una dichiarazione di Farinas: “Se devo essere un martire dell’accesso all’informazione, lo sarò”. Il giornalista osserva inoltre che le autorità cubane usano l’embargo americano come pretesto per giustificare “una politica liberticida”. L’agenzia Cubanan press è impegnata soprattutto nella denuncia della violazione dei diritti dell’uomo a Cuba e nella diffusione delle opinioni che non trovano spazio sulla stampa ufficiale. Farinas, 43 anni, ha iniziato la sua protesta il 31 gennaio e ha scritto in una lettera a Fidel Castro che andrà avanti fino a quando non sarà possibile ai giornalisti accedere a Internet.


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Cina: massacrato dalla polizia

Un giornalista ucciso perché aveva denunciato un giro di malaffare nella polizia locale. Un dissidente pestato a sangue perché ostinatamente e coraggiosamente non intende rinunciare alla sua battaglia di libertà e farsi chiudere la bocca. Uno sciopero della fame organizzato per rivendicare il diritto al dissenso. Addirittura la chiusura di un supplemento del Quotidiano della Gioventù Comunista che si permette di andare oltre i confini del consentito. E in molti villaggi una crescente insoddisfazione della popolazione nei confronti di un sistema che nelle aree rurali premia le prepotenze e le corruzioni.


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