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Aprile 15, 2007La cara, vecchia June Callwood
Aprile 14, 2007Vengo a sapere proprio ora grazie a una e-mail arrivata da Montreal (Canada, Quebec) della morte di June Callwood, la più autorevole giornalista canadese. June aveva 82 anni, e era conosciuta come ‘ la coscienza del Canada’. Nel 2004 scoprì di essere stata colpita da una crudele forma di cancro, con un alzata di spalle rifiutò ogni cura, ‘non ho tempo da perdere con medici e lettini di ospedale’ amava ripetere, ‘ho da fare io, ho ancora mille cose da fare…mica posso stare appresso a qualche stupido camice bianco…’. Attivista dei diritti umani e ‘madre’ dei diritti civili canadesi, si battè fin dagli anni 60 contro la guerra in Vietnam (è grazie a lei e alla sua battaglia se il governo canadese approvò la famosa legge che concedeva asilo ai soldati americani in fuga dalla guerra), perchè fossero riconosciuti uguali diritti a tutte le minoranza etniche e religiose presenti nel suo sterminato Paese. Autrice di più di trenta libri e saggi sulla povertà nei paesi ricchi è stata la fondatrice dell’Associazione dei giornalisti canadesi; del primo centro per la tutela dei diritti delle ragazze madri; della prima comunità dove potevano trovare riparo e difesa tutte le donne abusate; della prima struttura dove potevano trovare cure gratuite e adeguate i poveri malati di AIDS. E’ riuscita a far passare leggi nel parlamento canadese quali l’aborto e la cancellazione della pena di morte anche dai codici militari. Negli ultimi anni aveva fondato due associazioni che battevano contro la guerra in Iraq e per il ritiro delle truppe canadesi dall’Afghanistan; era appena tornata dalle isole Prince Edward dove era andata a picchettare i moli dove facevano ritorno - dopo la mattanza di cuccioli - le navi dei cacciatori di foche. Aveva in programma un viaggio in Africa dove con un associazione aveva adottato a distanza oltre mille bambini di otto Paesi sub-sahariani. L’hanno trovata due sue assistenti con la testa riversa sulla tastiera del pc: sul monitor il testo di una lettera di protesta indirizzata al governo contro l’ipotesi di una modifica (in senso più ‘permissivo’) delle leggi sulle armi in vigore in Canada… Come avrebbe mai potuto trovare del tempo per ’stare appresso a quei camici bianchi’ la vecchia June? Roberto di Nunzio
In carcere da un anno
Aprile 13, 2007In una lettera indirizzata a Robert Gates, segretario Usa alla Difesa, l’organizzazione Reporters sans frontières ha denunciato il mantenimento in stato di detenzione del fotografo Bilal Hussein, 35 anni, che lavorava per l’agenzia di stampa Associated Press, incarcerato da più di un anno nel carcere di Camp Crooper (vicino alla capitale). “Molti giornalisti - si legge nella denuncia - sono stati arrestati dall’inizio della guerra in Iraq dalle forze di occupazione. Quasi tutti sono stati detenuti per parecchi mesi prima di essere rilasciati senza che le accuse fossero mai provate. Niente oggi può giustificare la detenzione di Bilal Hussein, che secondo il suo avvocato non è stato più interrogato dal maggio 2006. Il giornalista, accusato di aver avuto rapporti con gli insorti che lo avrebbero autorizzato a scattare fotografie sulla ribellione irachena, è stato definito dal giudice che lo ha inquisito “una minaccia assoluta per la sicurezza”. Nessuna altra prova è mai stata fornita per giustificare la sua colpevolezza”. Isf
Ancora omicidi in Iraq
Aprile 13, 2007Una giornalista radiofonica irachena è stata assassinata insieme al marito a Mosul, nel nord del Paese, da ignoti aggressori che hanno poi fatto scempio dei cadaveri, caricandoli a bordo della loro auto e dandovi fuoco, così da carbonizzarli. Lo ha denunciato l’Associazione Irachena per la Difesa dei Giornalisti, un organismo umanitario di categoria, che ha identificato la collega uccisa come Iman Yussef Abdallah; lavorava per un’emittente organo del movimento sindacale cittadino. L’Associazione ha sollecitato il governo di Baghdad a prendere provvedimenti per garantire l’incolumità dei giornalisti che operano in Iraq, sempre più spesso presi di mira da guerriglieri e terroristi: dal marzo 2003, quando ebbe inizio l’invasione per rovesciare il regime di Saddam Hussein, in Iraq hanno perso la vita in circostanze violente oltre centocinquanta operatori dell’informazione, nel 95 per cento dei casi cittadini iracheni. Nel 2007 sono già 18 gli operatori dei media uccisi nel Paese. (AGI)
Filippine: ucciso direttore periodico
Febbraio 19, 2007Hernani Pastolero, 64 anni, direttore del ‘Lightning Courier’, un settimanale locale dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, è stato ucciso da un gruppo di uomini armati. Il sindacato nazionale dei giornalisti di Manila ha condannato l’omicidio, definendolo ”l’ultima atrocita’ contro i media filippini”, frutto della ”inazione” delle autorita’ che ha prodotto una ”cultura dell’impunita”’. Nel 2006 sono stati nove i giornalisti e operatori dei media uccisi nel Paese. (Agr)
Somalia: assassinato presentatore radio
Febbraio 19, 2007La sera del 16 febbraio, Ali Mohammed Omar, presentatore e tecnico di Radio Warsan (una delle stazioni radio più indipendenti del Paese) è stato ucciso davanti alla sua abitazione, nella città di Baidoa. Gli assassini gli hanno sparato alla testa. Ali Mohammed Omar era un membro attivo dell’Unione nazionale dei giornalisti somali (NUSOJ). Reporters sans frontières
(Mogadiscio, dicembre 2003) Prima di partire, sono andato a visitare due radio locali popolari: Shebele e Benadir. Ho visitato i loro studi. Ho parlato a lungo con i direttori. Erano onorati di ricevere ospiti italiani. Gli ho chiesto come si puo’ fare il giornalista qui. Hanno risposto sicuri, tracciando programmi e progetti. Ma poi ho chiesto ancora: ma si può essere liberi a fare i giornalisti in Somalia? Non hanno capito la domanda.
Tutti in piazza per Karim
Febbraio 14, 2007
Il mondo si mobilita per Abdelkareem Nabil Soliman, 22 anni, egiziano, arrestato nel suo paese a novembre dello scorso anno. Reato: aver espresso le proprie opinioni su politica, cultura e società. Sul suo blog. Il 15 febbraio manifesteranno per lui, in contemporanea, Roma, New York, Parigi, Londra, Bucarest, Ottawa, Washington, e la lista della mobilitazione continua ancora. Verrà chiesta la sua liberazione alle autorità egiziane. Che lo hanno già arrestato un paio di volte, e che sono finite, proprio qualche settimana prima della seconda carcerazione di Abdelkareem, nel mirino di Reporter senza Frontiere come uno dei 12 paesi che censura la libertà di parola sul web. Abdelkareem, o Karim Amer, come si firmava sul web, era un aspirante avvocato con l’intenzione di specializzarsi nella difesa dei diritti umani. (…) Un esercizio pericoloso nel suo paese, governato dallo stesso presidente, senza soluzione di continuità, da più di un quarto di secolo.Repubblica.it
Brasile: ucciso fotografo
Febbraio 13, 2007Robson Barbosa Bezerra, 41 anni, fotografo freelance, è stato ucciso a Rio de Janeiro mentre al volante della sua vettura stava tornando a casa. Gli assassini hanno aperto il fuoco a otto riprese mentre stava parcheggiando la macchina. Alcuni giorni prima del suo omicidio, Bezerra era stato vittima di minacce e di una aggressione. Isf
Foto di dolore e di guerra
Febbraio 12, 2007
Sezione people in the news, primo classificato: colona israeliana a contatto con le forze di sicurezza israeliane, avanposto di Amona in Cisgiordania, il 1mo febbraio. Scattata da Oded Balilty, Israele.

Sezione general news, secondo classificato: profughi del Darfur, al confine tra Chad e Sudan, a novembre. Scattata da Jan Grarup, Danimarca.

Sezione general news stories, secondo classificato: raid notturni in Iraq tra gennaio e marzo. Scattata da Peter van Agtmael, USA.

Una foto del reportage dell’italiano Davide Monteleone, dell’agenzia Contrasto, che gli sono valse il primo premio nella sezione Spot News Stories al World Press 2007. Sono immagini dei bombardamenti israeliani sul Libano, durante il mese di luglio. Beirut

